Alberti, Leon Battista  
I Dieci Libri De L'Architettvra Di Leon Battista De Gli Alberti Fiorentino ...: La commodità, l'utilità, la neceßità, e la dignità di tale opera [...] — Vinegia, 1546

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tdisicando Nerone la citta in molte parti arfa . StriUt

Tranquillo,che egli de lapietrà Gabina& Albana fece i

traui,per che eUa non uiene dalsuogo consumata., in Li*

gurid,in Venetia,inVmbrià,in Picenó,et appo bèlgica

uasì bianca pietra, che ageuolmentesìsega e liscia. E sé,

nonfusse ella debole e frale, ad ogni opera sarebbe coni0,

da, ma la brina il ghiaccio e tacqua larompe,& à uenti

VietroHÌ di mare nonpuòresistere. Cauajì inlìifìria pietra non

striand. dirimile dal marmo, ma dauapore òsuogo toccata fen*

deli, & uà in pezzi • iJ che dicono a tutte le dure pietre

auenirefyecialméte à la bianca e nera selice, perche elU

dalfuogo non si disende.In Campania è una pietra à ce*

nere bruna similc,à la quale parratti,che fìanò mescoW

carboni.Quella oltre ogni nottro/limare è leggiera,e di

serro ukdiente,molto tenace e cojlante, e contro7/«og"

e le tempera gagliarda,ma di modosecca e sitibonda,ch(

tutto^lsugo de la calce si bee, e di modo lo succia.,che cof

mepoluere lascia lasoprapoiìa calce,onde l'opera in ed

to tempo,sciolte le congiunture ,dase mcdejìma rolline

A quefta è la rotonda pietra, faccialmente ne siumi W''

uata,contraria,la quale,per chesempre è bagnata,con W

calce non si rappiglia.Chc dirò che ne le predere s"c u(*

Marmi duto che i marmi ui crcscono.ln Roma 4 quefti tempii"

creseono. no siati trottati pezzi di Tiburtina pietra ss>ongosa, i®

tempo e dal uigore de la terra in una pietra rappiglia

Hel lago Reatino, ouc l'aqua da balzi nel Nare siufl1

scende,uedrai il labro del [asso esser crcsciuto,ondc hatt»"

molti pigliato argumento, che da tale accreseimento s

vietra siata de la natte chusa la bocca, onde poi ne è satto il W

nel tene go.VreJso al terreno Lucano non lungi da Silari /»<>"'
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