Alberti, Leon Battista  
I Dieci Libri De L'Architettvra Di Leon Battista De Gli Alberti Fiorentino ...: La commodità, l'utilità, la neceßità, e la dignità di tale opera [...] — Vinegia, 1546

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faUpietrd,eslargato il luogo oue era rinchiusa, coti
dtofcoppio o* empito muouesUturbandode la fornace
l'ordine e la diffiositione. Hanno ueduto alcuni in que*
sse pietre animali uiui di più sorme, &uermi di pelo*
faschena con molti piedini quali ile sornaci suogliono
<k>" noia. Narrerò quiui cose mcmoreuok à noftra
ti^di queéìo uedute. Quando che no solamente seri*
Ul<(mo à muratori, ma etiamdio a ftudiosi di cose de?
Zne 5 ondi mi gioua mescolarui cose sottaceuoli ypur
c^ da la presente intentione nonsiano aliene. Essendo
Martino Quinto Votesce un alato serpente fu nel latio Vn uiuo
^cauatori ne la prederà trouato, ilqualein una pie= serpente
^iognintorno chiusa uiuea. Furono anchora troua* rinchiuso
*e alcune rane e cancri morti. Io testifico che a que inpietra.
"' tempi in un candidiamo marmo ssrondi d'albero
i°no siate trouate. il monte Vellino alttfìimo, che Bra
"/ da Martij diuideji candida pietra edanueuo na*
>cilita ha coperto laamajui nelaparte'ucrso Brutìj
Ucdrai pietre rotte, e di conche marine Jparse peren-
tr° non maggiori che si pojsa tenere ne Umano . che
*r°, che nel Veronesc terreno si raccoglionopietre co
Clijuc foglie, er altre ben disposle linee da là natura
^'abilmente lauorate , e di/Unte, di maniera -, che non
P°jsa l'huomo la sottilopra imitare. Bxh.c muoue più
n'lrauiglia,ogii'una di quesee pietre coni-segni uolta*
' * l'ingiu troueraifinde fi può auertire la natura non
PCì~muouere gli huomini àtnarauigliarjì,maper suo
"sono cotali delitie hauerformato.Ritorno a la mate
'rf-Nott m'assaticherò qui à narrare in qual sorma la~
°cca de, la fornace dei comporre Z?il luogo ordina*

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