Alberti, Leon Battista  
I Dieci Libri De L'Architettvra Di Leon Battista De Gli Alberti Fiorentino ...: La commodità, l'utilità, la neceßità, e la dignità di tale opera [...] — Vinegia, 1546

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le partì de U republicd.Oue & in che modojlpalazzo

< demagi&rati e de pontefici si debbia edisicare Je ma

giorije minori templi. < Cap.C.

REstf che si parli de le case di quctli,che'n più nume
ro la republiea reggono. A qucsti ò tutta la repu-
6'lw ò parte si commette. Consisie la republiea de sace
cose,con le quali honoriamo i Dei: a queSlc si soprapotu
S°«o ìpontesici, e di profane fon le quali de gli buemini

* compagnia, e lasalutesi conserua. Soprafcà a quefìe
fte h citta un Senatore giudice, <i la guerra un Capitano

* l esserato,ò de tarmata. Debbe ciaseheduno di quefei
oliere due cose,una alsuo ussicio pertinente, l'altra oue
s2'i con la samiglia habiti. Sia di ciaseheduno lastanza
f"'f34 qualeper sonaegli uuole uenir giudicato simile,ò 4
fte>o 4 tir annodò a prillato, e sono alcune cose à cusiche
'""o di que&i sidamente proprie. Vero dice V ergilio.

fera (CAnchise'l Palazzo seofiato,

'"■'£ ialberi rinchiuso d'ogni intorno.

adendo dire le case de principali per sé, e per la sami*

^tdouer esierdal uulgo, e daflrepito d'artefici sio fta-

*ìCPer più altre ragiom,e per loro soUazzo,c commo*

'■ ' d ambii k,\*hi e a,. i„r.nUi ameni, cr acciò chéti tanta

^quando che muno quasi urne

,: mangiare altri,non uenga à lussu-

°/° surore,e le altrui mogli contamini,?? appresjo af*

V. e degli importuni salutatori non inquietino ipadro

-Io «eggo prudenlistimi principile non silo de lasre

v"** del uulgo,ma ctiamdio de la città tisarono,acciò

e da plebei senza gran bisogno non uenijsero molcsia-

ti.E
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