Alberti, Leon Battista  
I Dieci Libri De L'Architettvra Di Leon Battista De Gli Alberti Fiorentino ...: La commodità, l'utilità, la neceßità, e la dignità di tale opera [...] — Vinegia, 1546

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uerfì, li quaiinfegnduanocon quai compojliiomH her*
bejìcaccidssero t ueleni. lo uorrei che ui fusscro scrittc
mmonitionije quai cifdcessero giudi, m'odè&i,parchi,
più ornati di wertu,& a Dio più grati. Come sarebbeM
rai tale,quale uuoiejfer tenuto. Ama,e sarai amJLto'.esi*
miti sentenze. Vorrei ché'l pauimento susse fatto a lince
musìuli e geometriche^accioche da ogni parte sìano dest
d leuertk de l'animo. Vsanno gli antichi diappÙcre $
i tempij ,enei portichi coserare per ornamento, coffl
nel tempio dttercole sonatomi di sormiche, patatd\
India: & Vejpesìanoposenel Capidoglio una corona <H
cennamo. E mede/imamente Augufto posse nelpiù g&
tepio del palazzo una gran radice di cennamo ih tai^
doro, in Thcmod'Etolia:', che su da Filippo abbatta'
erano ne li portichi del tepio più di quindici mlXia ar'^
ture,e più di due milia ssatueper omameto, le quai W*
te surono jcome haPolibio .rotte da Filippo,eccetto $e'
le che hdueudtio effigie ò nome di Dei. E sorsè non t^
tra rxguardeuole il numero grande di queBo, quanto »
loro uarietà.Narra Solino che alcuni in Cicilia irióffl'™
rono il modo di sare leflatue disale.Esece, dice P/"""'
unaflatua di uetro. Tai cofe rare ci muoueranno tnW
uiglid de k natura, e de gli ingegni humani. Mrf Pf -,
remo dltrouede lessatue. Pongonfìle colonnellei«^
e s'interpongono ne le fìneftrcjencndo misura conte *'
cemmo nel portico. Io ho compreso ne li grandi^11 te.
pij,quando le colonne non badano a reggere ilpesi >c «
slongano le cornd de i uolti in guifd che lafaetta ne è
drchi loro pasii la terza parte il diametro di meZZ°c.
chiojl che aggiugne uaghezza à l'opera.Per che '/>t0'
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