Alberti, Leon Battista  
I Dieci Libri De L'Architettvra Di Leon Battista De Gli Alberti Fiorentino ...: La commodità, l'utilità, la neceßità, e la dignità di tale opera [...] — Vinegia, 1546

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L I B R O IX. 201

le,c dritto consentimento li corpi, àlaqualcofanoi ne
cerchiamo utiajìmik, debbe neramente tenere del sugo
di tutte quelle qualità,altramente si discorderebbonojo'
Romperebbesi quella untone.il cercar e,e scegliere té co
sé in ogni parte de la natura è dtssicile,m<ijpecialmen=.
fc è dubbiosa ne l'Architcttura,laquale consitte di tante
P«rti,ciascuna de lequali richiede il suo proprio ornarne
to.Ma io quanto mi porgerà l'ingegno, seguiro l'ordine
"Ho, non replicando in che guisa da la cognitione de le
Parti si uenga in cognitione del tufto.M a nuoterò prU
fieramente per qual ragione la natura moftra suori li.
su bellezZd.Skmo molti d<t maniseste ragionile dicU
too altroue,che l'edifìcio è come un'animale, la onde nel
hmarlojebbiamo imitare la natura.Ricerchtamo adu-
lte per qual ragione alcuni corpi da la natura prodoU
tìstano tenuti più belli,alcuni men beM& altri brutti.
£ moslranci le cose tenute belle, che non sono tutte di
u>ia beUezZd.quantunque non cosidisubito n'appaia U
gerenza, anzi in quanto non si rassomigUano,com-
fondiamo, che uè qualche co sa infusa da la natura. Aio
wero conejsempìo per qual cagione le cose tra loro dis
milisono tenute belle. Alcuno bramerà una giouanetta
tencra è scarma.Colui in Terentio commenda la uergi*
fte cctrnosa e piena di sugo . A te forsè piacer a la moglie
*mezzana qualità .Perche adunque destandoqucfta ò
1ueUa,ti paiono le altre dì asfretto men gratotQruejìo na
'Ce da cosa,laquale noi. da noi conoJciuta.Non si giudi-
Ci de la bellezza per opmwnejna gli è natane gitani
™ una certa ragione,con kqude giudichiamo. llche si
^«nifest^perche le cose brutte er seoncie incontantn*

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