Alberti, Leon Battista  
I Dieci Libri De L'Architettvra Di Leon Battista De Gli Alberti Fiorentino ...: La commodità, l'utilità, la neceßità, e la dignità di tale opera [...] — Vinegia, 1546

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LIBRO IX. 208

toodo3misurd,e (ito nel porre le colonne. - Cap.y.

FU bene intendere il modo ~e la mi sura, di'porre le co
hnne,laquale diuisero in tre maniere secondo la uà
rìetàde tre tempi.Verche considerai l'huomo,determi-
n&onoicbefisiicessero le colane Àfìmilitudine dì quello.
Cosimisurando da un lato a Xaltro, trouardno la seita
P<trte,e da tombihco a le reni,la decima parte de la sua
lunghezza-QMefto conssderando gli interpreti delesa-
ere lettere,assermano che torca per lo diluuio fu satta,
ìsìmilitudine de l'huomo.B forsè con tal misurepuose*
N> le colonne,che sussero alcune lunghe sa parti, quanto
era la bascaltre diece. Ma àuisati da sentimento na= Le colon
turaleJlquale conosce le conuenienze, non uolsero ojjer ne sono
Uare quiui tanta, grossezza,ne ìui tanta sottdità.La on- trouate ì
de arcarono tra que&i estremi una mediocrità. Etcost stmilitu-
intitàdo gli Arithmetici,me(seroinsieme quelli esiremi,e dine de
diuisero per mezzo tutta quella somma, e riuseì l'otto^ thuomo.
sariojiftàte ugualmente dal senario,edal denario,e cojì
secero lunga la colonna otto siate, quanto era il diame-
fro de la base,e la chiamarono lonica.Et al modo mede-
simo secero le colonne Dorichesi come le Ioniche,?? si
Gettono ne le più grosse sabricbe.Fcrche unirono il mi-
tior termine, cioè sei,à quefto mezzano satto dagli Io-
n'ci, che era otto,e riuseì quattordici.Umisero poi que*
"a somma in parti uguali,e riuseì il numero Settenario,
eó"! quale secero le colonne Doriche,in tal guisa, che le
^ajì deìiseapi sussero la settima parte de la sua lun-
Zhezza. E ne secero di più sotttli, kquai chiamarono
torinthie,mettendo insime quel numero mezzano Ioni

co
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