Alberti, Leon Battista  
Della architettura di Leon Battista Alberti libri 10, della pittura libri 3 e della statua libro 1 / The architecture of Leon Battista Alberti in ten books, of painting in three books and of statuary in one book (uebers. von Cosimo Bartoli und Giacomo Le — London, 1726 [Cicognara Nr. 378]

Seite: XIV
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/alberti1726/0014
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
Di Leone Battista Alberti.

sì dotte Persone, può ognuno imnvigiivrrsclo. Ma più di
nissun' altro lì fece Ammirare l'Alberti, il quale con dis-
corsi rilevati e pieni di sublime dottrina fece vedere a pieno
che ncir Eneide solto (a (corca di varie e vaghe finzioni li
naseondevano i più alti Segreti della Fìlósoha, celie Vir-
gilio era un vero e reale FUosotò, ina voluto rantastìca-
mente e da Poeta. Così sodi Ragionamenti secero tale
impresone nell'animo degli ascoltanti; che Cristosoro
].andini [che in quella occaiìone volle eilere il Secretarlo
dell* Assemblea] gli regìstrò tutti in un libro, e ne t'orino
poi quell' Opera che li vede (rampata in lingua Latina
sotto nome di Que st ioni Camaldolesi, nelle quali verso il
fine coì-ì (crìve il Landino: 0' vohtf&sar menzione di que-
sie o\se, dette quali, tra le altre, moltissime, e di gran sun-
ga più eccellenti, Leon 'Batti/ìa Alberti a mente, con
chiarezza e copiefamente di/putò nella Radunanza ,f.
Tersonaggj sì grandi»

Lasciò l'Alberti molte belle coin noli zi on i in Latino
e in Toscano, delle quali lì vedrà qui di sotto un co-
pioib indice. Fra le Opere Latine è degna d' eterna lode,
e si può paragonare con tutta l'antichità, quella eh'è intito-
lata il MOMO\* quale per la sua eccellenza il me-
desimo anno 1520. fa (lampara due volte in Roma.
E veramente in quella con ìflrabrdinarìa vaghezza e non
pensato artifìcio scherzando, ridendo, burlando, si (piegano
in quattro libri quelle cose che gli altri con maniere gravi
e seveic scrìsscro della Fìlósoha Morale; cllcndoù però
egli principalmente propolio di toccare quelle che a for-
mare un persetto ed ottimo Prencipe spettano, e conos-
cere i collumi di quelli che gli vanno attorno. Bella è
ancora l'Operetta chiamataItLÌVU, ovcro delle cause
attenenti a' Senatori, e quella eli' egli intitolò T> E
JURE, cioè dell'amministrar la Giurtizia, delle quali
non so per qual cagione Colìmo Cartoli, che trassato in lin-
gua Italiana e fece [lampare in un Volume molti Opuscoli
di Leon Battista Alberti, 11'abbia fatto il quinto e sello
libro del Momo overo del Prencipe. Scrìtte un Libretto di
V AV 01. li nelle quali lì dice che nella bizzarria de' con-
cetti abbia superato Esopo. Composc ancora u;i Trattato
della vita e cortami del suò Cane, e un' altro sopra la
Mosca, potendo con artifìziosa maniera scherzar delle cose
rilevate e gravi, e tìlosofar delle balTe et abbiette. Nella
lingua Italiana a lasciato tre Libri dell' ECONOMIA
et alcune cose amorose in Prosa et in Versi ; e su il primo
("comme scrìve Giorgio Vasari nella sua Vita] che tentalle
di ridurre i Versi volgari alla misura de' Latini, come lì
vede in quella sua Eputola:

fy'ejtàptir esirma miserahite pijlola manda

A te che spregi inseramente noi, &c.

Ma nel ragionare del (ingoiar Genio dell'Alberti in
ogni genere dì polite Lettere,e del luogo eh' egli tiene fra

gli Uomini Letterati, mi sento tirato da gentc^Taltra Pro-
iemone, cioè da Pittori et Architetti che come suo lo pre-
tendono : e moslrandomi quanto egli à operato in Pittura,
et Architecture, mi chiamano indietro -, e quali che io ab-
bia a scriverc le virtù di un altro Alberti, mi sforzano di
sar passaggio dalle Scienze Speculative alle Arti pratiche

Os Leone Eatti sta Alberti.

pbero Landino were the chief. What was the con-
veriation among such great men, every one may ima*
gine. But none gained lb much admiration as Alberti-,
who In several sublime disoourses sull os the molt exalted
learning, clearly (hewed thar in the /hneid, under the
veil of a great many beautiful fictionsj there lav concealed
the higher! (ecrets os Philosophy, and that / irgtf ww
a true and real Phitosopbcr, only fentasticalry habited
like a Poet. These sound reasonings made such an
imprcllion upon the minds of the hearers, that Cbrislo-
st/ro Eandino (who upon this occaiìon chose to be Se-
cretary to tlie Aslembiy) recorded them all in a book,
and out of them afterwards composed that Work which
\ve (cc printed in Latin, under the title of the Camal-
doline 0,■ isììons ; wherein towards the end Landino
(known better to us by the name of Landmns) has
the sollowing words: J/ac .(tint qua de plurimis Ion-
geqtte txeeHentioribus, qua Leo siaptijìa Albertus me-
morile); dilucide, ac copivse, in tautcrum cirorum
cvnctssu disputavit, meminijfe iclv.i.

Altieri 1 left a great many tine compositions both
in Latin and Italian, whereof we have subjoined a
copious list at the end of this life. Among his Latin
Works there is one truly worthy of immortality, and
which may be parale!I'd with all antiquity, which is
that entitled Menus, which sor its excellency, in the
same year ijio. was twice re-printed at Rome. And
indeed in this Work he very | beautifully and in a way
entirely new, with the finest raillery and pleasantncss
lays open, in four books, all those things which others
in a grave Pevere style had wrote of moral Philo-
sophy, but ihll propoliug to himsels to insill chiessy
upon those points which relate to the forming a persect
Pnnce, and knowing the characters of thole that arc
about him. '1 here is another little piece os his which
is very pretty called, Trivia, or oi the Cause > under
the Jurisdiction of the Senators, and another which ho
entitled de Jure, concerning the administ ration of
Justice, which sor I know not what reason Cofimt
Bartcli, who tranllated into Italian and publissied in
one Volume several little pieces os leeone Haltìjla Al-
berti, printed as the fisth and sixth books of the Mottms
or 'Prince. He wrote a little Book os F ABLES, where-
in he is said in variety of invention to have excelled
even Asop. He alio composed a trcatile of the life
and manners of his Dog, and another upon the Fly,
having a surprizing genius for playing with the graved
and moll exalted Subjects, and philosophizing upon the
lowest and meanelt. He lest three books of OECONO-
MY in Italian, and some amorous things both in prose
and verse, and was the rirlt (as Geir°e Vdsari insorms
us in his life) that endeavoured to reduce the com-
mon Italian verse to the measure of the Latins, as
in this epìsita :

O.'u'Pa pur essrssna milerabi/e pifìola mando
A te che [pregi mifcramente noi, Oc.

lì v t while I am giving this account of Albrrt/s
wondersul Genius for all sorts of polite literature, and
os the rank he held among the men of learning ; I
think I hear myself called upon by people of other
profeilions, namely Painters and Architects, who pretend
to him sor their own, and ssowing me what great
things he has done in Painting and Architecture] pull
me 'back, and as if I were to write the character of

another

I
loading ...