Alberti, Leon Battista  
Della architettura di Leon Battista Alberti libri 10, della pittura libri 3 e della statua libro 1 / The architecture of Leon Battista Alberti in ten books, of painting in three books and of statuary in one book (uebers. von Cosimo Bartoli und Giacomo Le — London, 1726 [Cicognara Nr. 378]

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facsimile
L

L I B R O 1.

Vtnto ton tanto Impeto, che in alio mine arena
spinge le pietre. In Spagna virino allo [bero,
dicono che il verno Maettro sosfia talmente, die
ili la volta a Carri ben carichi : In Etiopia li dice
che non sossia Olirò: E gì' isrorid dicono che in
Arabia pressb a Trogloditi, quello medesimo vento
abbrucia ciò eh' ci vi trova ili venie: E Tucidide
scrive che Delo non è mai data molestata da i
tremuoti, ma sempre li è Hata salda, Copra il
medesimo Sassb, anchorchè le altre Isole a lei vi-
cine, Geno Hate all'ai volte rouinatc ila tremuoti.
Noi reggiamo che quella parte d' Italia che è
dalla Selva dello Aglio, o Algido lotto Roma,
per tutto il tratto de'colli di Campagna di Roma
insino a Capua, tormentata è da continui tremuo-
ti, e quali rouinata del tutto. Alcuni peniano
che Achaja, Ha così detta, da Ipcsse inondazioni
di acque. Io trovo che Roma è sempre fiata
febricosa, e Galeno pcnla che tai febri liano una
nova spezie di terzana doppia, alla quale varj, e
quali contrarj rimedj, in varie ore, si debbano
applicare. ' Egli è ancora appretto de' Poeti antica
fatila, che Tifone sotterrato nella Isola di
Precida, spesse volte si rivolga, onde sini-
teli bene spessb la Isola tremar tutta d.i fon-
damenti. Di quello caso anno cosi cantato i
Poeti, perciocché la Isola è iellata da taaiti tre-
rmioti, che gli Eritrei, ed i Calcidclì, che
già in quella abitarono, furono forzati a fuggir-
tene. E di novo poi, coloro che vi furono man-
dati da Icrone Siracusano, acciò vi edificassero
una nova città, per la paura del continuo peri-
colo e di tale miseria, sé ne fuggirono. Per
tanto tutte le cose, cosi fatte, si debbono rian-
dare con lunga olservazione, e notarle, e farne
comparazioni,alTomigliandole ad altri luoghi,accior>
i he per quello le ne acquili i buona e intera notizia.

Bo

O K

I.

hard, th.it it overturns Carts heavy laden : Tn
/Ethiopia we arc told the South never blow-, anj
1 iillorum write, that this Wind in Arabi,*, and the
Country oi the Trogloditti burns up every chino
that is green : And Thucydiits assirms, that Deh,
was never troubled with Earthquakes^ but always
Hood sirm upon the same Rock, tho' the other
Issands all about it were often laid in Ruins by
Earthquakes. We ourselves see, that the l'art of
Italy, which runs from the Selva dell' Aglio below
Rome, all along the Ridge of Hills of the Campagna
di Roma quite to Capua, is perpetually stript and
almoll quite laid waste by Earthquakes. Some
believe Acbaia was so call'd from its frequent In*
undations of Water. I find that Rome was always
subjeft to Agues, and Galea takes thole Arties to
be a new kind of doubleTertian, which mull have
various and almoll direel contrary Remedies ap-
plied to it at disserent Seasons. It is an old Fable
among the Poets, that Trpbo the Gyant being bu-
ried in the Issand ofProcbyta, often turns hiinself
about, and with his turning lliakcs the whole
Issand from its very Foundation. The Reason of
this Fiffion of the Poets was, because that Issand
was so tormented with Earthquakes and Erup-
tions, that the Erytbreau miChalcidians, who in-
habited it, were forced to fly for it. And again
afterwards thole who were lent by Hicro of Syra-
cuse to build a new City there, frighten'd with the
continual Danger of Deslruction, deserred it too.
Wherefore all Things of this Nature are to be
lifted out from long Oblervation, and examined
and compared by other Places, in order to come
at a clear and full Knowledge of every parti-

Cap. VI.

Dì alcune più occulte commodità
ed incommodità della Regione, le
quali da Savj debbono esfeve rì-
cci-e at e.

Chap. VI.

Os fonie move bidden Convenienciei
and Inconveniencies os the Region
which a Wife Man ought to en-
ei aire into.

Jr.bbcsi ancora ricercare diligentemente,
I R)Vj sc quella Regione 'lia l'olita cll'ere mo-
lestata, da alcune incommodità piìi sé-
crete. Platone pentiva che in certi
luoghi lusse, e spirasse alcuna volta certa ter-
minata potenza di ipriti, laquale fusse or mo-
lesla e or propizia a gli abitatori. Sono certa-
mente

S3

E ought further to enquire carefully,
whether the Region is tiled to be mn-
lclled with any more hidden Inconve-
ency. Plato believed, that in sonie
Places the Influence of Spirits often reign'd, and
was at sometimes milchicvous, and at others pro-
pitious to the Inhabitants. It is certain there are

seme
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