Alberti, Leon Battista  
Della architettura di Leon Battista Alberti libri 10, della pittura libri 3 e della statua libro 1 / The architecture of Leon Battista Alberti in ten books, of painting in three books and of statuary in one book (uebers. von Cosimo Bartoli und Giacomo Le — London, 1726 [Cicognara Nr. 378]

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Lib rS I.'

e tutto il resto del luogo diventa poi btijo, la
quale scommodità non accade le i lumi vengono
da alto. le porte debbono imitare le fincilre,
cioè sieno maggiori o minori, più o manco, se-
condo la frequenza ed il biiogno del luogo. Ma
io veggo che gli Antichi ollervarono di Iaiciare
negli Editìcj public!, assatturili Vani, limili a
quelli, di amendue le sorte. Di quello ci tanno
fede i Teatri, i quali sc noi bene esaminiamo,
son tutti pieni di Vani di Scale di fineslre e di
Porte. E quelli Vani lì debbono collocare tal-
mente, che in mura grollìllime non lì lascino
Vani piccolillìmi, ed nelle facciate piccole delle
munì) non si latino maggiori del bisogno. In
quelle sorte di Vani, altri, altri disegni anno lo-
dato, ma i buoni Architettori non gli anno tisati
sé non quadri e di linee diritte. Tutti final-
mente s'accordano in quello, che secondo la gran-
dezza e forma dello Edificio si accommodino, e
siano eglino come si vogliano. Apprellb e' dico-
no che i Vani delle porte, debbono essere sempre
più aiti che larghi, e di quelli, i più alti, lìan
quelli, che ricevono due cerchj, l'un l'opra l'altro,
ed i più balli abbiano 1' altezza diagonale del
Quadrato [Bj qua] si farebbe della lunghezza
della soglia. Ed è conveniente porre le porte in
quei lati, che ne conducano più che Ila pollibile
coimnodamente in tutte le parti degli Editìcj. E
Insogna ulare ancora diligenza in dar grazia a
limili Vani, con fare che da delira e da sìnillra
si corrispondano con le medesime grandezze,
tisarono di lalciare le fineilre e le porte, in caffo,
ma talmente che le parti dalle bande si corris-
pondeiTero par pari, e quelle del mezzo fuslero
alquanto maggiori. E procurarono grandisiima-
mente d'aver rilpetto alla gagliardia degli Editìcj.
Laonde lasciavano i Vani diseosto da' Canti e
dalle colonne, ne'luoghi delle mura più deboli ;
ma non però tanto deboli, che non tusserò ba-
llanti a reggere il peso : Ed avvertivano che
quante più parti delle mura lì potesse, andassero
diritte a piombo, e quali d'un pezzo senza alcu-
no interrompimento da i fondamenti insino al
tetto. Egli v' è una certa sorta quali di Vani, che
con la forma e co'l sito imitan le porte e le line-
lire, e non penetrano tutta la grossezza del muro,
ma lasciano belìi e commodi spazj, e luoghi da
siatile e pitture. Ma in che luogo quelle, e
quanto spesi'e, e quanto grandi si debbano lalcia-
re ; lo diremo più didimamente, allora che noi
tratteremo degli ornamenti degli edifici, poiché
giovano non manco allo lpcndcre poco che alla
grazia dell' opera : Perciocché nel murare i] con-
iuma manco pietre e manco calcina. Quella (ia

E Ó O K ì.

hccause we are to see the Light with our Kvi
and not with our Heels ; bclides the inconTeni
enee, that if one Man gets between another ani
the Window, the Light is intercepted, and all
the rell of the Room is darken'd, which neve
happens when the Light comes from above. The
Doors (hou'd imitate the Windows, that is L
larger or smaller, more or fewer, accordili" to
the frequency or nccclììty of the Place. But I
observe, that the Ancients in their Public BnilAi
ings always left a great many of both the afore,
mention'd kinds of Apertures. This appears
from their Theatres, which if we observe are ex-
tremely full of Apertures, not only Stair-cases
but Windows and Doors. And we ought so to
order the proportions of these Openings, as not
to make very little ones in great Walls, not too
large in sinali ones. In these sorts of Apertures
various Designs have been commended ; but the
bed Architects have never made use of any but
Squares and slrait Lines. However all have
agreed in this, that let them be of what (rape
they will, they shou'd be accommodated to the
bigness and form of the Building. *The *<p;,k-..
Doors, then they say shou'd always be mote
high than broad ; and the highest be such as
are capable of receiving two Circles [A] one
one upon t'other, and the lowed siiou'd be of
the heighth of the Diagonal of a Square [B]
whereof the Groundsell is one of the Sides. It is
alio convenient to place the Doors in such a man-
ner, that they may lead to as many Parts of the
Edifice as polhble : and in order to give Beauty to
such Apertures, care mud be taken that those of
like dimensions correspond with each other both
on the right and left. It was usual to leave the
Windows and Doors in odd numbers, but so as
for the side ones to answer each other, and that
in the middle to be somewhat larger than the rell.
And particular regard was always had to the
slrength of the Building, for which reason they
contrived to set the Openings clear from the cor-
ners and from the Columns, in the weakell Parts
of the Wall, but not so weak as to be insufricient
to support the weight : it being their cullom to
raise as many Parts of the Wall as they cou'J
plum, and as it were of one piece without any
interruption from the foundation quite up to the
Covering. There is a certain kind of an Aper-
ture, which in form and position imitates the
Doors and Windows, but which does not pe-
netrate the whole thickness of the Wall, and so,
as Niches leave very handsome and convenient
Seats for Statues and Paintings. But in what

l'aiti
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