Alberti, Leon Battista  
Della architettura di Leon Battista Alberti libri 10, della pittura libri 3 e della statua libro 1 / The architecture of Leon Battista Alberti in ten books, of painting in three books and of statuary in one book (uebers. von Cosimo Bartoli und Giacomo Le — London, 1726 [Cicognara Nr. 378]

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IBRO

Is.

«dato Tarquinio Re de' Romani, sc gli alti Dii
non avellerò porto Favore alla grandezza della
Città, e le nel creseere dello Imperio, non si
fud'cro aumentate ricchezze badanti a tanta prin-
cipiata Magnisicenza) clic egli avelie gittata via
tutta la l'pesa della Futura opera, nel pittare i
fondamenti del tempio? Oltre ehe egli e Ja con*
iiJcrare, e non infra l'ultime cole, non sidamente
quel che tu polla, ma quello ancora che ti li
convenga.' Io non lodo Rodope di Tracia quella
celebrata Meretrice, e memoria de' suoi tempi,
che li saccll'e fare un sepolcro di spcla incredi-
bile : E l'ebbene ella con il Aio meretricio gua-
dagno si aveva procacciate ricchezze regali, ella
però non fu degna di Sepolcro Regale. Ala per
l'oppoiito, Io non hiasimo già Artemisia Regina
di Caria, per aver fatto al ilio cariilimo e de-
gnilìimo Conlorce un sontuoiìlhmo sepolcro. An-
corché io in quelle colè, lodi certo la moderna.
Oraziolialimava Mecenate ch'egli impazzall'e ncll'
edificare. Io veramente lodo colui, ilquale se-
condo che dice Cornelio Tacito, fece il sepolcro
ad Otone, modello, ma da durare gran tempo.
E l'ebbene nelle private memorie li ricerca la Mo-
della, e nelle pubbliche la Magnificenza ; le
pubbliche ancora sono alcuna volta lodate per
esser modelle come le private. Noi lodiamo e
ci maravigliamo del Teatro di Pompeo, per la
egregia grandezza e dignità della opera : Edificio
degno veramente di Pompeo e di Roma Vittoriosa.
Ma la pazzia dello edificare di Nerone, e la furia
di recare a fine le opere smìiurate, non è lodata
da ognuno. Oltra quello, chi non avrebbe voluto
che colui, che con tante migliaia d'uomini toro
il Monte predo a Pozzuolo, avelie durata tanta
fatica, e consumato tanta spesa, in qualche altra
opera più utile ? Chi non biadmerà la prodituola
pazzia di Eliogabalo ? Egli aveva pensato di pian-
tare una grandillima Colonna per entro della
quale si ialilse sopra la cima, acciò vi si ponelTe
sopra lo Dio Eliogabalo, il quale ei si era ordinato
di adorare: Ma non avendo trovata Pietra si
grande, fattone cercare insino in Tcbaidc, li tolse
dalla impresa. Debbelì aggiungere ancora a quelle
cole che e'non si clebbe incominciare cosa alcuna,
(ebbene per altro degna ed utile, né però al tutto
dissicile a farli, abitandola le facultadi e le op-
portunità de' Tempi ; che ella sia tale che in
breve debba mancare, o per negligenza di chi
succede, o per tedio degli abitatori.' Io biasimo
il follo che aveva fatto Nerone navigabile dalle
Cinqueremi, dallo Averne) insino ad Ollia, si per
altre cagioni, si ancora perchè a mantenerlo, pa-
reva cheli deiideialle perpetua ed eterna selicità

dello

Book li.

cclTìon os Wealth sutheient to compleat ti.e ÀI./-.
micenee of his beginning, sor throwing away
the whole f'xpence of his future Work in lay.
ing the Foundations of his Temple. Besides it
is not amiss to consider, and tlmt not in the
lati place, not only what you are able, but alto
what is decent for you to do. I do not con>
mend Uboii.fe of Thrace^ the famous Courtezan,
and the Wonder of her Days, for building hersclt'
a Sepulchre of incredible Expence : For tho (lie
might pollibly by her Whoredom have acquired
the Riches of a Queen, yet the was by no means
worthy of a Royal Sepulchre. Rut on the other
hand I do not blame Artemisia, Queen of Caria
for having built her beloved and worthy Con-
lort a moll llately Man/oleum : tho' in things of
that Nature, 1 think Modclly is 1 ell. Horaa
blamed Macaui for having too furious a Pallion
for building. I commerci him, who according
to Cornelius Tacitus, built O.'/.'j's Sepulchre, moderi
but extremely durable. And tho it be true that
private Monuments requiie Modesty, and public
ones Magnificence ; yet public ones too are sonie,
times praised for being as modest as the others.
We admire Pompty's Theatre for the surprizing
Greatncss and Dignity of the Work : a Work
truly worthy of Bompey and of Rome in the midst
of her Victories : but Xero's unadvised sondness
sor building, and mad pallion for undertaking
immense Dcsigns, is commended by nobody.
And besides, who wou'd not rather baie wiìh'd,
that hewho employ'd lo many thousandMen to bore
thro' the Hill near Politolo, had taken the same
Pains, and bellow'd the same Expence upon some
Work of greater life? Who will not delest the
monllrous folly and Vanity of Heliogabalus ? who
had thoughts of erecting a huge Column with
Stai is on the inside of it to mount to the top, where-
on Heliogabalus himself was to be set as a God,
which he pretended to make himself. But not
being able to find a Stone of that bigness, tho' he
sought for it quite to Tbcbais, he desisted from
his wild Delign. Hereunto we may add, that
we ought not to begin a thing, which tho' in
some respcfls worthy and ui'eful, and not alto-
gether lo difsicult of execution, sonie particular
opportunity or means savouring it at that time,
that yet is of a Nature to tall loon to-deca},
either thro'the negligence of Successors, or dilli!":
of the Inhabitants. I therefore find fault with
the Canal which Nero made navigable for Gal-
lies with five Rows of Oars from Aim -mis tdOfiia,
as well upon other accounts, as because the main-
taining of it seem'd to require a perpetual and

eternal
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