Alberti, Leon Battista  
Della architettura di Leon Battista Alberti libri 10, della pittura libri 3 e della statua libro 1 / The architecture of Leon Battista Alberti in ten books, of painting in three books and of statuary in one book (uebers. von Cosimo Bartoli und Giacomo Le — London, 1726 [Cicognara Nr. 378]

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[

I B R O

II.

Mgiugriererriovi ancóra Eccome è il nolìro solitòj
quelle che dalle opere dc'nollri Maggiori e dalli
avvertimenti degli uomini ellcrcitatillimi, avremo
imparate, le alcune ce ne saranno, le quali in
parte alcuna confcrilcano alle cole che dire li
debbono. Et io certo creilo clic e' li tara molto
bene, sé seguendo ella natura delle cole, comin-
cieremo da quelle ilell'e, le quali furono primie-
ramente usurpatc da gli uomini, per servirsene a
quell'arre dello edificare ; che furono sé noi non
ii inganniamo, gli Arbori da tagliarli, ed i legna.ni
delle Selve; ancorché apprcllo de gli autori, io
trovo alcuni che sopra di ciò sono di varij pareri.
Alcuni dicono che gli uomini da principio abita-
rono nelle spelonche, e che essi ed i bestiami loro
furono diteli da una medetìma copertura, e per
ciò credono quel che dice Plinio, che Gellio Tallio
folle il primo che ad imitazione della natura, lì
taccile uno edificio di loto. Diodoro dice che
Velia figliola di Saturno, fu la prima che trovò
le cale da abitare. Eusebio Pamphilo eccellente
investigatore delle cole antiche, da testimonij de
piallati, dice che i Nepoti di Protogene, furono
i primi che pensarono di far le case a gli uomini,
lequaii lì tcll'clìcro di foglie di canne e di giun-
chi. Ma torniamo noi al noifro proposito. Gli
Antichi adunque, e prima Tcofrasto, dice che
gli arbori lì debbono tagliare, e madrine l'Abete
la Picea ed il Pino, lubito che eglino an comin-
ciato a mandar fuori, e spuntarc certe vermene;
acciocché per la topi-abbondanza dello umore, tu
polla levarne più facilmente la seorza : Ma che
vi sono alcuni Alberi, come 1' Acero, 1' Olmo, il
Franino, il Tiglio, che tagliati doppo la Vendem-
mia, saranno più commodi. E le le Roveri si
tagliano di State, dicono che si tarlano ; ma sé
li tagliano di Verno non pigliano difetto alcuno,
né si aprono. E taccia a nortro proposito, che
eglino avvertirono che i legnami che si tagliavano
nello Inverno, mentre tirava Tramontana, an-
corché (oliera verdi, ardevano benilsimo, e quali
senza fumo : la qua! cosa dà manifelto indizio,
che e' sono stigosi di umore non crudo, ma di-
gclto. A \ itruvio piacque che i legnami si ta-
gliassero dal principio dello Autunno, insino a
tanto che non cominciava a spirare Zerlìro. Ed
Elìodo dice che quando il Sole con maggiore im-
peto pende sopra del capo nortro, e gii uomini
diventano di colore più bronzino, che allora lì
faccia la ricolta, ma quando a gli alberi calcano
le foglie allora li taglino i legnami. Catone mo-
dera rutta la cola in quello modo, vuole che le
Roveri li taglino nel SolenSzio, però che l'Inverno
ésempre fuor di tempo: gli altri legnami che anno

seme

B b o k li.

have left us in many and various Places, anJ i
thesc, according to our Curtom, \vc tliall aji
whatever \vc ouilclvc- have deduced from antim.
Works, or thelnllruflionsof mod experienced*
titiccrs, is we happen to know any thine that ma»
be lerviceable to our purpose. And 1 believe it v ;']
be (he bcHiMcthod, following Nature herfèlf t
begin with (hole thing-,which were lirllin usearnoiw
Men in their Buildings; which, if we miifake nor
were Timber Trees which they felly in ,y
Woods: tho'among Authors, I iìnd, sorre are
divided upon this very Subje£L Some will |,ave
it, that Men at firls dwelt in Cave-, and that
they and their Cattle were both iheltes'd cider
the same Roof; and therefore they believe whjt
Pliny tells us, that one Gdlius Taxius was the
firlf, that, in Imitation of Nature, built him.
sclf a House of Mud. Diodorut feys that r,j;,,t
the Daughter of Satura, was the firlf that in-
vented Houscs. Eujebim Pampbilusi an excellent
Sean her into Antiquity, tells us from the Te-
ltimony of the Ancients, that the Grandsons of
Protogmes firrt taught Men the building of He uses,
which they patch'd up of Reeds and Bullrulhes.
But to return to our Subject. The Ancients,
then, and particularly Tbcùpbrjflus, inform us,
rhat moll Trees, and especially the I-'ir, the
Pitch-tree and the Pine, ought to be cut imme-
diately, when they begin to put forth their young
Shoots, when thro their abundance of Sap yen
may molt easily strip osf the Bark. But that there
are tome Trees, as the Maple, the Elm, the Ast,
and the Linden, which are belt cut after Vin-
tage. The Oak if cut in Summer, they obline
is apt to breed Worms ; but if in Winter, it will
keep sound and not split. And it is not foreign
to our purpose what they remark, that Wood
which is cut in Winter, in a North Wind, tho'
it be green, will nevcrthcless btirn extremely
well, and in a manner without lmokc : which
manifeltly Ihews that their Juices are not crude,
but well digertcd. Fitritvius is for cutting Tim-
ber from the beginning of Autumn, till such
time as the soft Wellcrly Winds begin to blow.
And Hiswd says, that when the Sun darts his
burning Rays direclly upon our Heads, and turns
Mens Compleflions to brown, then is the timo
for Harvest, but that when the Trees drop their
Leaves, then is the Season for cutting of Tim-
ber. Otto moderates the matter thus ; let the
Oak, lays he, befell'd during the Sol Ilice, because
in Winter it is always out of Scalini ; other
Woods that beat Seed'may be cut when that is
mature; thole that bear none, when you please.

Thole
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