Alberti, Leon Battista  
Della architettura di Leon Battista Alberti libri 10, della pittura libri 3 e della statua libro 1 / The architecture of Leon Battista Alberti in ten books, of painting in three books and of statuary in one book (uebers. von Cosimo Bartoli und Giacomo Le — London, 1726 [Cicognara Nr. 378]

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I lì R O

Is.

a quelli a cui la natura à dato che vivano più ;
;ì dato ancora che tagliati, li corrompano più
tardi. Ogni legno ancora quanto manco à di
midolla, tanto è di più gagliarda e robufia na-
tura. Quelle parli che tono più vicine alle mi-
dolle, sono veramente più dure che le altre, e
più serrate ; quelle che sono più vicine alla kor-
za, sono di più goliardo nervo: Perciocché e' si
tiene che negli alberi siccome negli animali, la
seorza lìa la cotenna : quello eh' è lotto la seorza,
lia la carne: e quel eh è intorno alle midolle, si
tiene per le olla : ed Ariitotile pentiva che i nodi
nelle piante fulTcro in cambio di nervi. Di tutte
le parti del legno, tengono per la più trilla, l'hu-
mor che lo notrisee, si per altre cagioni, si per
elser molto sottopolto a Tarli. Aggiugni a que-
lle cose che quella parte de gli Alberi, eh' era
(essendo eslì ritti) volta a mezzo giorno, sarà più
arida che le altre, sottile ed eilenuata, ma niente-
dimanco più lerrata. E da quello Iato sarà la
midolla più vicina alla seorza. E quelle parti
ancora che saranno più vicine al terreno ed alle
radici, saranno piìi gravi, che tutte le altre, e ne
sarà legno, che malagevolmente nuoteranno nelle
acque, e la parte del mezzo di qualunque Albero,
sarà la più crespa. Le Vene, lìano come si vog-
liano, quanto piti saranno verso le radici, tanto
più saranno avvolte e piegate tutte le parti da-
ballo : nondimeno si penta che lìano più collanti
e più commode, che l'altre. Ma io trovo scritte
dagli ottimi Scrittori, alcune cose degli alberi
molto maravigliose : Perciocché e' dicono che la
Vite supera 1' eternità de' secoli. A Tempi di
Cesare in Popolonia (vicina a Piombino) si vedeva
una fiatila di Giove fitta di Vite, elYersi mante-
nuta per infinità d'anni incorrotta, e tutti dicono
che e'non è legno alcuno più eterno. In Andana,
Regione della India, son Viti tanto grasie, se-
condo che racconta Strabone, che due uomini
n'abbracceriano a gran pena il pedale. In Utica
dicono elser durata una coperta di Cedro an-
ni mille dugento settanta otto. In Ispagna nel
Tempio di Diana, dicono esiervi durate Tra-
vi di Ginepro, da dugento anni innanzi lo ecci-
dio di Troia per inlino a tempi di Annibale.
Ma il Cedro à certo natura maravigliosa, sé
come dicono' è il solo che non tiene i chiodi. Ne'
Monti predò allago di Garda, è una sorta di Abeti,
che sé tu ne farai vali, non terranno il vino, sé tu
non gli ugni prima con Oglio: balli insino a qui
degli Alberi.

Book II.

From Decay when cut down, and the les. <;
they have so much they are the stronge, 3
more hardy. The parts ncaretl to the Sap 2
indeed harder and doler than the rcll ■ but the*
next the Bark have more binding Nerves sor I
1S luppos'd, in Trees just as in Animals, the Bark
is the Skin, the parts next under the Bark are
the Hclh, and that which encloses the Sap, the
Bone ; and Arisietb thought the Knots in Plants
were in the Nature of Nerves. Of all the parts
of the Tree, the worll is the Alburnum, or Juice
that nounlhcs it, both because it is very apt to

breed Worms, and upon several other Accounts.
To these Observations wc may add, that the
part of the Tree which, while it was Handing,
was towards the Smith, will be dryer than the
rest, and thinner, and more extenuated, but it*
will be firmer and closer; and the Sap will be
nearer to the Bark on that side than on the
other. Those parts alio which are nearest to the
Ground and to the Roots, will be heavier than
any of the rest ; a Proof whereof is that they
will hardly Hoar upon the Water; and the mid-
dle ot all Trees is the moll knotty. The Veins
too, the nearer they are to the Roots, the more
they are wreath'd and contorted ; nevertheless
the lower parts are reckon'd always stronger and
more ulcful than the upper. But I find in good
Authors sonie very remarkable things of lome
Trees ; they say that the Vine exceeds even the
Eternity of Time itself. In Pofolonin, near
Piombino, there was a Statue os Jupiter made of
that Wood to be seen in Cts.tr's Days, which had
silled for a vast number of Years without the
leali decay ; and indeed it is universally allow'd
that there is no Wood whatsoever more durable.
In Ariana, a Province of India, there are Vines
so large, as Strato informs us, that two Men can
hardly embrace its trunk. They tell us of a Roof
of Cedar in Vtica that lasted twelve hundred and
seventy eight Years. In a Temple of DiaM in
Spain they speak of Rafters of Juniper, that lasted
from two hundred Years before the Siege of Thy
quite to the Days of Hanibal. The Cedar too is
of a mod wonderful Nature, if as they say it is
the only Wood that will not retain the Nails.
In the Mountains near the Lake Bengali, or the
Laro dì Garda, grows a kind of Fir, which, it
you make Vellels of it, will not hold the Wine,
unless you firll anoint them with Oyl. Thus.
muih lor Trees.

C A P.

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