Alberti, Leon Battista  
Della architettura di Leon Battista Alberti libri 10, della pittura libri 3 e della statua libro 1 / The architecture of Leon Battista Alberti in ten books, of painting in three books and of statuary in one book (uebers. von Cosimo Bartoli und Giacomo Le — London, 1726 [Cicognara Nr. 378]

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Cap. IX.

H A P.

IX.

QJi Ani idi ci an lasciate alcune Some things worthy memoria], tè*
' ensi circa le Pietre, degne di laling to Stones, lest us ly tht

memoria.

*M

ON sarà veramente fuor di proposito, in-
tendere quanto le Pietre abbiano in loro
di varietà e di maraviglia ; acciocché
ciaseuna li polla più convenientemente
accomodare all' uso : Intorno a' Campi di Boi-
iena e di Stratone, dicono esserc una Pietra acco-
modatissima a tutte Torte d' edificj, alla quale né
fuoco nò ingiuria alcuna di tempi nuoce mai, e
che quella Irena é contra le temperie al tutto
eterna ed incorruttibile, e mantiene più che al-
cuna altra i lineamenti delle siatile. Scrive Ta-
cito, che quando Nerone n'Iettava la Città
guasta dalla arlìone, che egli lì servi delle pietre
d' Albano e di Gabinio, per travi ; perciocché
non cedono al fuoco. Nel Gemicele nel Vene-
ziano nel Ducato di Spoleto, nella Marca Anco-
nitana, ed appailo i Belgi, si trova una Pietra
bianca, la quale si può facilmente segare con una
fcga a denti, e piallare ancora, e le non eh' ella
per altro è di natura debole e frale ; sarebbe
Hata d' universalc uso: ma dalle brinate, dal
diaccio, e dalle spruzzaglie si rompe, e non è ga-
la contra i Venti di mare. Iltria à una
pietra che si assomiglia assai al Ala imo, ma tocca
da Vapori o da fiamme subito si spacca, e sé ne
va in pezzi : il che dicono che medelìmamente
avviene ad ogni pietra forte, e ma (E me alle Se-
lici bianche e nere che non pollono {apportare
punto il fuoco. In campagna di Roma é una
Pietra limile alla cenere nericcia, nella quale
pare che sumo mescolnti carboni, laqualc è tanto
leggiera, che tu non te lo penseresti mai ; ed è
sacile a lavorarla col ferro, e làida al tutto, e
da durare, e contro a suochi e contro alle Tem-
perie non debole : ma è in modo arida e sitibon-
da, che subito abrucia, ed inghiottisee le umidità
delle Calcine, e lascia le Calcine abbruseiate e vane,
non altrimenti che polveri, laonde aperteli le con-
giunture; l'opera predo pelali, ed in oltre rovina.
Ma le pietre tonde, e mamme quelle de' fiumi son
di contraria nanna a quella, perciocché sono tem-
pre umidiccie, né li accollano mai alle Calcine.
Che colà è quella, che eglino an' trovato che
i Marmi ralle cave crelcono. In quelli nollri
tempi si bn trovati in Coma minutami di pietre

Tre-

Ancients. ^^^^^^^^^^^^^

T will not be foreign to our Purposè to
hear what a Variety there i, in Stones,
and what admirable Qualities some are
endu'd with, that we may be able to
apply each to its properefl uk. In the Territory
of Bolfcna and Strasori* they tell us there is 3
Stone extremely proper for all manner of Build-
ings, which neither Fire nor any Injuries of
Weather ever aflefls, and which preserves the
Lineaments of Statues beyond any other. Tin-
tin writes, that when Nero repair'd the City,
which lay in Ruins by the Flames, he made tile
of the Albanian and Gattsiian Stone for Beam ,
lecause the Fire never hurts that Stone. In
the Territory of the Gcnoejc and of Venice, in
the Dutchy of Spoletto, in the .March of An-
cona, and near Burgundy, they find a white
Stone, which is calily cut with a Saw and
polilh'd, which if ir were not for the Weak
ness and Brittleness of its Nature, would be
used by every body ; but any thing of F'rolt or
Wet rots and breaks ir, and it is not itrong
enough to resill the Winds from the Sea. Isirit
producesa Stone very like Marble, but if touch'd
cither by Flame or Vapour, it immediately Hies
in pieces, which indeed is said to be the case of
all hard Stones, especially of Flint both white and
black, that they cannot endure Fire. In the
Campagna di Roma is a Stone of the Colour
of black Allies, in which there seems to be
Coals mix'd and intcrspers'd, which is beyond
Imagination easy to be wrought with Iron,
thoroughly sound, and not weak againil Fire
or Weather ; but it is so dry and thiiilv, that it
presently drinks and burns up the Moisture of
the Cement, ami reduces it persectly into Powder,
so that the Junctures opening, the Work pre-
sently decays and fills to Ruins. Hut round
Stones, and especially thole which are found
in Rivers, arc of a Nature direflly contrary,
for being always moill, they never bind with
the Cement. But what a surprizing Discovery
is this which has been made, namely, that
the Marble in the Quarry grows! in thest
our Days they have found at Rome under ground
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