Alberti, Leon Battista  
Della architettura di Leon Battista Alberti libri 10, della pittura libri 3 e della statua libro 1 / The architecture of Leon Battista Alberti in ten books, of painting in three books and of statuary in one book (uebers. von Cosimo Bartoli und Giacomo Le — London, 1726 [Cicognara Nr. 378]

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Libro .It.

Book II.

U

émbrici, e nelle doccie, e finalmente in ógni Houses or Gutters, and in a Word, of all mani

Opera di Terra cotta e di lavori di Terra. Ab- ner of Works made of hiked Earth. We liave

biamo trattato delle Pietre. Rettici a trattare della treated of Stone, let us now proceed to speak of

Calcinai Lime.

Cap. XI.

Dellj natura della Calcina e del
Gc/fo, deir uso, e della/orla loro,
in quel che elle convengano in-
ficine, ed in quel che elle fumo
differenti e d'alcun altre cofe de-
gne di memoria.

Atone Censorino biasima la Calcina clic
lì fa di Pietra varia, e non vuole che
quella che lì fa di selce lia buona ad
opera alcuna, oltre che a fare la calci-
na, è molto inutile ogni pietra che ha elausfa
et arida, e che li disfaccia, e che nel cuocerla il
fuoco non vi trovi che consumare ; come sono
i Tufi, e le pietre bigie e pallide, che sono pres-
so a Roma ne' Fidenati e ne' campi Albani. Bi-
sogna a volere che la calcina ila lodata da quei
che sanno, che ella peli il terzo manco, di quel
eh' ella peto cruda : Oltre che la pietra ancora,
che per natura è troppo sugosii o troppo umida,
il invetria di modo al fuoco, che non è utile a
sarne calcina. Plinio dice che la pietra verde
cioè il Serpentino relitte al suoco grandemente;
ma noi lappiamo certo che il Porfido, non solo
non lì cuoce per le fiamme, ma ttando in una
fornace non lascia mai cuocere i sallì che gli so-
no intorno a baldanza. Non vogliono ancora le
pietre che tengano di terra, perchè la calcina poi
non rielce schietta. Ma gli Architettorfeantichi
lodano grandemente la calcina che si fa di pietra
molto dura e molto serrata, e mallìme bianca, e
penlano che quella non sìa {commoda, ed a tutti
gli altri usi, e nel lare le volte ancora lortidima.
Nel secondo luogo lodano quella calcina che li fa
-i pietra non leggiera o atta a putrefarli, ma (bu-
gnola ; e penfeno che quella per lo intonicare ha
la migliore e più trattabile delle altre, e che ren-
da le opere più splendidc. Ed ù veduto in Fran-
cia che gli Architettori non anno tisata altra cal-
cina, che quella che li fa di frombole (raccolte
de' fiumi) nericcie e molto dure, die tu diretti
sussero felci. E nientedimeno egli è certo che
ella si nelle opere di pietra, si 'in quelle di mat-
tone a mantenuto gran tempo eccellente sermez-
za. Io trovo appretto di Plinio, che la calcina

che

Cu

A P.

XI.

Of the Nature os Lime and Ptii-
Jler of Paris, their Ufcs and
Kinds, wherein they agree and
wherein they disser, and of fonie
things not unworthy of Me-
mory.

jSl.-srO the Ccnsor condemns Lime made
^^^pjji* of different sorts of Stone, and takes
that which is made of Flint to be good
sor no mariner of Work whatsoever ;
belides, in making of Lime all Stone is extremely
improper that is dry and exhaulled, or rotten,
and which in burning has nothing in it for the
Fire to conlume, as all mouldiing Stone, and the
reddilh and pale ones, which are fuund near
lltme in the Country of the Fidtnatti and Alba-
nians. The Lime commended by the bell Judges,
is that which loses a third part of its Weight by
burning ; besides, Stone that is too moil! in its
Nature, is apt to vitrify in the Fire, so as to be »f
no use sor making of Lime. Pliny says, that the
green, or Serpentine-Rone mightily resills the Fire ;
but we know very well that the Porpbiry will not
only not burn itlelf, but will hinder the other
Stones that are near it in the Kiln from burning
too. They also dislike all earthy Stone, becauie
it makes the Lime foul. But the ancient Archi-
tects greatly praile the Lime made of very hard
close Stone, especially white, which they say is
not improper for any sort of Work, and is ex-
tremely ltrong in Arches. In the second place,
they commend Lime made of Stone not indeed
light or rotten, but spungy, which they think
for plailtcring is better and more tractable than
any other, and gives the be!: varnilli to the
Work ; and I have oblerv'd the Architects in
France to ufe no other lort of Lime but what
was made of the common Stones they found in
Rivers or Torrent», blackilh and so very hard
that you would take them for Flints ; and yet
it is certain, both in Stone and Brick-work, it
has prescrv'd an extraordinary strength to a very
great age. We read in Pliny, that Lime made
of ti:e Stone of which they make Mill-stonts,
S is
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