Alberti, Leon Battista  
Della architettura di Leon Battista Alberti libri 10, della pittura libri 3 e della statua libro 1 / The architecture of Leon Battista Alberti in ten books, of painting in three books and of statuary in one book (uebers. von Cosimo Bartoli und Giacomo Le — London, 1726 [Cicognara Nr. 378]

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Libro IN.

delli ornamenti, ne tratteremo al suo luogo. Ma
tira, dice Catone, la muraglia di pietra dura
e calcina, sino a tanto che l'edificio esca fuori
del Terreno un piede, e l'altra parte dilla mura-
glia non ti vieta, quando bene si facesse di
Mattoni crudi. Ed è manifesto che costui si
metteva a far quello, perchè le gocciole delle
acque piovane, che cascano da' tetti, rodono
quella parte della Muraglia. Ma quando noi
riesamiiiiamo gli edificj delli Antichi, e veg-
giamo si altrove in molti luoghi, le parti da
hallo degli edificj ben fatti, ell'er fatte di du-
ridirne pietre ; sì ancora apprelso di quelle genti
che non anno paura delle ingiurie delle-pioggie,
csTere flato, cioè in Egitto, chi tisava di far le
basi sotto le Piramidi di pietre nere durissìme,
sono forzato a ricercare la cosa più largamente:
Perciocché siccome interviene nel ferro e nel
bronzo ed in altri limili metalli, che sé si pie-
gano più e più volte in qua ed in là, a con-
trario l'ima dell'altra parte, affaticandoli, aper-
ti alla fine si rompono. Cosi ancora le altre
masse oftese da sì fatte scambievoli offensioni,
grandemente si guadano, e si corrompono, la-
qual cosa io considerata ne' ponti, e massime
di legnami : Perciocché quelle parti che per la
varietà de' Temporali, sono or secche da' raggi
del Sole, e da' fiati de' Venti, ed ora umide
per i notturni vapori, o per l'acque ; noi le
veggiamo certo consumatc prettamente, o in-
tarlate del tutto. Il medesimo si può vedere
in quelle parti delle muraglie, che sono vici-
ne al terreno, che per le scambievoli altera-
zioni delle polveri, e delle umiditati s'infraci-
dano, e si rodono. Per il che io delibero così,
che tutto il primo Recinto dello edificio tirato
a piano, si debba fare di dure, saldissime e gran-
dislìme pietre, acciocché e' resti sicurissìmo al-
le ipesse offensioni delle cose contrarie. E delle
pietre che sono durissìme, su detto a bastanza
nel secondo libro.

13 O O K III.

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Cito, of hard Stone and good Mortar to at
leali a fooc high above the ground, and it
matters not if you build the rell even of Brick
unbak'd. His reason for this admonition is
plainly because the Eairl Water falling from
the Roof might not rot this part of the Wall.
But when we examine the Works of the
Ancient?, and find that not only in our own
Country the lower parts of all good Build-
ings are compos'd of the hardelr. Stone, but
that even among those Nations which are
under no apprehenlions from Rain, as in /Egypt,
they used to make the Bases of their Py-
ramids of a black Stone of an extreme hard-
nesi ; we are obliged to look more nearly
into this matter. We Ihould therefore con- '
sider that as Iron, Brass, and the like hard
Metals, if bent several times first this way
and- then that, will at lasl crack and break ;
so other Bodies, if wearied with a repeated
change of injuries, will spoil and corrupt in-
conceivably; which is what I have obierved
in Bridges, especially of Wood : those parts
of them which stand all the changes of Wea-
ther, sometimes burnt with the Rays of the
Sun, and fliarp Blasts of Wind, at other times
soak'd with Night-dews or Rains, very soon
decay and are quite eaten away by the Worms.
The feme holds good of those parts of the
Wall which are near to the ground, which
by the alternate injuries of Dull and Wet,
arc very apt to moulder and rot. I there-
fore lay it down as an indispensible Rule,
that all the first Course of Work from the
level, fliould be compos'd of the hardelr,
sounded, and largest Stones, to secure it
against the frequent alsaults of contrary inju-
ries: Which Stone is hardest and befl, we
have (hewn susficiently in the Second Book.



Cap.

Ad

Chaf.


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