Alberti, Leon Battista  
Della architettura di Leon Battista Alberti libri 10, della pittura libri 3 e della statua libro 1 / The architecture of Leon Battista Alberti in ten books, of painting in three books and of statuary in one book (uebers. von Cosimo Bartoli und Giacomo Le — London, 1726 [Cicognara Nr. 378]

Seite: 49r
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I E R O

III.

O O K III.

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per qualche altro copro più debole, con manco
danno ne' fondamenti, clic nelle mura ; e ne'
Ripieni, che nelle seorze. Ma dalle Cantonate,
dagli Ossami e da i Recinti bisogna levar via
ogni calcina che avelie difetto alcuno benché mi*
nimo, e negli archi mallìme, si debbe mettere
perfettislima. Le Cantonate e l'Ossa, i Recinti
e le Cornici ricercano la rena più minuta, più
sottile e più pura, e mallìme dove si mettono pie-
tre pulite. I Ripieni non ricusano la materia
più ghiandosa. La pietra arida di sila natura e
lìtibonda, non à mala convenienza con la rena
de' fiumi. La pietra umida per natura e acqui-
dosa, amerà molto la rena di Cava. Non vorrei
che la rena tolta del mare, si mettesse verso Olirò:
Forsè che ella più commodamente si csporrà a'
Venti Tramontani. A quallìvoglia pietra minu-
ta, si debbe dare lo Intriso più magro : alla pie-
tra esauila ed arida, iì debbe dar più grasso. An-
corché gli Antichi pcnsallino che per tutta la mu-
raglia un sì fatto Intriso alquanto grassetto, flit
sé più tenace che il magro. Alle pietre maggiori,
non si pongonosotto sé non Intrisi liquidi essullibili;
quali per ripieno, acciocché simil materia vi paja
polla più per letto movibile, sopra il quale s'anno
a posar ; che per altro: Onde mentre le si adat-
tano; son cetto più facili ad esser molle dalle
mani degli Artefici, che per congiugnerle insieme
le maneggiano. Ma gioverà certo molto il met-
tervi sotto alcun letto simile, quasi che un mor-
bido guanciale : acciocché le pietre, sotto il gra-
vislìmo peso, non s'infrangano. Sono alcuni che
dove e' veggono or qua or là negli Edificj anti-
chi pietre grandi commesse insieme, che fra le
loro giunture par che abbiano terra rossa ; si pen-
simo che gli antichi la usassero in cambio di calci-
na : Quello non mi par verisimile, e mallìme
per quella cagione, che io non veggo amendue le
loro superficie, ma una sola, intrisa di tal mate-
ria. Accade ancora circa le mura alcuna altra
cosa da non sé ne far beffe : Imperocché non si
debbe fare un muro con furiosa prefiezza, ed
ammaliarlo quasi con mano tumultuaria, senza
intermissìone : Né si deve, incominciata l'opera,
mandarla in lungo con pigra infingardaggine, lìc-
erle paja quali, che tu muri malvolentieri ; ma si
debbe seguitare il lavoro con modo e ragione,
che vi Ila una certa prestezza, congiunta a matu-
rità di consiglio e diligenza. Quei che sanno,
vietano lo alzare dello Edificio, lino a tanto che
quella parte eh' è fatta prima, non abbia fatto
ben presa : Imperocché il lavoro freseo e tenero,
essendo ancor debole e resolubile, non potrà mai
sopportare quello che tu gli murerai addotto.

Puolli

Other account, may be used with less danger ili
the Foundation than in the Wall, and in the
Stusfing than in the Shells. But the Corners, the
Ribs, and the bund-Hones rnust be entirely free
from Mortar that has the leali defect ; and Arches
especially require the very bell of all. The
Corners, and Ribs, and the band-Hones, and Cor-
nices require the finest, smallest, and cleared:
Sand, particularly when they are built of poliih-
ed Stone. The Hurling may be done with coar-
ser. Stone in its nature dry and thirsty, agrees
not ill with River-sand. Stone in its nature
moill and watery, delights in Pit-sind. I would
not have Sea-sind used towards the South ; it
may perhaps do better againll the Northern
winds. For small Stones, a thick lean Mortar is
bell; to a dry exhaufied Stone, we ssiould lise
a fat sort; tho' the Ancients were os opinion that
in all parts of the Walls the sattilh sort is more
tenacious than the lean. Great Stones they al-
ways lay upon a very soft ssuid Mortar, so that
it rather sieems design'd to lubricate and make
the bed they are laid upon slippery, to the
intent, that while they are fixing in their places
they may be easy to move with the hand, than
to cement and fasten them together. But it
is certainly proper to lay a soft Huff under-
neath in this manner, like a Pillow, to prevent
the Stones, which have a great Weight lying up-
on them, from breaking. There are some, who
observing here and there in the Works os the
Ancients, large Stones, which where they join
secm dawb'd over with red Earth, imagine that
the Ancients used that instead of Mortar. I
do not think this probable, because we never
find both sides, but only one of them, smcar'd
with this sort ot Huff. There are sonie other
rules concerning the working of our Wall*, not
to be neglccied. We ought never to fill up-
on our Work with a violent haste, heaping
one Stone upon another, in a kind of tumul-
tuous hurry, without the leafi fespite : Nei-
ther ought we, after we have begun to build,
to delay it with a Huggilh heavinesis, as if we
had no flomach to what we are about ; but
we ought to follow our Work with such a
reasonable dilpatch, that Speed and Consedera-
tion may appear to go hand in hand toge-
ther. Experienced Workmen forewarn us against
raising the Srticiure too high, before what we
have already done is thoroughly settled ; be-
cause the Work, while it is frelh and soft, is
too weak and pliable to bear a Superltriicture.
We may take example from the Swallows, taught
Ce by


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