Alberti, Leon Battista  
Della architettura di Leon Battista Alberti libri 10, della pittura libri 3 e della statua libro 1 / The architecture of Leon Battista Alberti in ten books, of painting in three books and of statuary in one book (uebers. von Cosimo Bartoli und Giacomo Le — London, 1726 [Cicognara Nr. 378]

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Libro III.

E per tanto delle Impalcature di lince diritte Ila
detto a baslanza. Se già non ci manca, che io ti
avvertisea di quello che certo io penso li debba in
ogni opera osservare. An considente) i Filici, che
la Natura nel formare i corpi degli animali usò
talmente di finir l'opere sue; che ella non volle
mai che le ossa in alcun luogo rullino lontane, o
scparate dalle altre ossa, cosi noi ancora appicche-
remo le ossa, e con nervi e legature le conferme-
remo beniilimo ; acciocché l'ordine e il collega-
mento delle ossa lia quello solo, mediante il
quale, sebbene vi mancalìino le altre cose; riman-
ga l'Opra quasi come finita, con le sue membra e
Fermezze.

Beo K III.

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ings os strait lines ; unlcss it may be proper so
mention one thing which is in my opinion to be
neglected in no sort of Strutture. The Philoso-
phcrs have observed, that Nature in forming the
Bodies of Animal^ always takes care to finissi
her work in such a manner, that the Bones siiou'd
all communicate, and never be separate one from
the other : So we also ihou'd conned! the Ribs to-
gether, and fallen them together well with nerves
and ligatures ; so that the communication anion"
the Ribs Ihou'd be so continued, that if all the
rest of the Structure fail'd, the frame of the
work Ihou'd yet Hand firm and (Irong with all
its Parts and Members.

Cap. XIII.

Delle Impalcature o Tetti di linee
torte, degli varchi e loro disse-
renza, e del modo di farli, e di met-
tere insume le pietre degli Archi.

RENIAMO a parlare delle Impalca-
ture sselììlinee, e quelle certamente con»
sidereremo le quali in tutti i loro assa-
ri, corrìspondono pienamente alle Im-
palcature rettilinee. Il Palco ffelìilineo, è compo-
rlo d' archi, e noi dicemmo che l'arco è una tra-
ve piegata. Intracorrono ancora in quello luogo
legamenti, e ci si aggiungono cose da riempiere i
Vuoti: Ma io vorrei essere inteso più apertamente
nel dire che cosa sia elso Arco, e di che parti lia
composto : Imperocché io penso che gli uomini
imparallino a gittare gli Archi da quello : Cioè
che e'vedellino che due Travi ritte aggiuntate in-
sicine con le selle, e allargate di piedi, si poteva-
no per la loro annellatura, e per li pari peli, fer-
mare l'ima contra l'altra commedamente: piacque
loro quella tale invenzione, ed in quello modo
cominciarono a porre i Tetti. Di poi non poten-
do forsè coprire, come forle avrebbono voluto,
tino spazzo maggiore, per non aver travi tanto
lunghe; poterò infra le telle delle Travi nel mez-
zo, un legno a traverso disopra, talmente che el-
le fussero quasi come appretti) de'Grcci è la lette-
ra n e quello che vi messero chiamaron forsè
Cuneo : Succedendo da quello la cosa bene, mul-
tiplicand i Cunei, formarono 1' effìgie di cosi fat-
to arco, e sé ne compiacquero : E trasferendo la
medesima regola di fare tali archi nelle opere di
pietra, aggiugnendovi tèmpre Cunei, composero
l'arco intero, talmente che bisogna confessare eh'

elso

Chap. XIII.

Of Coverings, or Rooss of Curve
Lines ; os Arches, their disse-
rence and conssrittlion, and how
to fct the Stones in an Arch.

^S*£p!iE come "mv t0 iPcak of Roofs made os

SgteS&l der those particulars wherein they ex*
nfcSJiJte aflly agree with Coverings of ilrait
Lines. A curvilinear Roof is composed of Ar-
ches; and we have already said that an Arch
is nothing but a beam bent. We might also
here mentipn the Ligatures, and thoie ihin°s
which muti be used for filling up the vacuities;
but I wou'd be undertlood moie clearly by ex^
plaining what I take to be the nature of an
Arch, and of what parts it consitta, I silppose
then, that men learnt at firtl to turn Arches
from this: They law that tivo beams set t»i h
their heads one against the other, and their seet set
wide, wou'd, if fallen'd at top, (land very sirm,
by means of the equalnels of their weight: They
were pleased with this invention, ami began to
make their Rooss in the lame manner, to "throw
off the Rain, both ways. Afterwards, perhaps,
not being able to cover a wider l'pace for want of
beams long enough, they put between the heads
of these two beams another crodVays at top,
so that they made a figure much like that of the
Greek Letter n, and this middle beam they might
call a Wedge ; and as this succeeded very well,
they multiply'd the wedges, and thus made :i
kind of Arch, whole figure mightily dclighrcd
them. Then transserring the same method
to their works of Stone, continuing to mul-
E e tiply


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