Alberti, Leon Battista  
Della architettura di Leon Battista Alberti libri 10, della pittura libri 3 e della statua libro 1 / The architecture of Leon Battista Alberti in ten books, of painting in three books and of statuary in one book (uebers. von Cosimo Bartoli und Giacomo Le — London, 1726 [Cicognara Nr. 378]

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I

I

Librò IV.

cert! delle cose suture. Appretto i Toscarli in*
corri, da' libri delle loro oll'crvnzioni erano ani'
maeilrati, quali dovcslino essere i sccoli futuri,
dal giorno natale della loro Città. E quello non
da oll'ervazione del Cielo, del che di lopra nel se-
condo libro dicemmo ; ma da presi argomenti e
congetture delle cole preferiti. Cenibrino raO
conta clic elli kiilscro in tale maniera. Gli uo-
mini che naseeranno in quello delio giorno che
si codituiseono le Città loro, quelli dico, che a-
vranno vita lungbilhma, daranno co' 1 giorno del-
la lor morte, fine al modello del primo secolo
della Città loro: Quegli ancoraché da quel gior-
no in là rimarranno nella Città ; e che vivranno
più tempo che gli altri, dimoltreranno il termine
del secondo secolo, co' I giorno della loro morte:
E così legnando, si andrà terminando il tempo de
gli altri kcoli. Sono dagli Dei mandati Portenti,
per li quali siamo avvertiti, in che tempo qualun-
que Secolo fimsea. Quelle cose scritsero coiloro.
Et in oltre aggiungono che i Toscani ieppero con
quelle argomentazioni molto bene i loro Secoli ;
concioiia che e' lasciarono Scritti di quella manie-
ra ; che i loro primi quattro serali dovevano du-
rare Cento anni 1' uno ; il Quinto cento venti-
tre ; il Sello cento diciannove; e altrettanto il"
Settimo ; 1' Ottavo elser quello, nel quale lì ri-
trovavano al tempo degl' Imperatori; e che il
Nono e il Decimo gli avevano ad avanzare, e da
quelli Indizj pensavano non ellere cosa aseosa il
iaper quali dovellìno esiere i secoli suturi. E fe-
cero congettura, che Roma dovette aver 1' Im-
perio del Tutto, da quello, che in quel giorno
eh' ella fu collocata, uno de' nati nel medesimo
giorno, s' acquillò 1' Imperio di lei, e quello
trovo che fu Numa, imperocché Plutarco rac-
conta che a diciannove dì d' Aprile fu polla Ro-
ma, e nacque anco Noma. Ma quelli di Lacede-
monia si gloriavano di non aver la loro Città cin-
ta di Mura ; perciocché confidatili nelle armi, e
nella fortezza de' loro cittadini, si pensavano ellere
assai fortificati dalle leggi. Gli Ègizzj, e i Per-
srani, per il contrario, pentirono che e' susse be-
ne cinger gagliardamente le loro Città di Mura :
Concioiia che e gli altri, e Ninivc, e Semiramis
ancora, vollero che le mura delle loro Città
rullino talmente grosse ; che in cima di quelle
potelsino passar due carri ad un tratto ; e le al-
zarono tanto alte, che passavano braccia settanta-
cinque. Arriano racconta che le Mura di Tiro
erano alte braccia cento dodici e mezzo. E si sono
trovati di quegli, che non si sono contentati d'
ellere cinti di un solo circuito di muraglia. I
Cartaginesi ciniero la Città loro di tre circuiti di

mura i

Boòk- IV.

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sonie connection With it, they imagined they
might thence draw Predictions of its future suc-
cesses. The Hctrurians too in the Books of their
Ceremonies taught this art of foretelling the for-
tune of Towns from the day of their Nativities •
and this not from the observation of the Heavens
which we mentiofl'd in the Second Book but
from principles and conjectures founded upon
present circumllanccS. Orinimi! informs us that
the method they taught was this : Such Men as
happen'd to be born the very sune day that the
City was begun, and lived the longed of any borri
on that day, were reckon'd by their death to put a
period to the first Age of that City ; next, the
longed liver of those that dwelt in the City at
that time, when they died concluded the second
Age; and so for the other Ages. Then they sup-
posed that the Gods generally seot Omens to point
out the conclusion of each particular Age. These
were the superllitions which they taught; and
they add that the Hetruriaas by these progno-
slicks cou'd certainly fix every Age of their City,
which they determined to be as follows; their
first four Ages they made a hundred years each ;
the fifth, a hundred and twenty three ; the sixth,
a hundred and twenty, and as many the seventh;
the eighth was the time they then lived in under
the Emperors, and the ninth was to come ; and
by these prognosticks they thought it no hard
matter to discover even the events of future A"es.
They conjectured that Rome siiou'd come to be
millress of the World, from this symptom, name-
ly, because a Mm born on the day of her foun-
dation became in time her Mailer. And this
Man, I sind, was Xiim.i: for Plutarch informs wt
that on the nineteenth of-JprH Ro/ne was begun,
and Ninna born. But the Spartans gloried in ha-
ving no Walls at all about their City : for con-
fiding in the valour and fortitude of their Citi'
zeus, they thought there was no occasion for any
fortification behdes good Laws. The ^Egyptians
and Perjians, on the contrary, enclosed their Ci-
ties with the strongest Walls : for not to mention
others, Ninivch and Semirarais made the Walls of
their Towns so thick, that two Chariots might
pass upon the top abrcall, and so high that they
were above a hundred cubits. Arrian relates that
the Walls of Tyre were a hundred and sifty foot
high. Some again have not been sarissied with
one Wall : the Carthaginians enclofed rlieir City
with three ; and Herodotus writes that Deioces for*
titled his Town of Echatamt, though it was seated
upon a Hill, with {even. Now as it is certairi
that Walls are a very powerful defence both os
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