Alberti, Leon Battista  
Della architettura di Leon Battista Alberti libri 10, della pittura libri 3 e della statua libro 1 / The architecture of Leon Battista Alberti in ten books, of painting in three books and of statuary in one book (uebers. von Cosimo Bartoli und Giacomo Le — London, 1726 [Cicognara Nr. 378]

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L I B E O IV.

-. non avrai da dciidcrarvi altro; stg&nòn
tUvveniiTe come ad Atene, la quale aveva, lecon-
jo che :'. ive Tucidide, ire Poni latti dalla Natn-
M . ci,e tu abbia a (lare ili dubbio, quale di tanti
tu 'ti voglia eleggere per il meglio, dove tu voglia
andare a prender Porto. Ma culi è cereamente
evidentissisrio, mediami quelle cole, che noi di-
cemmo nel primo libro, ohe vi sono alcune Regioni
dove non possono tute' I Venti ; e alcune dove
alcuni di loro sono mollo tallidioii e continui.
Anteporremo adunque a gli altri quel Porto nelle
bocche del quale spirino i Venti piìi benigni e più
quieti, e nel quale tu polla eon buoni Venti en-
trale e (iseice senza doverli molto asfettare. In-
fra tutti i Venti dicono che Borea è il piìibcm-
Oio e «È* il Muc commode da Greco, celiato il
vento,!! quieta subito; Ma sebbene celiano i Venti
Aullraii; il Mare dura nondimeno a fluttuare gran
tempo. MS secondo li varietà de' luoghi lì deb-
bono elegger quelle cole che tono e più commo-
de, e più spedite a' bisogni delle Navi. Desid*
raviii un fondo grandillìmo, si nella Foce,s'i nel mez-
zo e ti alle ripe del l'orto, il quale non rifiuti le
Navi da cartC0,gravi per le cose portate : Ed è con-
veniente che il Fondo lia purgato, e che non vi
sieno erbe in alcun luogo. Ancorché talvolta le
speise e intricate radici dell'erbe, arrechino gran*
didima utilità a fermar le Ancore ; Io niente di
meno vorrei piuttollo il Porto che non generaue
tola alcuna che avelie a contaminare la purità del-
l'aria, o a nuocere alle Navi, come fanno le Aljge
e l'erbe che naseono nelle acque: Cónciosiachè le
eccitano a' Navigli Vermi moleslilhmi, Tignole,
e Lombricuzzi, e per il loro marcirli, vapori pelli-
feri. Faranno ancora il porto infermo e mal si mode
vi si mescoleranno acque dolci : e massime sé quel-
le piovute dal Cielo vi caleranno da'Monti. Vor-
rei nondimeno eh' egli avelie accanto e vicino,fon-
tsme, e Rivi, donde li polla prendere acqua chiara,
e commola a mantenerli ne' Navigli, e che avelie
Uscite espcdite dritte e certe, non vi li varialse
il Fondo, filile libero dagl'impedimenti, tisino da-
gli aguati de' Nimici e de' Corsali : Oltre di quello
avelie [òpraCapo alcune sommità di altillìmi Mon-
ti, da vederli di lontano ; a' quali i Naviganti pos-
sap.o come a luogo determinano drizzare il loro
Viaggio. Dentro al porto si debbe tirare una ripa,
e un ponte ; acciò quindi li abbia più commodità
di srancare le Navi. Quella solta di muraglia tisa-
rono gli Antichi variamente, delle quali varietà
non è tempo da parlare adelso, cónciosiachè
tale diseorso si debba riserirne allorché noi parle-
remo del ratTertare i Porti, e del condurre tal ma-
china. Dcbbc oltre di quello il Porto aver luoghi

'da

Book IV.

place, vou have nothing more to vidi sot ; un-
less, as at Athens where Tbtuydides lays there weic
three Havens made by Nature, it ihou'd happen
that you are doubtsul among Inch a number,
u hich to chuse. But it is evident from what we
have already laid in the filli Book, that there
are sonie places where all the Winds cannot be,
and others where somc aélually arc continually
troublclome and dangerous. Let us therefore
make choice of that Haven, into whose mouth none
blow but the moll gentle and temperate wind--,
and where you may enter or go out, with the
moll eaiy breezes, without being sorced to wait
too long tor them. They say, that of all Winds
the North is the genilcll ; and that when the
Sea is dillurbcd by this Wind, as soon as ever the
Wind icalcs, it is calm again: but if a South-
wind niises a Storm, the Sea continues turbulent
a long while. But as places are various, our
blliinels is to chulc sucll a one as is bell provided
with all conveniences for Shipping: we mull be
sure to have such a depth, in the mouth, bosome
and sides of the Haven, as will not ref lise Ships
ot burthen, though ever lb deep laden ; the bot-
tom too ought to be clear, and not full of any
sort ot weeds : though-, sometimes, thick entang-
led weeds are ot a good deal of lise in fattening
the Anchor. Yet 1 ihou'd rather chuse a Haven
that docs not produce any thing which can con-
taminate the purity ot the Air, or prejudice the
Ships, as rulhes and weeds which growr in the wa-
ter really do ; for they engender a great many
kinds of worms which get into the Timbers of
the VesTel, and the rotting of the weeds raises
imwholeiome vapours. There is another thing
which makes a Haven noisome and unhealthy,
and that is a mixture of fretti Water; especially
Rain-water that runs down from hills: though 1
wou'd be sure to have Streams and Springs in the
neighbourhood, from whence, fretti water that
will keep may be brought for the use of the
Velscls. A Port also ought to have a clear, ilrait
and sife palsige outwards, with a bottom not of-
ten Uniting, free from all impediments, and se-
dire from the ambulhes of Enemies and Pyrates.
Moreover, I wou'd have it covered with sonie high
llecp hill, that may be secn a great way off, and
serve as a land-mark for the Sailors to lteer their
course by. Within the Port we lliou'd make a
Key and a Bridge for the more casiy unlading ot
the Shipping. These works the Ancients railed
in different ways, which it is not yet our time
to sipeak of; and we lliall come to it more pro-
perly when we sipeak of the method of improving

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