Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

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DELLA ARCHITETTURA



*n' inganno, si potrà interpretare, onde venga , che noi veggiamo alcuni Paesi
del Mondo edere sì fatti, che si rallegrano dell' Aria lierissima, mentre gli aj.
tri a loro vicini, & quasi polli nel medesimo seno, per l'Aria più trilla, &
per il giorno quasi niello diventano schifi, & lordi. Quelto credo io che accaggij
non per alcun' altra cagione più che per non havere convenienza con i Venti
& con il Sole . Cicerone usava di dire che Siracusa era talmente polla, che M
habitatori di quella in ciascun di dell' anno vedevano il Sole ; cola invero rara
ma da ell'ere desiderata , & da bramarli certo l'opra tutte 1' altre cole, dove
la necessìtà, o la opportunità non te la vieti. Debbelì adunque eleggere
di tutte le Regioni quella , dalla quale la forza delle Nebbie , & la grolsezza
di ogni più spelso, o grollo vapore , stia lontana. Hanno trovato coloro che
attendono a quelle cose, che i raggi, & gli ardori del Sole, fanno maggior'
impeto l'opra le cose più serrate, & dense, che sopra le rade; sopra l'Olio
più che sopra 1' Acqua ; sopra il ferro, più che sopra la lana . Laonde e' di-
cono 1' aria eller più grave , & più grolla in quei luoghi, dove ella maggior-
mente si siscalda. Gli Egizzii contendendo della nobiltà con 1' altre genti del
Mondo si gloriavano di elTere ilari i primi huomini che fodero slati creati nel
Mondo, & che non era slato bisogno di procreare gli huomini in altro luogo,
che dove e' fulsino posiuti vivere sanilsimi, & dicevano elTere slati dotati dalla
benignità de gli Dii quasi di perpetua Primavera , & d' Aria sempre d' una me-
desima maniera maravigliosamente più che tutti gli altri. Et Erodoto scrive
che infra gli Egizzii, quelli malsimamente che son volti verso la Libia , sono
più di tutti gli altri sanilsimi, perche quivi mai non si variano i piacevoli ven-
ticelli . Et certo e' mi par vedere alcune Città sì della Italia , sì delle altre gen-
ti , non per alcun' altra cagione più che per una subita intemperie dell' Aria,
hor calda, & hor fredda , diventare inferme , & piene di pelle . Per tanto si deb-
be avvertire , & non senza proposito , quanto, & qual Sole habbia ad havere il
Paese, accio non vi sia né più Sole, né più ombra , che si bisogni. I Gara-
manti bellemmiano il Sole quando e' si leva , & quando egli va sotto : percio-
che e' sono avvampati dalla troppa continuatione de'raggi. Altri sono pallidi
per haver quasi una continuata notte : & che così accaggia , non interviene tanto
per havere il polo più basso, o più asghembo, ancora che quello faccia assai,
quanto che per essere i luoghi podi con la faccia , o a ricevere il Sole, & i
venti, o a schisarli . Io più preilo vorrei i venticelli piacevoli, & piccoli,
che i venti , & più tolto i venti, ancor che crudi , & meno che modelli , che
io non vorrei 1' Aria immobile , & gravissima . Le acque ancora, dice Ovidio,
si gualcano , sé non si muovono. L'Aria, per dire così, in verità si rasserena
grandisshiamente per il moto. Percioche io certo mi penso, che i vapori,
che si lievano di terra , o si risolvino per il moto , overo riscaldandosi per i
moti si maturino. Ma io vorrei che quelli venti giugnessino cotti dalli opporli
monti, & selve, o (tracchi da un loro lungo viaggio . Vorrei che da i luoghi
donde e'passano, non conducelTmo a noi mala impressìone . Et per quello li
debbe avvertire di fuggir ogni cattiva vicinanza, donde ne esea cosa alcuna
nociva : Nel numero delle quali cose è il cattivo odore, & ogni grollo vapo-
re de' luoghi paludosi , & massime delle acque corrotte, & delle folle. .1 na-
turali tengono per cerco, che ogni fiume, che cresea per le nevi, meni aria
fredda , & grassa : Ma niduna iàrà infra 1' acque più cattiva , o brutta , che
quella, che non agitata da alcun moto si marcite . Et quella corruttione di sì
fatta vicinanza, sarà tanto più inferma, quanto ella sarà più esposta a' venti
men lani. Dicono ancora , che i venti non son tutti per lor natura tali, che
eglino arrechino sanità , o malattie. Ma Plinio, seguendo Teofrailo, & Hippo-
crate , che dice che Aquilone è accommodatillimo a relìituire , & conservare la
sanità , & i naturali tutti affermano , che Olirò è più di tutti gli altri nocivo
alla humana generatione. Et in oltre s\ pensano, che i bessiami, lòflìando Ossro,

non
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