Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

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LIBRO PRIMO. 9

non stieno ne' pascoli senza pericolo , & hanno osTervato, che mentre tal ven-
to tira, le Cicogne non volano mai , & che i Delfìni sossiando Aquilone, &
andandoli a seconda, sentono le voci, ma tirando Olirò , le sentono più tar-
di , e non le sentono sé non rapportategli dal dirimpetto : Et che soffiando
Aquilone, una anguilla viverà sei giorni senza acqua, ma tirando Olirò,
non durerà, per haver quello vento in sé tanta grolsezza, & tanta forza di fare
malattie, di maniera, che e'dicono, che si come soffiando Olirò gli huomini
diventano catarrosi , & si ammalano , cosi soffiando Maeltrale, tossono : Biasi-
mano anche il mare Mediterraneo , per quello rilpetto massimamente , che e'

Far loro che il paese espolto alla resscssione de' raggi patisca di doi Soli, che
uno i' abbrucia dal Cielo, & 1* altro dalle acque : Et conoscono nel tramon-
tar del Sole farvisi grandissima mutatione d' aria , poi che 1' ombre della fred-
da notte, compariicono . Et sono alcuni, che penlano, che i fiati occidentali,
& le ressessioni de' raggi ribattuti o dall' acque , & dal mare, o da i monti,
sieno più dell'altre moiette: Percioche per il continuato Sole di quel giorno,
rendono il già riscaldato luogo più cocente per la sopravenuta afa : radoppiata
dalle reverberationi de' raggi. La onde sé avverrà, che insieme con quelti So-
li , i Venti più gravi habbino sentieri aperti da potersi liberamente condurre da
te, qual sarà cola più molella? o meno da sopportarsi? Le brezze ancora del-
la mattina a buon' hora, che levandosi ti rappreienrino i vapori crudi, si debbo-
no certamente fuggire. Habbiamo detto del Sole, & de'Venti, mediante i qua-
li sentiamo l'Aria variarsi , & diventare sana, & inferma, & ne habbiamo parla-
to brevissimamente quanto ci pareva, che qui fulse a ballanza : e di quelli
a loro luogo sé ne diicorrerà più didimamente .

Qnal Regione Jìa fiu commoda , & qual meno nel collocare gli Edijìcii .

CAP. IV.

NEllo eleggere la Regione sarà conveniente, che ella sia tale, che gli ha-
bitanti da ogni parte le 1'habbino a trovar buona, sì con la natura del-
le cose, si con la specie , & consortio de gli altri huomini. Né io certo edifi-
cherò in alcuno aspro, & inaccellìbile giogo delle Alpi una Città, si come haveva
ordinato Gallicula, & non constretto da una ellrema necessità: schiferò anche
un diserto solitario, si come dice Varrone , che era quella parte della Francia,
eh; egli trovò di là ben adentro dal Rheno , & come deserive Cesare elTere sia-
ta l'Inghilterra ne' tempi suoi. Né mi piacerà sé quivi come in Fgina, lì harà
solamente a vivere di uova di uccelli, o di ghiande, come in alcuni luoghi
di Ispagna si viveva a tempo di Plinio. Vorrei adunque che non ne mancalse
cosa alcuna, che fusie di bisogno ad usarse. Per quello , più che per altro
fece bene Alelsandro a non voler por la Città sui Monte Ato : sé bene per
la inventione , & diiegno di Policrate Architettore doveva elser maravigliosa:
percioche gli habitanti non harebbono havuta abbondantia delle cose. Ad Anno-
tile poteva forsè piacere quella Regione , massime nell' edificare le Cittadi, nel-
la quale difficilmente si potetse entrare . Et truovo, che sono Hate alcune genti,
che hanno desiderato oltra modo, che i loro confini dalla lunga sieno abban-
donati , & quali fatti diserti per tutto : solamente per dare seomodità a' nemici.
Se le ragioni di costoro sono da essere approvate, o no, ne disputeremo altro-
ve . Et sé quello giova publicamente così , non ho perche biasimare lo inititu-
to loro. Ma nel porre gli altri edificii mi piacerà molto più quella Regione, la
quale harà molte & varie vie per le quali & con le navi, & con i cavalli, & con
i carri, & di Hate, & di verno commodissimamente vi si portino portar tutte le
cose necesssarie: Et sé tal Regione non sarà humida per abbondanza di troppe
acque, né arida, o aspra per troppo secco , ma atta, Si insieme temperata.

B Et
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