Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 17
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LIBRO PRIMO.

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vine , & dalle ribalderie. Io ho vislo nel ducato di Spoleto uno antico tem-
pierto pollo in piano, sotterrato pure in gran parte , per lo alzarvi!! e' ha fatto
il terreno; difendendoli quella pianura insino lotto i monti. Ma à che raccon-
to io quelle cose che sono lotto i monti? Lungo le mura di Ravenna quel no-
bile tempietto che ha per tetto una tazza di pietra di un pezzo lolo ancor che
e' sia vicino al Mare , & aliai lontano da monti, è sotterrato più che la quar-
ta parte del terreno per l'ingiuria de tempi. Ma quanto quello poggetto deb-
ba elser alto à ciaseuna pianta si dirà al suo luogo : quando non sommariamen-
te come qui, ma più didimamente di ciò tratteremo. Debbe certo ciaseun si-
to elser fatto ò dalla natura, ò dall' arte saldilsimo. Et però io penso che (1
debba primieramente fare à modo di coloro, che ne ammoniseano che noi esa-
miniamo con una ò più forte, lontana 1'una dalla altra quanto vaglia, ò sia
buono il terreno con P edere speiso, ò raro, ò tenero a reggere il peso della
muraglia. Percioche sé ella si porrà in spiaggia, si debbe avvertire, che le parti
di sopra con lo aggravare non lpinghino : ò che le parti di sotto , le per sorte
si movelTèro, non si tirino l'altre adosso. Io vorrei che quella parte dello edi-
ficio, e' ha à elsere basa à tutta la opera, fu (si fermissima , & da tutte le parti
grandemente affortificata . Se il sito sarà nella sommità di un monte , ò egli vi
li doverà haver ad alzare da qualche banda, ò vero (pianando la punta del
monte , si harà à pareggiare. Qui è da considerare, che noi doviamo eleggere
di far quello, (havendo pur rilpetto alla dignità), che si polsi fare con man-
co , & più modella spesa & fatica , che sia poisibile . Forsè sarà à proposito
(pianare una parte della cima, & una parte del pendio allargandolo accrescere .
Per il che fu molto savio duello Architettore , chi egli si folse , che diede per-
fezione ad Alatro, Città di campagna di Roma polla insul salsoso monte. Per-
cioche egli procurò che la baie ò della fortezza, ò del tempio, la quale hoggi
sola vi si vede , eisendo rovinati tutti gli altri edificii che vi erano , fulse mu-
rata , & arfortisicata di sotto con i pezzami sfelsi, & fiaccati dallo (pianato del-
la cima del monte . Et è in quella opera quel che io lodo grandemente : ciò
è che egli pose lo angolo della pianta da quel lato, onde il monte pende più
repente , & affortificò quello angolo con grandissìmi pezzami ammaliati P uno

sopra P altro ,

frammenti oltra modo grandi , & operò nel

congiugnere

gne

le

pietre con modella spesa , che lo edificio apparirti: ornato . Piacquemi ancora il
consiglio di quello Architettore, che non havendo pietre à ballanza, fece per
reggere il peso del monte, una scarpa di spertì mezi cerchi, mettendo il dorso
delle linee torte, entro nel monte. La quale muraglia oltra che ella è bella à
vedere, è ancora gagliardirtìma , & ha rispetto alla spesa. Perche ella fa certo
un muro non sodo tutto , ma tanto gagliardo , come sé e' folte sodo per tutto
con tanta larghezza quanta sono ivi le saette delle linee torte . Piacemi ancora
la oppenione di Vitruvio, la quale io veggo erter fiata ortervata da gli antichi
Architettori in Roma per tutto ; & martimo nella muraglia di Tarquino, che
vi sien satti sotto barbacani, ma non ortervaron già in tutti i luoghi , che P un
barbacane fulse discollo dallo altro, aliamo era l'altezza di erta scarpa: Ma se-
condo che bisognava alla laidezza ò alla debolezza del monte, gli facevano
hor più spessì, & hora più radi . Ho considerato ancora che gli Architettori
antichi non si contentarono di una sola scarpa vicina al loro sito , ma ne ula-
rono più quasi come gradi, che insino alle più basse radici del monte, faces-
sero forte & gagliarde le ripe di elso monte . Ne mi fo certo beffe del parer
loro. A Perugia quel Rivo che parta infra il monte Lucino, & il colle della
Città, per cavare continuamente rodendo le radici del monte, si tira dietro
tutta la pendente machina che gli (la sopra : Donde gran parte della Città si
disfa & rovinati adortb . Io certo lodo grandemente molte capellette , le cuali
sono adattate intorno alla pianta della Chiesa grande in Vaticano. Percioche di
quelle, quelle che son polle nel cavato del monte, congiunte alle mura della

C chic-
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