Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 27
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DELLA ARCHITETTURA

DI
LEONBATISTA ALBERTI.

LIBRO SE CONDO.

NEL QJTALE SI TRATTA DE' LEGNAMI.

Che e' non si debbe cominciare uno edisicio a caso, ma bisogna bavere molto tempo sri'

ma imaginato, & rivolto per l' animo, eh' ente , & quale deliba riuscire un tal

lavoro, & che si dehhe bene considerarc, fa efaminare con il parere di bua*

mini intelligenti, tutto l ' edisicio in sé, & ciascuna proporzione, <&*

mi sar a dì qualunque parte dì quello , non solamente con haverlo di*

segnato, o dipinto, ma con haverne satti mtdegli, (b* esempj t

o d'ajse, o dì qualch' altra cosa , acctoche murato poi

non ti penta di quel e' barai satto.

CAP. I.

IO non pento, che le opere, & le spese de gli edificii si debbino comincia-
re a caso : si per molte altre cagioni, si ancora perche il fare quello non
nuoca, né allo honore , né alla riputatione. Percioche si come un' opera
bene, & compiutamente fatta, arreca lode a tutti coloro , eh' hanno po-
rto in lei ogni loro sapere, fatica, & Audio ; cosi ancora sé vi sarà cosa alcu-
na , nella quale tu desiderassi che 1' autore havelTe havuto in conto alcuno al-
quanto più arte , o sapere , nocerà molto alla sua lode , & riputatione . Et so-
no certamente manifeile , & quasi che in su gli occhi le lodi, & i difetti de
gli edificii, & massime de publici : ne quali (io non so in che modo) quello
che vi è , che non sé gli convenga, tira gli huomini a dispregiarlo , più rodo
che quello che vi è di bello, & ben fatto, & compiutamente finito, non gì'in-
duce a maraviglia . Et è certo cosa maravigliosa , perche sia cosi , che per in-
cinto di natura , o dotti , o ignoranti, tutti sentiamo in un subito in le atti,
& ragioni delle cose, quel che vi sia , che stia bene , o male ; & in si fatte
cose hanno certo gli occhi uno conoseimento più di tutti gli altri acutiilìmo .
Onde aviene che te e' ci viene innanzi cosa alcuna zoppa , o cotta, o che non
vi faccia niente, o die non vi habbia gratia, subito ci sentiamo commovere,
& desideriamo eh' ella vi sia più bella. La cagione perche cosi avenga non
sappian noi tutti ; nientedimeno sé noi ne fullìmo dimandati , non saria neffuno
che non dicesse eh' ella si potrebbe rimediare , & correggere . Ma non saprà
ognuno già trovare il modo da rimediarvi, ma solamente coloro che saranno
in ciò pratichi, & esercitatisiimi. Egli è officio di huomo savio haversi da prin-
cipio nell' animo , & nella mente Ria pensato , & recatoli a fine, ogni & qua-
lunque cosa . Accioche poi o nel fare 1' opera , o nella già fatta , non s' hab-
bia a dire : io non vorrei quello, o io vorrei quello altro . Et è certo cosa
maravigliosa , che di una opera mal condotta, ("opponiamo non leggerissìme pe-
ne . Percioche in progressò di tempo finalmente ci aveggiamo , che noi non
consederammo quello che pazzamente, & senza consiglio, ci mettemmo a fa-
re di principio. Onde accade che sé tu non lo disfai, racconcilo , te ne pen-
ti continovamente, per la ossesa del difetto; o sé tu lo getti in terra, sei bia-
simato per conto della spesa, & del danno, & accusato di leggierezza, & di

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