Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

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rimt.

LIBRO SECONDO,

35

Qjiali Legnami fieno sin cowmoni alle sabbriche delti edisicii, às quale Jìa la loro

natura , la loro utilità , & come si debbino mettere in ufo , & qtiitl parte

dell ' edisicio (insima sia pia atto ,

CAP. VI,

TEofraslo si pensa che i Legnami non siano ben secchi da farne Aste, & mas-
(ìmo per Porte , innanzi a tre anni. Alle opere de gli edificii estimaron
quelli Alberi commodissìmi : Il Cerro, la Quercia, la Rovere, la Ilchia, l'Al-
bero, il Tiglio, il Salicone , 1' Ontano, il Franino, il Pino, 1' Arciprelso,
I' Ulivo salvatico , & modestico , il Castagno , il Larice , il Bortolo , & il Ce-
dro , & 1' Ebano ancora, & altresì la Vite . Ma tutti questi hanno varia natu-
ra , però si debbono accommodare a varii usi . Percioche alcuni sono più de
gli altri migliori a ilare allo seoperto; alcuni si mantengono più al coperto;
altri si fanno belli dell' aria ; altri diventan sempre più duri nelle acque ; &
Sotterrati son eterni ; & per questo alcuni son buoni per tavole sottili, & per
le scolture , & opere de Legnaiuoli; alcuni altri per correnti, & travi: altri a
reggere Terrazzi seoperti, o Tetti son più saldi : & 1' Ontano per palafitte da
farsi per fondamenti in fiumi, o in pantani, sopravanza ogni altro Albero, &
Sopporta patientemente 1' humore, & il medesimo all'Aria, o al Sole non
dura . Per 1' opposito la Ischia è impatientissima dell' humore. L' Olmo all' A-
ria, & allo seoperto si rassbda tuttavia ; altrove, si apre & non dura . La Pi-
cea , & il Pino, sé si sotterrano , sono eterni. Ma la Rovere per eilere spes-
sa , & nervosa, & serrata, 6V piena di picciolissìmi fori, che non ricevono
T humore , è attìliima a qual tu ti voglia sotterraneo edificio , & commoda a
reggere grandissìmì pesi ; & quasi colonna validillìma. Ma havendo la natura
datoli tanta durezza, eh' ella non si possa forare , sé non bagnata ; Asferma-
no nientedimanco, che sopra terra, ella è inconstante, & diventa ritroia, & si
torce , & la medesima facilmente si corrompe dalle acque del Mare. Il che
rè allo Ulivo, né al Leccio, né allo Ulivo salvatico, che nelle altre cose con-
vengono con la Rovere , non accade, che nelle acque si macerino. La Quer-
cia non si consuma mai per vecchiaia, perche ella è di dentro sugosa, & quasi
come sé ella fusie verde . Il Faggio medesimamente, & il Castagno non si cor-
rompono dalle acque, & annoveranli in fra gli primi Alberi, che si sotter-
rano . Il Sugero ancora, a servire per colonne, & il Pino salvatico, & il
Moro , & l'Acero, & l'Olmo, non sono disutili. Teofrasto pensa che il No-
ce di Negroponte, sia alle Travate, & a correntami utile, percioche avanti
eh' egli si rompa, ne fa segno con il suono, & che però già nel bagno di
Andro avenne, che tutti coloro, che vi si trovarono, fuggirono a salvamen-
to, dalla sopravenente rovina de tetti. Ma 1' Abeto. è più di tutti gli altri
migliore : Percioche essendo elio, & per grandezza, & per grolsezza infra
primi Alberi, da un suo naturale rigore conunuto, non si piega cosi facilmen-
te l'otto i pesi , che gli stan sopra, ma stà diritto , & senza lasciarsi vincere .
Aggiugni eh' egli è agevole, & con il suo peso, non è poi molesto sopra le
mura : a questo solo i\ attribuiseon grandissìme lodi, & dicono , che presta di
sé grandissìme utilitadi; nientedimanco, non niegano ch'egli ha uno disetto,
cioè che facilmente è sottopollo allo ardere, & offeso grandemente da i fuochi.
A questo non si pospone nel fare i palchi delli edificii 1' Arciprelso, Albero
per certo di sorte , che infra li nostri primi Alberi, si usurpa la principale &
precipua lode. Gli antichi 1' annoverano infra gli eccellentissimi Alberi, nò ulti-
mo da il Cedro, & dall'Ebano. In India 1'Arciprelso è annoverato infra le
Drogherie, & certo meritamente : lodi pur chi vuole la Thuia Ammonia , o
Cirenaica, la quale Teofrasto dice che è eterna: Percioche o vogli tu in quan-
to all'odore, o alla bellezza, o alla sortezza, o alla grandezza, o alla dirìt-

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