Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

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LIBRO SECONDO.

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che quello Albero è di sua natura molto secco, & tenace delle colle. I.a
Picea, & lo Arcipresso_ sono molto buoni a simili cole. Il Faggio per altro,
è fragile, ma per calle, & letta, è utile; & si sega in assé sotrilissune : &
il Leccio ancora si sega commodilTìmamente. Per fare Alse dicono che sono inu-
tili il Castagno, lo Olmo, & il Frasiìno, perche si fendono facilmente, &
le bene si fendono adagio , si fendono pur agevolmente ; Si affermano che il
Fraslino in ogni opera è obedientissimo. Ma io mi maraviglio che appreilò
de gli Antichi, non sia troppo celebrato il Noce. Conciosia che, si come lì
può vedere, ei sia & alla maggior parte de lavori, & per far assé molto
trattabile, & buono. Lodano il Moro, sì perche dura gran tempo, sì perche
per la antichità diventa in processo di tempo più nero, & più bello. Teofrailo
racconta che i Ricchi tisavano fare le porte di Loto , di Leccio, & di Bossolo. Lo
Olmo perche egli riserba saldissìina la sua durezza , dicono che è buono per
far,e llipiti da Usci ; ma bisogna voltarlo capo piede , che la radice sia di so-
pra. Catone dice che le Manovelle si faccino di Agrisoglio, di Alloro, & di
Olmo; lodano il Corniolo per fare Cavicchiuoli : tisavano gli scaglioni delle
scale, di Orniello, o di Acero. Scavavano il Pino, la Picea, & lo Olmo per
doccie d' acque ; ma dicono che sé non si sotterrano, invecchiano prestìliì-
mamente . Finalmente dicono che hanno trovato il Larice , ( la femina dico
che è di color limile al Mele) nelli adornamenti delli edificii, & per Tavole
da Dipintori essere immortale; & che non si fende mai di fesso alcuno; Oltra
di quello , perche non ha le vene sue lunghe , ma corte , sé ne servivano a fa-
re le imagini de gli Dei, & oltra a quello tisavano il Loto, il Bossolo , il
Cedro, & lo Arcipresso ancora, & le pm grasse radici de gli Ulivi, & il Pel-
co di Egitto , che dicono che è sintile a Loto . Se havevano bisogno di fare
a Tornio cosa alcuna lunga, & tonda ; usavano il Faggio, il Moro, 1' Al-
bero che fa la Trementina , & sopra tutti gli altri il serratissimo Bossolo, &
che eccellentemente si tornia; & per cole lottililTime, usavano 1' Ebano. Né
dispregiavano per sar ilatue, o pitture l'Albero, il Gattice, il Salicone, il
Carpino, il Sorbo, il Sambuco, & il Fico. I quali Alberi, parte sono uti-
li per la loro siccità, & ugualità , a pigliare, & a mantenere le colle, & i li-
neamenti de dipintori, parte ancora ad elprinere le fonie sono agevoli, & fa-
cili oltre modo . Ma è chiaro che il Tiglio è più trattabile che alcuni di que-
lli. Sono alcuni, che per fare ltatue tolgono il Giuggiolo. Contraria a quelli,
è la Rovere ; conciosia che né seco llessà, né con altri legni simili , si può
mai accompagnare, & dispregia al tutto le colle: il medesimo difetto dicono
che hanno tutti gli Alberi , che sono lacrimosi & crespi, cioè che ("cacciano
ogni (pecie di colla . I Legni che si radono facilmente , & che sono serrati ,
mal volentieri si serrano con le colle , & quegli ancora che sono di natura di-
versa , come la Ellera , lo Alloro, & il Tiglio, che son caldi; con quelli,
che naseono ne luoghi numidi, che son tutti di natura freddi ; incollati insicine
non reggono molto • Lo Olmo & il Frasiìno , & il Ciliegio , petchc son sec-
chi, non convengono con il Platano , & con lo Ontano , che sono di natura
numidi ; & guardaronsi gli Antichi di non incollare indente quelli Alberi che
non si confacevano di natura , & erano contrarii ; né (blamente di non gli in-
collare indente, ma vietarono di ammassarli accollati insieme. Et per quello
avertisee Vitruvìo che e' non si debbono congiugnere l'Alle della Ii'chia con
quelle della Quercia .

Delli
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