Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

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DELLA ARCHITETTURA





chiodi doppiamente , con i quali si fermino i canti, i mczi, & i lati loro,
Vogliono che gli aguti, che hanno a reggere pesi per il riviverlo, si faccino
assai grassi ; Ma non biasimano gli altri, sé saranno sottili , ma gli vogliono piu
lunghi , & con il capo piu largo . Gli aguti di bronzo allo scoperto , & a]|0
humido , durano grandissìmo tempo; que' di ferro nelle opere al coperto, &
allo asciutto , truovo io, che hanno più nervo. Dove sia si fatto jl cornarne
si sono dilettati di fermare le impalcature con perni di legno . Et quelle cole
che noi riabbiamo dette delle impalcature di legname , si debbono ancora oiser-
vare nelle travi di Pietra . Imperoche quelle vene , & que' difetti che sono per
il traverso , si debbono lasciare (tare, per lo uib delle travi, per fare le colon-
ne : O le e'saranno difetti non molto grandi, & leggieri, i lati della Pietra;
ne' quali appariranno, quando si metteranno in opera, si rivolteranno all'in-
{uso. Le vene, che vanno per lo lungo, in qual tu ti voglia travi, saranno
piu tollerabili, che quelle che vanno per il traverso . Le tavole, o assi di Pie-
tra ancora si per altri conti, si per amore della gravezza loro, non si debbo-
no porre troppo grasse . Finalmente le assi, i correnti, o le travi, che si met-
tono nelle impalcature , o di Legno , o di Pietra, non si debbono mettere né
jn modo sottili, né in modo rare , che elle non sieno barranti a reggere &
sé itesse, & gli altri pesi : Et per 1' opposito , non anco tanto grasse , né tan-
to l'una sotto 1' altra, che le faccino 1' opera men bella , & disforme . Ma del-
la forma, & gratia della opera ne diremo altrove. Et pertanto delle impalca-
ture di linee diritte sia detto a bastanza . Se già non ci manca, che io
ti avvertisea- di quello certo che io penso si debba in ogni opera oiserva-
re - Hanno considerato i Fisici, che la natura nel formare i corpi de gli a-
nimali usò talmente di finire 1' opere sue, che ella non volse mai che le
ossa in alcuno luogo fuslìno lontane , o separare dalle altre ossa ; cosi noi an-
cora appiccheremo le ossa alle ossa , & con nervi, & legature le confermere-
mo benissìmo, accioche 1' ordine, & il collegamento delle ossa sia quello
solo, mediante il quale, sé bene vi mancaliino le altre cose, rimanga la
ppera quasi come finita, con le sue membra, & fortezze.

J)eIle Impalcature, o Tetti di linee torte ; de gli Archi, é" loro disserentìa , & del
modo del sarli, & del mettere injìeme le Vietre de gli Archi.

C A P. XIII,

VEgnamo a parlare delle impalcature di linee torte , & quelle certamente
considereremo , le quali in tutti i loro affari, corrispondono pienamente
alle impalcature di linee diritte . Il Palco di linee torte lo fanno gli archi, &
noi dicemmo, che 1' arco era una trave piegata . Intracorronci ancora in que-
llo luogo legamenti, & ci si aggiungono cose da riempiere i voti, ma io vorrei
essere inteso piu apertamente nel dire, che cosa sia elso arco, & di che parti
e' sia compolio . Imperoche io penso, che gli huomini imparassino a gittate gli
archi da quello: Cioè che e' vedessmo, che due travi aggiuntateli inlieme con
le tede, & allargatesi di piedi da basso in diverse parti, i\ potevano per la lo-
ro annestatura , & per i pari pesi , fermare J' una contro 1' altra commodamen-
te ; piacque loro quella tale inventione, & qon quello modo : comincia-
rono a porre i tetti , che piovessmo in diverse parti. Dopo quello non po-
tendo per aventura coprire, come forsè harebbono voluto, uno (pazzo mag-
giore , per non havere travi tanto lunghe, posono infra le rerte delle tra-
vi nel inezo un legno a traverso di sopra, talmente che elle fussero quali
come appresso de Greci è la lettera P, & quello che e' vi mellone, chia-
marono forsè Conio ; succedendo da quello la cosa bene, multiplicativi co*
nii, sguardando la fatta effìgie di cosi fatto arco, satisfece loro ; Et trasfe-

ren-
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