Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

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DELLA ARCHITETTURA

l'acqua nel corso, & che non vi sia intralciata cosa alcuna non coperta
Se la luperficie del tetto sarà grandissima , ricerca embrici maggiori, acciocht
e' non trabocchino, non sendo susficienti a ricevere le gore delle pioggie . i0
vorrei, acciò che i furiosi venti non portino via i Tegoli, che e' li lermassìno
tutti con calcina, & malTimo ne gli edificii publici : Percioche nelli edifici
privati, balterà fermare contro la furia de venti , le gronde ; oltre a the sé
e' si guastassero, più facilmente si racconciano dove e' fanno danno. Quello
per altro commodissimamente si farà in quello modo : conciolìa che le ne tetti
di legname in cambio di assi , si metteranno per la lunghezza de correnti pia.
nelle di terra cotta, con gesso, & si distenderanno sopra le dette pianelle gli
embrici , fermandoli con calcina , quello lavoro sarà sicurissimo contro a suo-
chi, & a bilogni de gli habitatori accommodatissimo ; & sarà di minore spe.
sa, sé in cambio di pianelle, vi metterai canna greca, & la fermerai con
calcina . Io non vorrei, che tu adoperasfi gli embrici, & massimo quelli, che
tu vuoi mettere a calcina, nelli edificii publici, sé e' non fulTero liati prima
duoi anni a sopportare i diacci, & i Soli : Percioche sé e' vi si porranno che
e' non sieno sumuenti, non si leveranno di tale muraglia lenza spela non pic-
cola . Sovvienimi che io racconti quel che io ho letto in Diodoro Illorico de
celebrati orti di Siria , in palco , invention nuova , & non disutile. Percioche
sopra le travi, vi posono canne impiastrate di Assalto, & sopra vi mellono
duoi soli di mattoni cotti, 1' un sopra 1' altro, fermi con gello ; nel terzo
luogo vi mesfono embrici di piombo, in modo fatti, & congiunti insieme,
che a primi mattoni non poteva penetrare giamai humidità alcuna.

De fallimenti fecondo V opinione di Plinio, ès di Vi srullio, & secondo l'opere dil-
li Antichi ; & anali Jìeno i tempi buoni, per cominciare , ÌS
terminare le -varie sorti delle opere.

C A P. XVI.

TRatteremo hora delli smalti , i. quali sono ancora della natura de tetti.
Di quelti alcuni ne sono allo seoperto, alcuni ne sono di travate, & al-
cuni no ; amenduoi bisogna e' habbino un piano sinito, tirato secondo le sue
linee, sopra il quale si ponghino. Quelle superficie che saranno allo seoperto,
biiogna che si rilevino in modo, che almeno a ogni dieci piedi habbino di
pendio due dita ; & onde 1' acque pollino scolandosi , raccorsi nelle citerne, o
nelle fogne. A quelle fogne, sé elle non si potranno mandare o in Mare, o
in Fiumi, cava loro pozzi in luoghi commodi, insino che tu truovi 1' acqua
viva , & riempi intorno la fosTa di ciottoli. Et sé finalmente non potrai sare
quelto, dicono che si faccino folle capaci, & vi si mettino carboni , dipoi
si riempino di sibbione, che si succeranno, & inghiottiranno la superfluità
dello humore . Ultimamente sé il piano sarà fatto di materia ragunaticcia , si
mazzanghererà accuratisfimamente; & vi si distenderanno sopra pezzuoli di
sallì, allodandoli con la mazzeranga. Ma sé il piano harà lotto, la impal-
catura , allhora si attraversi con un' altra impalcatura di alse ; & poi vi si mei-
tino i pezzuoli de salli alti un piede, & si battino, & s'all'odino con la maz-
zeranga . Et sono alcuni che pensano che sotto i pezzuoli de sasfi, si deb-
bino diltendere gineltre , & felci ; accioche il legname non si guaiti tocco
dalla calcina. Se i pezzuoli de sasfi saranno nuovi, alle tre parti diasene u-
na di calcina; sé saranno vecchi, aggiunghisi alle cinque parti, due, & con
meicolato si saccia divenire serrato, con batterlo eccellentemente con balloi
ni. Sopra quelli s' aggiunga una poltiglia grolla sei dita, di terra cotta trita,
che alle tre sue parti sia mescolata una parte di calcina. Ultimamente ponghm-
visi sopr» , o ammattonati in cerchio, o altri mattoni cotti, a spinapesee ; o

vero


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