Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 79
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LIBRO QUARTO. 7,

de la Republica ? A gli rinomini egregii adunque, che saranno di gran consi-
glio, si debbe dar la principal cura, & poterla di moderare le cole. Colo-
ro con religione forniranno le cose l'acre: Er giulH, & ragionevoli, constitui-
ranno con le leggi gli ordini, & inoltreranno la via di bene, & felicemente
vivere . Veglieranno per difendere , & accreseere , 1' un dì più che I' altro ,
1' autorità , & la dignità de loro Cittadini . Et dove per aventura eglino ha-
ranno proveduto cola che sia per elsere commoda, utile, o neceslaria, elsendo
elsi forsè llracchi da gli anni , talmente che più predo voglino elsere occu-
pati nel contemplare delle cose, che in metterle ad essecutione, le commet-
teranno a quelli che in eise sono pratichi per lungo uso, & espediti , &
atti a metterle ad esfetto ; accioche e' vadino continovando con i portamenti
loro di ben meritare della Patria. Et quelli altri, preso il negotio sopra di lo-
ro , & in casa con grandislimo ingegno, & sollecirudine; & fuora con la fa-
tica, & con i diligi, procureranno il fatto diligentemente, daranno sententie,
guideranno esserati, eserciteranno sé stessi , & la multitudine, & la induùria
de loro. Conoscendosi finalmente , che si affaticheriano indarno, a voler dare
perfettione a le cose , senza le facultadi ; quelli, che seguono dopo costoro, bi-
logna , che sopperischino con le ricchezze loro , o da la Agricultura, o Mer-
catura che sé le habbino. Tutta l'altra multitudine de gli huomini debbe
secondo che ricercherà il bisogno, ubbidire, & porgere aiuto a quelli princi-
pali. Se quelle cose fanno assai a proposito, noi certo veggiarro che le quali-
tà de gli edificii, altre si aspettano al Publico , altre a Cittadini principali, &
altre a la Plebe . Et a principali ancora , altre si aspettano a quelli che hanno
jl pondo di pensar a la Città , & a consigli ; altre a quelli, che si esercitano
in le faccende, & altre a quelli, che attendono a ragunar le ricchezze. Di
tutte le quali cose certamente, referendolene, come habbiamo detto , una certa
parte a la neceslìtà , & un'altra parte a la commodità ; siane lecito a noi, che
trattiamo de gli edificii, 1' haverne concesfi alcuni per diletto de lo animo , men-
tre che in cambio di premio , noi ltatuiremo che i principii di simili divisioni
si debbino ricercare da primi documenti de Filosofi . Di quelli adunque dovia-
mo noi trattare quel che ad uno edificio publico si aspetti ; quel che a gli e-
dificii de Cittadini principali, & quel che a gli edificii de la Plebe si conven-
ga . Ma donde cominceremo noi a dare principio a si gran cose ? Comincere-
mo noi si come intervenne a gli huomini, nel procacciarli di giorno in giorno
Umili cose, da le picciole casuccie de poveri privati ? & dipoi palleremo si co-
me noi veggiamo , a quelli grandinimi edificii de Teatri, de le Terme, & de
Tempi ? Egli è certo cosa manifeila, che le genti del Mondo ltettero grandilsi-
mo tempo senza cinger mai le Città di mura . Gli Hillorici scrivono , che an-
dando Dionisio per la India, non trovò appresso di quelle genti alcuna Città
cerchiata di mura . Et Tucidide scrive, che già la Grecia non era cinta di
alcuna muraglia. Et per la Francia sino a tempi di Cesare non era popolo al-
cuno in la Borgogna, che llelse ne le Citradi, ma slavano lparsi in Borghi.
Che più? Io truovo che la prima Città fu Biblo, occupata da Fenici, la quale
Saturno haveva accerchiata di mura intorno alle sue cale . Ancor che Pomponio
dica di loppe edificata innanzi al Diluvio. Dice Erodoto che occupando gli E-
tiopi lo Egitto , non punivano alcuno, che erralse, di pena capitale ; ma li face-
vano alzare la terra intorno a' Borghi, eh' eglino habitavano . Et di qui dicono
si cominciarono a fare le Città in Egitto . Ma parleremo di loro altra volta :
Perche hora sé bene io veggo che tutte le cose che naturalmente si fanno,
naseon© da principii deboli; mi piace nondimeno cominciar dalle cose più degne.

Dell*
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