Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 118
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DELLA ARCHITETTURA

zanale, & de le stalle da Cavalli. Poche son quelle cole, che in quello ìao„0 .
paiono da dirli, ma da non sé ne fare invero beffe. Conciona che egli è assV
manifesto, che il Granaio , la Camera del Comune, & la Camera de le a"
mi, si debbono collocare nel mezo de la Città, & in luogo celebratittimc. J"
cioche le sieno più sicure, & più commode . Gli Arzanali poi vogliono'dr"
polli lontani da le case de Cittadini, per amore de gli incendii. Né si debb?
far beffe, che e" bisogna mescolarvi in varii luoghi muri interi, che dal piano
del Terreno avanzino insin sopra 1 tetti, 1 quali difendine) 1' una llanza da li
altra da le ardenti fiamme, & vietino a fuochi il potere attaccarsi da 1'un
tetto a l'altro. I luoghi per i Mercati, si debbono lubilire su la Mann»
su le bocche de fiumi, & ne riseontri di più vie maellre. Gli Arzanali bisora
che habbino gomiti, & ricetti, o golfi di acque, accioche i Navilii vi podi-'
no elser tirati dentro, & rassèttati J & che quindi ancora si pollino varare nei
Mare. Ma bisogna avertire, che in quello luogo l'acqua vi si agiti sempre
del continuo . 1 Navilii si infracidano per i venti auilrali ; apronìi per i cal-
di di mezo giorno; & si conservano per il levare del Sole. Oltra di quello
qual Ci voglia Granaio, che si faccia per mantenere le cole, egli è cosa chia-
ra , che e' gode di luogo , & d' aria aseiutta. Ma parleremo di quelle cose più
lungamente, quando noi tratteremo de le cose de privati, a 1' ordine de le
quali si aspetta tale ragionamento, eccetto però che de luoghi per tenervi
il sale : Percioche le stanze per tenervi il sile, le farai in 'quella maniera.
Metterai sopra il terreno un suolo di carboni alto un cubito, cioè tre quarti
di braccio, & pillalo bene per tutto : dipoi spargivi l'opra sabbione dibattuto
con creta pura, alto tre palmi, & spianalo bene, dipoi lo ammattona con
mezzane cotte sino a tanto che sieno diventate nere. Farai i lati de le mura
dal lato di dentro , non riavendo abbondanza di si fatto lavoro , di Pietre ri-
quadrate , non di tufo, né di Pietra viva, ma d'una Pietra che sia infra
quelle di natura mezana, pur che ella sia molto dura, & tal lavoro rillrigni-
lo da le mura a lo indentro per spatio di un cubito; & favvi attorno un
tavolato di pane con chiodi di bronzo , o più tollo con spranghe, & riempi
il vano che rella fra il tavolato , e '1 muro, di canne , & gioverà grandemen-
te 1' haver unto il legname con creta macerata , con morchia, & melsovi den-
tro gineilre con giunchi spezzati. Finalmente gli edificii publici coli fatti bi-
sogna che sieno fortificati gagliardissimamente di mura, di torri, & di muni-
tioni, contro a qualunque insidia, malignità o impeto di ladri, di nimici, o
di Cittadini seditiosi . Parmi havere trattato aliai abbondantemente de gli edificii
publici, sé già non ci rella quel che li aspetta , & non per ultima cosa, a
Magillrati, cioè che noi non ci facciamo beffe , che egli habbino luoghi, do-
ve egli habbino a tenere coloro , che egli haranno condennad per contumacia,
perfìdia, & malignità. Io trovo che gli Antichi havevano tre sorti di prigione,
la prima era quella dove erano tenuti gli scoilumati, & i male allevati, acio-
che la notte fusfino ammaellrati, & che fussino inlegnate loro da dottissinii, &
approvatissimi profellbri de le buone arti quelle cole, che s' allettano a buo-
ni collumi, & a una vita da huomo da bene. La seconda era quella, dove si
tenevano i debitori , & quelli che bisognava raffrenare da la licentiola vita , in
che erano traseorsi . La terza era quella , ne la quale per macerarli con le te-
nebre , f; con la spurcitia., si mandavano coloro, che erano crudeli, & sedera-
ti , indegni del cielo , & del commertio de gli huomini, & che havevano a
morir pretto. Se quella ultima sorte di prigione sarà alcuno che ordini, che el-
la si l'accia limile a una s'pilonca sotterranea, o a una horrenda sepoltura, co-
stui certo riguarderà assai più a la pena del Reo , che non Ci conviene lecon-
do la legge , o secondo la natura de gli huomini. Et (e bene gli huomini di ttstP
lisTuna vita per ,le loro ribalderie meriteranno qual si voglia ultimo supplieiO,
e sarà officio d' una Repuplica & di un Principe pendere alquanto sempre in-
verici

pedi ti
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