Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 140
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DELLA ARCHITETTURA

Semiramis da monti di Arabia, che per ogni verso era grasia quindici braccia
& lunga cento dodici, & mezo : o ie tu havessi tal grandezza di Pietra , C|J
tu ne potetti fare alcuna parte de 1' opera d' un solo pezzo, si come àkono
che era in Egitto quella cappellata al tempio di Latona , larga in faccia qua.
tanta cubiti, & cavata in un salso di un solo pezzo, e cosi coperta d' un altro
sallo, pur d'un pezzo solo; quello certo arrecherebbe a l'opera maravigli,
non piccola, & tanto più sé il sassb folte forelliero , & condotto per cammino
difficile, come quello, che deserive Erodoto esser flato condotto da la Cina
Elefantina, largo in faccia più di quindici braccia , alto undici e un quarto
condotto in termine di venti giorni fino a Sui. E' cola appartenente ancorar!
gregiamente al genere de gli adornamenti, che qual si voglia Pietra degna di
amuiiratione sia porta in luogo nobile, & honorato. A Chemmin Isola in Eeit.
to, quel tempietto, che vi è, non è tanto maraviglioso per esier coperto d'una
Pietra d' un solo pezzo, quanto per essere detta Pietra di cotanti cubiti, poli,
(òpra mura di cotanta altezza . Arrecherà ancora ornamento lo essere detta Pie.
tra rara, & eccellente, come verbi gratia sé ella fuilé di quella spetie di mar-
mi che sono puri, candidi, & trasparenti di modo che serrate tutte le porte
paia che dentro vi sia rinchiusa la luce : de la qual sorte dicono che Nerone
fece nel suo aureo Palazzo il tempio de la Fortuna. Tutte quelle cose final,
mente faranno bene; ma qualunque elle sieno, saranno cose inette, sé nel
comporle insieme non si userà ordine, & modo più che diligente , conciona
che ciaseuna di loro si ha a ridurre a numero, di maniera che le pari corri-
spondino a le pari, le da destra a quelle da siniltra, le da basso a quelle da
alto, non vi intraponendo cosa alcuna, che perturbi o le cose, o gli ordini,
aggiullando tutte le cose a determinati angoli, con linee limili, & uguali.
Puolsi certamente vedere che alcuna volta una materia ignobile per esser ma-
neggiata con arte, arreca seco più gratia, che una nobile in altro luogo con-
fuiamente ammaliata. Chi direbbe mai che quel muro di Atene, che Tucidide
racconta che fu fatto tanto tumultuariamente che vi messòno sino a le Itatue
levate da Sepolcri , fusse per tal caso bello? cioè per esser pieno di llrage di
statue? Cosi per il contrario ne diletta di riguardare le alzate mura de gli An-
tichi edificii contadinesehi, fatte di Pietre incerte , diminute, & di ragunaticci
dove gli ordini Hanno conguagliati, & dipinti a vicenda di colori bianchi, &
neri, di maniera che e' pare che secondo la piacevolezza de 1' opera , e' non
vi si porta desiderare più altro. Ma quello si appartiene forsè più a quella parte
de le mura , che si dice lo intonicare , che a lo alzare la vera saldezza de le
mura. Finalmente tutte quelle cose, che sono assai, si debbono distribuir di ma-
niera , che e' non vi sia cominciata cosa alcuna, sé non quelle, che furono
da prima deflinate da la arte, & dal consiglio, non vi sia accreseiuto cosa al-
cuna oltre a quelle , che ricerca la ragione de le cose principiate , non vi si«
lalciata cosa alcuna per finita, che non sia con grandissima cura , & diligenti»
finita , & perfetta . Ma il principale ornamento de le mura, & de le copertu-
re, & massimo de le volte è elso intonico (io ne eccettuo sempre i colonnati)-
Et può certamente quello intonico esser di più sorti : o e' sarà bianco Metto >
o e' (ara pieno di statue, & di stucchi, o di pitture, o di intavolati, o <"
cose commesse a piano, o di musaico, o d'un mescuglio di tutte quelle cole-

Con de modi li macchine , & i fesi de grandinimi sajsi si muomino da !*°Z<> *
luogo t o si sollieuino in ah*,

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CAP. VI.

I quelli habbiamo a trattare, quali e' sieno, & come fatti : ma da cu
noi habbiamo detto del muovere le Pietre grandissìme, quello lu°g° n
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