Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 146a
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DELLA ARCHITETTURA

gano, o qual altro instrumcnto tu voglia, che habbia forza di manovelle.
In tutte quelle coli fatte cose , per metterle in opera, bisogna avvertire nei
muovere i pesi grandinimi, che tutti quelli mezi , die s' hanno ad adoperare
non sieno troppo piccoli, & che non ci serviamo di lunghezza debole ne le
funi & ne li Itili, & in qualunche mezo, che noi useremo per muove-
re ; Percioche egli hanno del debole, conciona che la lunghezza di sua na-
tura è certamente congiunta con la iottigliezza : Et per il contrario le cose
corre hanno del grasso. Se le funi saranno sottili, raddoppinsi ne le carrucole ;
sé elle saranno troppo grolTe , bisogna trovare carrucole più grolle, accioche rie
le carrucole Uretre le funi non si taglino . I perni de le carrucole vogliono es-
sere di ferro, non meno grassi che la sella parte del mezo diametro de la sua car-
rucola , ne anco più che la ottava parte di tutto il diametro : le funi bagnate
sono più sicure da lo abbruciarsi , il che per il soffregarsi , & muoverli talvolta
avviene, e sono più atte a fare girare le carrucole, e meno sgusciano , & e
meglio bagnarle con aceto, che con acqua, e sé pure con acqua , quella di
Mare, è la migliore : sé elle si bagnano con acqua dolce, & iliano al Sole
caldissimo , si infracidano prello : avvolgere Je funi jnsieme è molto più sicuro,
che annodarle: sopra tutto bisogna bavere cura che l'una fune non seghi l'al-
tra . Gli Antichi usavano un regolo di ferro , al quale egli accomandavano le
prime legature de le funi, & de le taglie , e nel pigliare un peso , & massìmo
di Pietra , usavano una forbicia di ferro. La forma di essa forbicia , o tanaglia
era cavata da la lettera X, che con i rampi di sotto, era volta a l'indentro
con i quali quasi come un granchio llrignessero mordendo il peso . I duoi ram-
pi di sopra erano bucati, & per erti buchi messavi una fune, & fattovi una
legatura llrigneva il tratto di essa forbicia, o tanaglia (Tav. 15. A)- Io ho
viito ne le gran Pietre , & massìmo ne le colonne, ancora che elle fussino fi-
nite del tutto, lasciativi certi dadotti, che escono in fuora, quasi come ma-
nichi , a li quali si legalsino le hgature acciò non iscorrellìno ; usasi, & massì-
mo a le cornici, di fare certe buche ne le Pietre, da mettervi le ulivelle , che
si fanno in quello modo : faccisi una buca ne la Pietra a similitudìne d' una
scarlella vota, grande secondo la grandezza de la Pietra, che sia ilretta in boc-
ca, & larga nel fondo, Io ho vedute buche di ulivelle fonde un piede. Em-
pionsi quelli di conii di ferro ( Tav. ij. B) i duoi de quali da gli lati son
fatti a somiglianza de la lettera D , quelli si mettono i primi per empiere i
fianchi de la buca, & il conio del mezo, poi si mette l'ultimo infra l'u-
no, & l'altro. Hanno tutt' a tre quelli conii i loro orecchi che avanzano
fuori del pan forati, nel qual foro si mette un perno di ferro, che piglia con
loro insieme un manico che avanza fuori, al quale si lega la fune che cor-
re per le taglie che 1' ha a tirare. Io lego in quello modo le colonne, &
gli ltipiti de le porte, & limili Pietre che si hanno a posare per dovere rima-
nere ritte . Io ho fatto fare o di legno, o di ferro una cintura gagliarda se-
condo la grandezza del peso, con la quale ho cinto intorno in luogo accommo-
dato la colonna, q altra Pietra , & con certi cornetti lottili & lunghi dandoli
col martello leggiermente, l'ho serrata, & ferma, dipoi ho aggiunto a detta
cintura una legatura di fune come una braca, & in quello modo non ho of-
feso né la Pietra con ferrarvi dentro ulivelle, né dato danno a canti vivi ne
li llipiti, o simili con cignerli di funi ; Oltre a che quello modo di legare e
il più spedito , il più atto , & il più fidato di tutti gli altri . Racconteremo
più diltesamente altrove molte cose che a ciò si aspettano. Ma hora bisogna
{blamente trattare, ch.2 gli slrumenti sono quasi come corpi animati, & che
hanno mani molto gagliarde , & che e' muovono i pesi non^ altrimenti, cM
noi huomini ci facciamo con le mani . Et per tanto que' medesimi diitendi-
menti di membra , & di nervi , che noi usiamo nel rilalsare, spignere, raccorr

& transferire, quelli llessì bisogna che noi imitiamo ne le machine. Una c°l

la
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