Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 156
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DELLA ARCHITETTURA

habbiamo nccelììtà gnndissima del favore de gli Dii : & dicono che Saturno „,x
di fare quello, accioche si come ad uno armento di pecore non si prepoil
una pecora , ma un pallore ; cosi si intenderle che a gli huomini ancora bisomjT
va preporre un' altra sorte di animanti , che fulse di maggiore sapientia , & jj
maggior virtù, che gli huomini ordinarli : & però sono le mura consecrate a
gli Dii. Altri dicono, che da la providentia di Dio ottimo & grandissìmo è
avvenuto, che si come gli animi de gli huomini hanno i loro gemi fatali, c'oli
ancora gli habbino i popoli . Non è maraviglia adunque sé le mura, dentro a
le quali si ragunavano, & defendevano i Cittadini, erano tutte consecrate : Et sé
elsendo per pigliare alcuna Città assediata, per non far cosa alcun.i contro a la
Religione , invocavano, & cercavano di placare con certi himni l'acri , gli Dii
defenlori di esse, pregandoli che si contentalsero di venirsene volentieri nel pae.
sé loro. Chi è per dubitare, che il Tempio non sia sacro, si per rispetto d'al-
tre cose, si per quelta più che per altra , che in elso si rende una dovuta re.
verentia , & rionore a gli Dii, di tanti infiniti oblighi che la generatione hu-
mana ha con elso loro? La pietà è una de le principali parti de la giustitia;
& chi sarà che non confetti che etti giustitia da per sé è dono di Dio : & è
ancora una parte di giustitia congiunta a la di lopra , degna , & eccellente, &
molto grata a gli Dii, & perciò sacratissima, quella che noi usiamo verso gli
huomini per conto di pace , & di tranquillità , mentre che noi vogliamo che
ciascuno secondo i meriti suoi sia rimunerato ? Et perciò per qual si voglia ca-
gione giudicheremo che i luoghi dove si ministri giustitia, sieno consecrati a la
Religione. Che direni noi de le memorie de le gran cose , che dedicate a la
Eternità, si lasciano a posteri ? diremo certo, s'io non m' inganno , che tutte
attenghino in qualche modo a la giustitia, & a la Religione. riabbiamo adun-
que a trattare de le mura , de tempii, de luoghi dove si miniltra giustitia , &
de le lattiate memorie , sé prima però che noi ne trartiamo, diremo brevemente
alcune cose di esse Cittadi da non si dovere lasciare in dietro. Renderà molto
gratiosa la regione & il sito, una abbondantia di edificii ben distribuiti, & ben
collocati in luoghi commodissimi . Platone lodava, che la pianta, & il sito d'u-
na Città si scompartisse in dodici parti, & in d'alcuna collocava il suo Tempio,
& le sue Chiese minori . Ma noi ci aggiugneremo luoghi dove concorrino assai
strade, & luoghi per altri magistrati più minuali, fortificationi , luoghi da cor-
rervi, & per piazze, & per giuochi, & sé alcune altre cose sono che con que-
lle si affaccino, pur che il sito da ogni banda fiorisca di abbondantia di casamen-
ti. Ma le Città certamente ne sono alcune grandi , alcune minori , come sono
i Calteli!, & i Callelletti. Gli Scrittori antichi hanno openione che le Città

Folle in piano , non sieno molto antiche ; perciò sieno di manco autorità die
altre ; percioche e' credono che le sieno Hate fatte assai gran tempo dopo il
Diluvio. Ma veramente che le Città in luoghi piani , & aperti , & i Ca-
stelli in luoghi aspri & diffìcili, hanno più del gratioso, & del dilettevole: nien-
te dimeno io vorrei che in quelle si usalTe quello contracambio, che quelle,
che sono ne le pianure, si rilevattino alquanto da terra sopra uno colletto p«
rispetto de le sporcitie, & de le i.nmonditie; & quelle che sono ne le monta-
gne vorrei io che fussino collocate in luogo piano, & uguale rilpetto a le stra-
de, & a gli edificii. A Cicerone pareva che Capua fulse da anteporr! a Roma,
perche ella non era impiccata su per i colli, né interrotta da le valli, ma pia-
na & aperta. Alessandro lasciò di fornire la incominciata Citta ne 1' Ilbla del
Faro, luogo certo per altro forte, & commodissimo : ma conobbe che ella non
vi si poteva allargare di spatio da diventare grande . Né penso che qui si n:,'J'
bia da lasciare in dietro, che il grandissìmo ornamento de la Città , & la nioj"
titudine de Cittadini : Io ho letto che Tigrane , quando egli edisicò la Citta
Tigranocerta, coltrinse una grandissìma moltitudine d'huomini ricchittirm, &•
Vionoratittìmi ad andare con tutti i loro beni ad habitarla, havendo mandato

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