Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 158
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DELLA ARCHITETTURA

quedo non recusano che le botteghe ben vili sieno mescolate con le case de rv
ladini più honorati. Ma di quedo sia detto a baltanza, altra cola si aspetta"*
la utilità, & altra a la degnità . Io torno al noltro proposito .

Di che Tietre, & come grassi si debbino sare le Mura. Ut chi surono i pr\n;
a sabbricare i Tempi.

CAP. II.

Lodarono gli Antichi, & massimo i Popoli di Toscana che le Pietre per fe
mura rullino grandilsime, & riquadrate. Ilche gli Atheniesi ancora secondo
Temistocle ulurparono nel loro Pireo. Vcggonsi Cartella antichidime in Tosca-
na, & in quel di Spuleto, & appresso a Piperno in campagna, murate di
grandidime Pietre roze, il qual lavoro certo a me piace grandiisimamente ; per.
cioche tal sorte di muraglia, dimoslra una certa rigidezza de la antica seventà,
che arreca a la antica Città non piccolo ornamento . Et io certamente vorrei
che le mura de le Città fudìno tali, che (guardate da lo Inimico, e' sé ne spa-
venrallè , & diffidatosi di esse sé ne partisTe . Arrecano ancora seco maieslà i
folli larghinomi, & profondi accodo a le mura, che habbino le ripe seoseese,
come dicono che erano que'di Babbillonia, che erano larghi cinquanta cubiti
regii, & a fondi più di cento. Accresce maiestà 1' altezza, & la groilezza de
le mura simili a quelle, che si dice che fece Nino, Semiramide, & Tigrane,
& la maggior parte di tutti quelli , che hanno havuto l'animo inclinato a la
magnificentia . Ne le Torri , & ne corridori de le mura di Roma ho io ve-
duto pavimenti dipinti a Musaico, & mura intonicate di cose honoratissime :
ma tutte le cose non danno bene in qualunche Città . Le dilicatezze de le
cornici, & de gli Intonichi non si ricercano ne le mura de le Città, ma in cam-
bio di cornici esehino fuori alcune Pietre alquanto più lavorate che le roze,
lunghe polte a corda, & con 1' archipenzolo , & in cambio di Intonichi ancor
che 1' asprezza de la faccia si dimodri alquanto più rigida , & quali minacce-
vole , vorrei non dimeno che le Pietre vi fussino talmente congiunte inlìeme su
canti , & con uguali linee di maniera , che murate non vi si vegga mai alcuna
fellura . Quello ci verrebbe commodissimamenre fatto, sé noi ci servìssimo del
regolo de Dorici , limile al quale usava dire Aridotile che bisognava full la
legge : Percioche egli era di piombo, & si piegava : Conciosia e' riavendo essi
Pietre durilsime, & disficili a maneggiarle, perdonando a la spela, &: a la lati-
ci non le lavoravano tutte in squadra , ma le muravano con ordini incerti,
purché ciaseuna polasse bene , perche ella era cosa faticolissìma oltra modo il
maneggiarle, & porle apunto come tu volevi ne luoghi convenienti. Serviva™
adunque di quello regolo che si piegava , & 1' accodavano , & con elso cinge-
vano il canto, & i lati de la Pietra già murata, a la quale havevano ad acco-
dare l'altra, & del regolo cosi piegato si servivano per centina de silli, che po-
tevano riempiere i vani, de gli altri già murati, per conosecre con facilita i
luoghi, ne quali potessino commodamenre mettere le Pietre, che a le già nlu"
rate s'havvano ad accodare. Oltra di quello per rispetto d'una certa reveren-
da, & dignità , vorrei io che, & dentro, & fuori atorno a le mura fussi una
larghimela itrada , & eh' ella si consecrasse a la pubblica libertà , la quale non
potell'e edere impedita da huomo di qual si voglia sorte, nò con folso, né con
mura, né con si epe , né con arbucello alcuno, senza gran pena. Hor torniamo
a Tempii. 11 primo che fabbricane Tempii , truovo io che in Italia fu il l>i"'r'
Lino, & però gli Antichi havevano per ulanza di cominciare semore da Iano |
preghi de loro sacrisicii . Et alcuni sono, che dicono che in Creta Giove tu '
primo che fabbricale Tempii, & per quello havevano openione, che Gj.°*

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