Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 161
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LIBRO SETTIMO.

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per eiTere soliti a cantare ogni giorno le lodi del loro Dio, erano quali tutti
sonatori di lira. Truovo in Teofralto Sonila che ne la Morta erano soliti sacri-
ficare al Sole, & a Nettunno con ammazzare una formica. A li Egitii non era
lecito placare i loro Dii con alcuna altra cosa dentro a le loro Città, salvo che
con le orationi, & per potere sacrificare a Saturno, & a Serapi con le Pecore
collocarono i lor Tempii fuori de la Cirtade. Ma i nottri cominciarono a poco
a poco a servirsi de le Basiliche , per sacrificare , & feciono quello il perche e'
lì erano avvezzi da principio a ragunarsi, & a ritrovarsi iniìeme ne le Basiliche
de Privati si ancora perche in quelle si collocano gli Altari suso alto in cambio
del Tribunale con gran maiellà, & attorno a gli Altari ancora s' accommoda ec-
cellentemente il Coro. Il redatte de la Basilica come sono le Navi, & il por-
tico , parte (lavano apparecchiate a servire a chi palleggiava, & parte a chi fla-
va attento a sacrificii. Aggiungevacili che la voce del Pontefice mentre ch'egli
parlava si comprendeva meglio in una Basilica con i palchi di legname , che
non faceva ne Tempii in volta : Ma di quelle cose tratteremo altrove , faccia
hora a nollro proposito eh' e' dicono che a Venere , a Diana, a le Muse , a
le Nimphe , & a le Dee più dilicate si debbono dedicare Tempii , che con lo
elser loro vadino imitando quella verginale schiettezza, & quel fiore de la loro
età giovenile : Ma ad Ercole , a Marte, & agli altri Dii maggiori, si hanno a
dedicare Tempii di sorte che si habbino ad arrecare indietro per la gravità loro
autorità, più tosto che gratia per la loro bellezza. Ultimamente quel luogo do-
ve tu harai a collocare un Tempio, bisogna che sia luogo celebrato, illutìre,
( & come si dice ) superbo , & espedito da ogni contagione di secolari, perciò
habbia dinanzi una spatiosa, & degna piazza, & sia accerchiato di llrade lar-
ghilsime, o più prcllo di piazze grandinarne, talmente che da ogni banda iia
bello a vedere.

De le parti , sorme, & sigure de Tempi, isf de le Caselle , & dove si debbili»

collocare .

CAP. IV.

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LE parti del Tempio sono due, il portico, & la parte di dentro , ma sono
in quelle molto differenti. Percioche i Tempii alcuni sono tondi, alcuni
quadrati, & alcuni finalmente di più facce. Vcdesi manifelìo che la natura si
diletta de le cose tonde, conciona che le cose che si conducono, si genera-
no, o si fanno mediante la natura son tonde. Ma che bisogna che io racconti
le (Ielle, gli alberi , gli animali , & i nidi loro, & Cimili altre cose di quello
mondo , da che ella volse che tutte fussino tonde ? Veggiamo ancora che la na-
tura si è dilettata de le cose che hanno sei facce . Percioche le Pecchie , i Ca-
labroni , & ogni altra spetie di Vespe che tu ti voglia, non hanno imparato a
fare quelle loro stanzette ne loro teatri, mai d'altro che di sei facce. Termine-
remo con un cerchio uno siro tondo d'un Tempio. Ne Tempii quadri usarono
gli Antichi che la pianta fune una meza volta più lunga che larga. Altri l'usa-
rono il terzo più lunga che larga . Et altri volsono che la fuiTe lunga due lar-
ghezze, ma in quelle piante quadrate sarà grandilsimo difetto di bruttezza sé le
cantonate non saranno tutte in squadra. Gli Antichi nel farli di più facce , gli
sacevano, o di sei, o di otto, o veramente di dieci facce. Di tutte quelle cosi
fatte piante è di necessità , che i loro angoli si terminino dentro ad un cer-
chio , & da quello, è forza si tirino diritti ; percioche il mezo diametro di coli
fatto cerchio, farà una faccia de le sei, che in detto cerchio pollòno entrare.
Et sé tu tirerai dal centro linee diritte , che taglino apunto nel mezo tutte le
sei faccie de la fatta pianta, vedrai manifesto, che modo tu habbia a renere
a fare una pianta di dodici faccie, & da la pianta de le dodici faccie, il mo-

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