Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 178
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DELLA ARCHITETTURA

1' entrata del Tempio sia per quanto si può chiara & ornata, & che il diden-
tro dove si patteggia non sia maninconico . Ma il luogo dove si ha a collo.
care 1 Altare, vorrei io che navette più totto maieilà , che leggiadria. Torno
hora a vani de' lumi: e' bisogna ricordarli di quel che altrove dicemmo, che
i vani son fatti del voto de gli stipiti , & del cardinale : gli Amichi non mes.
sono mai né porte, né fineilre sé non quadrangolari: ma tratteremo prima de
le porte. Tutti i migliori Architettori o Dorici, o Ionici, o Corinthii, fé.
don sempre le porte più Strette da capo che da piede la quattordicesima parte
di sé ltella. Al cardinale diedero quella grettezza , la quale eglino trovarono
in tetta de lo llipite, & feciono le linee de loro adornamenti uguali, & siraili
a l'uno & l'altro, & le congiunsono inlìeme augnate, & l'ultima cornice,
cne Ita sopra il cardinale de la porta , vollono che andarle alta insino al pari
del dilopra de capitelli che sono ne' Portici : Si che in quelle cose tutti otter-
varono quel che noi habbiamo detto : ma ne le altre cole furono molto diffe-
renti 1' uno da 1' altro. Percioche i Dorici divisono tutta quella altezza, cioè
dal piano del pavimento sino al palco, in sedici parti, de le quali ne augna-
rono a la altezza del vano, da gli Antichi chiamata il lume, dieci parti, 8c
cinque a la larghezza, & uno a gli stipiti : in quello modo gli seompartirono i
Dorici. Ma gli Ionici divisono quella prima maggiore altezza, eh' è insino al
dilopra de capitelli de le colonne, in diciannove parti, de le quali ne attegnato
no dodici a la altezza del lume, & sei a la larghezza, & a lo llipite una.
Ma i Corinthii le divisono in ventiuna parte , sette de le quali ne ass'egnarono
a la larghezza del vano, & per la lunghezza raddoppiarono detta larghezza, &
la larghezza de lo llipite su per la settima parte de la larghezza del voto : in
qual li voglia di quelte porte gli Ilipiti furono architravi . Et sé io non m'in-
ganno , gli Ionici si dilettarono d'adornare i loro Ilipiti di tre fasee, come gli
architravi, & i Dorici ne levarono i regoletti & i chiodi ; & tutti poi per fare
le porte più adorne, aggiunsono sopra il cardinale la maggior parre quasi di tut-
te le leggiadrie de le loro cornici. Ma i Dorici non mettono sopra 1' architrave
i Glifi : ma in quello lcambio un fregio largo quanro gli ilipiti de 1' useio , &
sopta il fregio aggiunsono una cimasa , una goletta , & sopra quella un regolo
ilietto, cioè dentello, & sopra dipoi gli vuovoli, dipoi i menloloni coperti con
i loro aggetti, & con la loro cimala, & ne l'ultimo luogo una ondetta, ha-
vendo ollervate in quelle parti le misure secondo quell'ordine di quelle cose,
che noi dicemmo ne le architravate de Dorici. Gli Ionici per il contrario non
vi mettbn fregio, come ne 1' altre loro architravate; ma in cambio di fregio vi
mettono un fellone di verdi frondi gonfiaro, legato con certe fasee di grettez-
za il terzo manco che l'architrave, sopra del quale posono una cimasa, & un
dentello, & gli vuovoli & i mensoloni grotti, coperti con una faseia, ne la
fronre , & la sua cimasa, & poi di sopra ne 1' ultimo una ondetta . In oltre
posono a qual si è l'una de le tette fuor de gli Ilipiti sotto il gocciolatoio
(per chiamarli cosi) certi orecchi, chiamati cosi da begli orecchi de cani, cioè
mensole, & fu il disegno di quelli orecchi limile a una S. maiuscula lunga,
che si accartoccia ne le sue tette in quello modo S. & la grettezza di quelli
orecchi da capo fu quanto il fellone de le frondi, & da piede più lottile il
quarto: la lunghezza di detti orecchi arrivò sino al principio del voto. I Co-
rinthii ne le loro porte trasportarono tutti gli adornamenti de colonnati • Ador-
nansi ancora le porte, & massimo in quei luoghi dove elle hanno a Ilare a Io
seoperto, per non havere a ridire più quelle cose altrove, con un portichetto
attaccato nel muro in quelto modo . Polli che tu harai gli stipiti, & il cardi-
nale , metterai da amendue le bande una colonna tutta tonda, o alcuna volta
una meza , le base de le quali sticno discollo 1' una da 1' altra tanto che gli '■''
piti infra 1' una & 1' altra pollino Ilare agiatamente : la lunghezza de le colonne
con i capitelli ha da ellere apunto tanto, quanto è dal canto de la basa delirai

al
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