Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 198
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/alberti1782/0302
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
198

DELLA ARCHITETTURA



sa ne 1' ordine dove sieno molte colonne che di bado rilievo sportino in fi,
ri, ancor che e' ci sieno alcuni che volessìno che in quelto luogo il disconoT
le base si tirasse continovato per tutto, come ne Tempii. Sopra quello quadrar*
invalamento di mura, si rizzava in alto una muraglia tonda, opera certo eccd°
lente , alta più che le già polle mura non meno che per la metà del suo dia"
metro, ne più che per i duoi terzi, & la larghezza di si fatto tondo, non"
pigliava manco che per la metà del diametro maggiore di essa pianta quadra.
ta, né più, che per i cinque sedi : Assai ne occuparono i tre quinti, & a vi!
cenda mettevano un' altra muraglia quadrata sopra quella tonda, & sopra 1' a]trj
tonda, un' altra quadrata, con il medesimo ordine, & con la medesima resola
che ti ho detto, insino a che ne facevano quattro 1'una su l'altra, & le ador'
navano come habbiamo detto. Non mancavano dentro ad essa mole leale com.
modilsime, & luoghi lacri, & colonnati, che per le mura da basso ad alto
sportavano in fuori, & infra le colonne, ancora (lame, & Epitaffi, polli &
collocati in luoghi ragionevoli & convenienti.

Ve gli Epitaffi, de gli scrìttt, & de le imagini che Jì mettono ne sepolcbr'u

CAP. IV.

MA io vengo hora mai a ragionare de gli Epitaffi , i quali appresso de gli
Antichi, furono & varii, & infiniti, conciosia che non gli usavano io-
lamente ne le sepolture, ma & ne le Chiese, & ne gli edificii privati. Dice
Simmaco eh' ei mettevano nel frontispicio de Tempii il nome de lo Dio, a chi
e' 1' havevano consecraro. I nostri usano di scriver sopra le Cappelle il nome
de Santi, & 1' anno nel quale sono fiate loro dedicate ; ilche i'ommamente mi
piace : Et non sia quello fuor di nostro proposito, eh' essendo Grate filosofò at-
tivato a Spiga , over Zelia, & havendo trovato quasi per tutto sopra le porte
de' privati quelli versi :

Hercole il sorte nato del gran Giove

Habita in quejl ' albergo : hor /' allontani

Quindi ciò che giamai nuocer ne pojsa :
Se ne rise, & persuase loro che più tosto vi dovessino scrivere: Qui habita la
povertà: perche quella molto più prontamente, & più gagliardamente che Her-
cole manderebbe a terra qual si sia sorte di monitro. Ma gli Epitaffi saranno,
o scritti, i quali ei chiamavano già Epigrammi, o veramente notati con ilatue,
& imagini. Platone usava dire, che ne sepolchri non vorrebbono esse più die
quattro versi; ma e' ci fu chi disse :

Scrivi il mìo caso in mezo alla colonna,

Ma breve sì, che 'n trapalando leggajì.
Et veramente che una troppa lunghezza si in altri luoghi , si massimo in qu*-
ili è cosa odiol'a : o sé pur sarà alquanto lunghetto , bilogna che tale Epitasho
sia del tutto elegante , & che egli habbia in sé un certo che da muovere a
comparsone, & a misericordia , & sia gratiato , & clu tu non ti habbia a do-
lere d' riaverlo letto, & che ti piaccia d' haverlo imparato a incute , & di reci-
tarlo spesso. Lodasi quello di Omenea :

5" alma per alma compe^snr lasciajse

Il crudo sato , 0 Jì potejje 'vivo

Tornare altrui con la sua propria morte ,

Ogni tempo preserìtto al njrver mio

Fer te, cara Omenea, lieto darei ;

Ma poi che ciò non pnjs>, il Sole, cb* Dìo

Verrò suggendo per segnirti lajso

Con assrettata morte a i Regni sììgìi. & altrove

Gtt>
loading ...