Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 212a
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tu DELLA ARCHITETTURA

sono in quello differenti, che il Teatro certamente è quali un mezo Teatro fc
in quello ancora, che lo Anfiteatro ha la piazza del mezo libera, & esped
da palchi de gli ilfrioni, ma nelle altre cole , & masfimo ne' gradi da leder"
& ne le logge ancora, & nelle entrate, & in limili altre cole, (bno molto con!
sormi. Io credo che lo Anfiteatro principalmente fulTe fatto per servire a le c»c!
eie , & che per quello piacerle loro di farli tondi : Accioche serrate, & stjmo|
late le fiere in coli satto luogo, non trovando in nessun luogo alcun cantone
dove rifuggire, tussino da combattenti più facilmente aizzate, & fatte muovere-
conciolia che e' vi si mettevano huomini, che con modi miracolo!! combatte!
vano contro le ferocissime fiere ; intra quali alcuni con il sallare, & conl'a.
iuto d' una alta, elevandosi in alto ingannavano un Toro che veniva a ]■
volta loro: Altri armati di punte, come quelle de le canne, si offerivano a
lasciarsi maneggiare da gli Orli in una arca di legno, o aggirandovel'egli
atorno: altri gli assalivano , contenti solo di una cappa, & di una accetta, o
mazzaferrata. Finalmente sé alcuno haveva trovata cosa alcuna che con lo in.
gegno potelse ingannare le fiere, o sé egli li sentiva tanto gagliardo, o valen-
te di forze, & di animo che e' potesTe sottentrare al pericolo , si offeriva là
nel mezo, secondo che ciaseuno havessè deliberato d'acouiltare premio, o lode.
Trovo ancora , che ne' Teatri, & ne gli Anfiteatri i Principi erano soliti di
gittarvi pomi, & a lasciarvi andare uccellami, per eccitare fanciullesi.he quellio-
ni di chi prina sé gli potesse pigliare. La piazza del mezo dell'Ansiteatro,
ancora che ella sia accerchiata da duoi Teatri congiunti inlieme, non però si
dee fare tanto lunga , come ella verrebbe sé si corgiugnessmo insieme duoi Tea-
tri, con le braccia, o sile diitese; ma bisogna che la larghezza corri spondapro-
portionalmente a la lunghezza . Furono alcuni apprelso a gli Antichi, che feciono
la lunghezza otto , & la larghezza sette parti, & alcuni ebe la feciono tre larga,
& quattro lunga, 1' altre cose feciono come ne Teatri . Conciosia che gli fecio-
no 1 portici di fuori, & sopra gli ultimi gradi da sedere feciono la loggia di
dentro, la quale chiamammo Serraglio. Rettaci a trattare del Cerchio. Dicono,
che qaedo fu fitto ad imitatione de le case del Cielo, percioche si come le
cale del Cielo son dodici , coli quello ancora ha dodici porticciuole da entrar-
vi, & cosi come i pianeti son sette, cosi quello ha sette termini: Uno de'qua-
li è pollo a la parte di Oriente , & 1' altro a quella di Ponente, all'ai lontani
1' uno da 1' altro, talmente che le carrette di duoi, & quattro cavagli gin per
il mezzo de gli spatii del Cerchio potelsino seorrendo combattere, come fa il
Sole, & la Luna per il Zodiaco, & fare in xxiiii. fiore ventiquattro volte tai
giuochi. I giucatoti medesimamente erano divilì in quattro (quadre: d'alcuna
de le quali era velina del suo proprio colore: alcuni per lignificare la prima-
vera, si veltivano di verde, per Teliate di rollo, per il pallido autunno di
bianco, & per la trilla invernata di Tanè seuro. La piazza del mezo de cer-
chi non era libera, & espedita, come quella de gli Anfiteatri, né come
quella de Teatri occupata da palchi : ma per il diritto de lo luogo divilono 11
piazza ih duoi corsi, o in due larghezze rizzandovi in luoghi accomodati le
mete , o i termini intorno a' quali giucando correvano i cavagli, o gli huomi-
ni : I termini principali erano tre , de quali quello del mézo era il più degno
di tutti, & era quadro, grasso , & andava tutta via assottigliandosi verso la ci-
ma, & per quello assottigliamento lo chiamavano obelisco , hoggi auguglia; gì)
altri duoj termini erano due grandissime slatue , o due creile , overo altezze di
muro con le tette molto alte , fatte in quel modo che più era parlo al maeltro
conveniente, a far che elle hivessero del granato, & del grande : ne mezi di
quelte mettevano due o colonne, o aguglie minori da ciaseuna de le bande.
Io truovo che il Circo Massìmo di Roma , secondo gli hiitorici , era lungo tre
ottavi di miglio, & largo uno: il quale a mio tenpo è rovinato, & non !
vede per alcuna coniettura pur piccola , come si susse fatto. Ma in altri luoglu

truo-
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