Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 216a
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DELLA ARCHITETTURA

notare . Gli Agrigentini per la vittoria che ebbe Zelone contro a Carcedoni'
murarono un luogo da notare lungo lette ottavi di miglio, asfondo venti cubi!
ti, del quale luogo ne cavarono dipoi certo datio : Io mi ricordo haver letto
che a Tiboli vi era una Libreria publica molto celebrata . Pisistrato fu il prjmo
che in Athene fece una Libreria publica, la quale sendo d' una moltitudine di
libri infinita , fu da Serie poi transportata in Persia, & dipoi da Seleuco ricon-
dotta in Athene . I Re Ptolomei hebbono in Egitto una Libreria di settecento
milia volumi . Ma perche ci maravigliamo noi de le publiche? nella Libreria
de Gordiani trovo io che erano lxii. milia volumi., Nel paese di Laodicea in.
sieme col Tempio di Nemesi era celebrata grandemente una grandissima schuola
di Medici, ordinata da Zeuside. Scrive Appiano che vicino a Cartagine era una
Italia di trecento Elefanti, & una di quattrocento Cavalli, & uno Arzanale per
le Navi, che vi stavano dentro dugento venti Navi, & altri luoghi di armi, &
da grani, dove uno esercito poteva riporre, & serbare le cose da vivere. Ne
la Città del Sole che si chiama Thcbe , si dice che erano cento Italie publiche
tanto grandi che in qual s'è 1' una stavano ducento Cavalli. Ne 1'Isola Ze-
lia nel Mare di Propontide erano duoi porti, & nel mezo Arzanali per le
Navi, sotto i tetti de quali capivano ducento Navilii. Appretto al Pireo luogo
da armi celebratissimo fatto da Filone vi era un luogo honoratissimo & ca-
pace per quattrocento Navilii. Dionisio al Porto di Siracusa fece Arzanali seom-
partiti con cento sessanta edifitii, sotto cial'euno de quali potevano (tare duoi
Navilii, & un luogo per armi, dove in pochi giorni vi ripose più di cento
venti milia seudi, & una infinita moltitudine di spade . In Sitico lo Arzanale de
gli Spartani era diviso in più di cento selTanta stanze . Si che a quello modo
varie truovo io che sono siate le cose apprelso eli varie nationi, ma in che mo-
do elle debbino e(Ter fatte , & con qual ordine , & disegno, non ho che rac-
contarne cosa alcuna che sia eletta, sé non che io vorrei, che in si fatti lavo-
ri tu cavalli per quelle cose che hanno a servire , quanto al bisogno, il disegno
da le cose private , ma per quelle cose che hanno a servire quanto alla gran-
dezza, & allo adJornamento, è bene pigliare i disegni da le opere pubbliche.
Non lascierò quello indietro, che lo ornamento grande de le Librerie princi-
palmente sono i libri , & gli asfai, & i Tarissimi, & massimo ragunati di quel-
la dotta antichità. Sono ancora addornamento gli instrumenti Mathematici, &•
tutti gli altri, & quegli massimo che saranno simili a quelli che fece Podidonio,
rie quali i sette Pianeti si movevano ciaseuno secondo il suo proprio moto: o
simili a quello di Arillarco , che dicono che haveva in una tavola di ferro de-.
scritto tutto il mondo, & tutte le provincie con artificio eccellentissimo: & ben
fece certamente Tiberio che donò alle Librerie le immagini de Poeti antichi.
A me pare d' haver dato fine quasi a Tutte quelle cose che si poiTbno provare
per adornare gli edisitii publichi ; riabbiamo trattato de li edifitii lacri, de leco-
lari, de Tempii, de le Basiliche, de portici, de sepokhri , de le llrade , de porti,
de concorsi de le sirade , de le piazze , de ponti, de gli archi, de teatri , de luo-
ghi da correre, de le curie, de luoghi da sedere, de luoghi'da esiereitarsi , &
da palleggiare, & simili: di maniera che e'non ini pare che mi relti da trattar
d' altro che de le terme , o bagni.

De le terme, o bagni, & de le loro commoiità, & adornamenti <
C A P. X.

SOno slati alcuni che hanno biasimate le terme, dicendo che elle fanno P'
huomini efseminati. Alcuni altri le hanno tanto lodate che si sono lavati in
esie sette volte per giorno. I noltri vecchi Medici per sanare i corpi mediante '
bagni murarono dentro nella Città infinite slufe con spesa certo incredibile-
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