Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 219
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DELLA ARCHITETTURA

D I
LEONBATISTA ALBERTI

LIBRO NONO.

Che e' Jì debbe boiler rispetto in tutte le cese, & malfmio nella Architettura ,

itila utilità, Ùs alla farjìmonia ; & àe gli adornamenti de la casri

Regale, Senatoria , Ò" Confilare.

CAP. I.

EGli è di necessìtà che noi ci ricordiamo che de gli edificii de privati,
alcuni servono per habitare nella Città, & alcuni per le ville; & di que-
lli ancora alcuni si appartengono a Cittadini di più balla mano , & al-
cuni a Cittadini più nobili , & più splendidi ; & noi riabbiamo a tratta-
re de lo adornare tutti quelli, ma prima voglio che noi diseorriamo di alcune
cose che fanno a quello proposito. Io veggio che appretto de nollri Antichi a
gli huomini prudentittimi, & modellirtìmi piacque grandemente, si in tutte l'al-
tre cose & publiche, & private , li ancora in quella cosa del murare, la tempe-
ranza & la parsimonia , & truovo, che e' giudicarono che e' fussì bene levar via
& rafrenare ne Cittadini per tal conto ogni llrabocchevole, & soverchio spen-
dere , & che eglino proveddono a quella cosa & per via di leggi , & per via
di comandamenti con ogni indullria , & diligenti:!, si che appretto di Platone
erano approvati coloro che havessino ordinato per legge quel che io ditti altro-
ve, che nessuno conducette pitture di nettlina sorte, che suttìno più belle, che
quelle che si trovavano ne Tempii de gli Dii dipinte da gli Antichi; non volle
che il Tempio si addornatte d'altra pittura che di quella una sola, che un ibi
pittore potette fare in un sol giorno, & voleva che le ìlatue medesimamente
de li Dii si facettìno solamente o di legno, o di pietra , & che il bronzo o il
ferro si lasciatte per i bisogni de la guerra, de la quale erano inllrumenti . De-
moilene lodava molto più i coltumi de suoi Athcniesi antichi, che e' non face-
va quegli di coloro che erano al tempo suo ; Conciosia che e' diceva che egli
havevano lasciati loro una infinità di edificii publichi, & mattimo Tempii tan-
ti , & tanto magnifici, & tanto bene adornati, che e' non gli era rimatto luo-
go da potergli superare . Ma feciono gli edificii privati con tanta modestia, che
le case de più honorati Cittadini non erano molto dilsimili da quelle de Cittadi-
ni più mediocri, di maniera che infra i mortali par che eglino ottenettero di
eiser quelli che superartino la invidia con la gloria. Ma a Lacedemonii non
pareva già che costoro fussìno da. etter lodati, conciosia che egli havettino abbel-
lita la lor Città più torto mediante la mano de gli artefici , che mediante la
gloria de le cose, & gli pareva di meritare più lode di loro, perche gli have-
vano addornata la Città loro di virtù più che di muraglie. Non era lecito
appretto di loro secondo le leggi di Licurgo riavere i palchi lavorati altrimenti
che con la seure, & le porte con la lega. Havendo Agelilao vedute in Asia al-
cune travi riquadrate nelle case , sé ne rise , & gli dimandò sé per avventura
furtìno di lor natura nate quadre , e' 1' harebbono fatte tonde & bene certo :
Conciosia che ei pensava secondo quella antica modettia de suoi , che le case
de privati li dovesiino edificare secondo la necessìtà, & non secondo la maiettà,

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