Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 222
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Mi DELLA ARCHITETTURA

Et ertendo le sale grandi, & gli anditi, & i ricetti, altti comuni, & altri piu
riporti, & quasi segreti, a quei primi servirà uno splendore civile , con la pu-
blica pompa de la Città non punto odiolò : Ma quelli piu riporti ti sarà lecito
di farli alquanto piu lascivi secondo che piu ti piacerà .

De gli adornamenti de gli edisìcii de la Citta, sss dì quelli de la Villa.

CAP. II.

MA ertendo le case de privati, alcune nelle Cittadi, & alcune fuori, discor-
riamo de gli adornamenti a loro convenienti. Infra la casa de la Città,
& la casa de la villa ci è ancora oltra quel che noi habbian detto ne partati li-
bri , quella difserentia, che gli adornamenti per le case de la Città bisogna che
habbino molto piu del grave che quelli per le case de le ville, ma a quelle
de le ville si aspetta ogni sorte di allegrezza, & di piacevolezza. Ecci ancor
quella disferentia, che nella Città ti bisogna moderare molte cole, rispetto a
quel che ti vieterà il tuo vicino , il che potrai tu piu liberamente usare alla
villa. Bisogna guardarsi, che il rilevarti troppo alto col piano, non habbia
troppo piu del iuperbo che non ricerca Io accortamento che hai a fare con lo
edificio vicino. Le logge ancora secondo la lunghezza del muro a chi elle si
appoggiano, piglieranno la proportione de la loro larghezza . La grolTezza , & la
altezza de le mura in Roma non si faceva come ben veniva a chi murava; Con-
ciosia che per la legge che vi era antica, non era lecito farle piu grasse, che un
certo che. Ordinò ancora Iulio Cesare rispetto a pericoli del rovinare, che den-
tro alla Città non si alzassero in alcun luogo mura sopra il primo palco;
a quelle leggi non è sottopposta la villa . A Cittadini di Babillonia era
cosa gloriosa che nelle case loro -si habitasse il quarto palco. Aelio Ariilide
Oratore lodando in una sua oratione in publico la Città di Roma teneva
per cosa maravigliosa, che i Romani havessin murato sopra grandilsime ca-
ie, altre grandissìrne case (grandirtima adulatione certo) ma lodava molto piu
la grandezza del popolo, che ei non faceva il modo de le muraglie. Dicono
che di altezza di case Roma fu superata da Tiro , & che per tal conto man-
cò poco che ella non rovinalse tutta per i tremuoti. Saranno molto commodi,
& sopra tutto gratiosi , quegli edisìcii,, ne quali non si harà niente piu che la
nccessìtà a salire, o a seendere ; & certo che coloro dicono bene, i quali dico-
no che le scale sono gli scompigli degli edifìcii. Da quali (eompigli, io veg-
go che gli Antichi sene guardarono assai . Ma e' non ci è necessirà veruna che
ne sforzi che in villa si ponga gli edifìcii l'uno sopra 1' altro . Ccnciosia che
pigliandosi spatio piu largo, si faranno convenientillìme stanze , con le quali si
soverrà ad un' piano alle commodità 1'una dell'altra, il che nelle Città ancora
pur che io poterti , mi piacerebbe aliai . Ecci ancora una sorte di edifitii pri-
vati , ne la quale si ricerca insieme la dignità de le case de le Città , & i di-
letti , & i piaceri de le case de la villa ; de la qual sorte di edifitii non trattam-
mo ne partati libri, come riserbatici per trattarne in quello luogo ; & quelli
sono i Giardini intorno alla Città , de quali non penso però sia da tenere po-
co conto, sforzerommi di elser breve, del che quanto piu porto m' ingegno.
Conciosia che io esplichcrò ad un tratto quel che a qual s' è 1' uno di quelli
edifitii si aspetti, ma prima bisogna dire alcune cose de Giardini, da non le
lasciare certo indietro. Coloro che appressb de gli Antichi dicevano, chi assèt-
ta ben la villa , venda la Casa de la Città & quello , che ha a cuore le cose
de la Città, non ha mestiero de le cose de la villa; forsè lo dicevano per que-
llo, cioè perche e'credevano che il Giardino fusse una cosa commodissìma. I
Medici ci comandano che noi stiamo alla aria piu libera, & piu purgata che
sia possìbile . Io non niego che in una villa posta sopra un rilevato colle, non


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