Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 226
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ni* DELLA ARCHITETTURA

natura de le loggie, piglierai le misure de vani da dette loggie, & roa|r
quelle de Teatri, secondo che ti dicemmo a luogo loro. I vani de le ™ ^
faccino come di quelle che noi dicemmo appartenerti alle itanze del Co s r '
& alle Curie . Adornerai le fìnestre di opera Corinthia. La porta princii I '
lavoro Ionico. Le porte de le sale, & de le camere di lavoro Dorico, p '
ste cose per quanto fa di bisogno al disegno, sieno a bastanza. l'*

Con quai pitture , con che sruiti , & con quai sorti di ssatus si debbino adiri
le case de privati, i fallimenti, le loggie, le altre ssaitze,
& i giardini .

CAP. IV.

SOnci oltra di quelli ancora altri adornamenti per accomodargli alle case j,
privati, da non gli lasciare però indietro . Dipingevano gli Antichi ne «,
vimenti de le loggie, laberinti quadri, & tondi, per i quali i fanciulli si ((,
sercitassero . Io ho veduto negli ammattonati dipinta de la erba campanella coi
le cime a guisa di onde molto sparte all'intorno. Vederi chi ha finto nelle ca.
mere di intalseUatura di marmi, tappeti distesi ; altri le hanno sparse di ghirlan-
de, & di ramucella : lodasi la inventione di quello Osi , che ammattonò il pa-
vimento a Pergamo, nel quale apparivano i rimasugli, eh' erano avanzati ad
una cena, lavoro certo non inconveniente in una sala. Giudico che Agrippa sa.
cesTe molto bene , il quale ammattonò i pavimenti di terra cotta : io ho in o-
dio la suntuosità , & mi diletto di quelle cose che sono inventione d' ingegno,
che habbino del gratiato, & del dilettevole . Nelle corteccie de le mura non
»i si mette applicamento nessuno di pittura più grata, né più da vederi volen-
tieri , che quella che ne dimoltri colonnati di Pietra. Tito Celare haveva mts-
so per le mura de le loggie, per le quali e'soleva palleggiare, Pietre Fenicie,
che con il lor spìendore riverberavano tutte le cose come un specchio. Amo-
nino Caracolla Impcradore dipinse nelle sue loggie le cose memorabili, & i trion-
fi del padre . Severo ancora fece il snnile. Ma Agatocle non vi dipinse le co-
se del padre, ma le sue proprie. Appresso de Persiani non era lecito, secon-
do la lor antica legge , dipingere , o fare scolpire cosa nell'una , silvo le (le-
cite fiere da i loro Re. Et certamente che le gran cose, & degne di memo-
ria , fatte da suoi Cittadini, & 1' effigie di quelli ancora staranno & ne portici,
& nelle loggie molto bene , & molto convenientemente . C. Ccsare pose nella
su.i loggia, & ne su molto lodato da ognuno, le ltatue di tutti coloro che ha-
veano accrelciuta la R.epublica: Cottoro certo mi piacciono aliai, ma non vor-
rei però che il muro futTe pieno per tutto o di statue, o d'immagini, o qui"
che tutto occupato da una historia. Quefto si può vedere nelle gemme, »
malTinio ne le gioie, che sé e' sé ne mette molto insieme, non hanno gran»!
& perciò io vorrei che si applicassino in certi determinati convenienti, & »0'
norati luoghi al muro alcuni ornamenti di Pietra, dove si havessmo ad acco-
modare & le ltatue, & le tàvole, fimili a quelle che Pompeio conduffe nel W
Trionfo , nelle quali si vedevano dipinte le lodi de le gran cose che egli
veva fatte per mare, & per terra. O vorrei che più tolto ci fu/lino quelle
sé che hanno fìnto i Poeti per indrjzzar gli huomini a buon cossumi, &'

modare & le statue, & le tàvole, fimili a quelle che Pompeio condulse sieli*
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quelle di Dedalo, che a Cuma nelle porte finte Icaro che volava , & ** ^
& la pittura , & la poesia varia , cioè altra quella eh' esprime le gran cole ^
te da gli huomini grandi, degne di memoria, & altra quella eh' esp«me ' -.
fiumi de Cittadini privati, & altra quella eh'esprime la vita de gli aS"CUje«li
Qjella prima e' ha in sé maieità , si applicherà alle opere publiche , & -^
huomini grandi, & quella ultima sarà molto conveniente alli horti, & .' o^
dini, per esi'er la più lieta di tutte . Rallegransi oltra modo gli anin" nc[
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