Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 229
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/alberti1782/0369
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
LIBRO NONO.

s»?

i\ Adornamenti, che qual s' è V una di esse pani, come tu hai veduto, ha dì
bisogno che tu ne facci conto grandisiìmo . Ma noi secondo il costume noilro,
per quanto potranno le forze del noilro ingegno, seguiteremo; non raccontan-
do le cose per quella via , per la quale dal numero de le parti si cavi la ve-
ra cognitione del tutto ; Ma comincieremo da quello che fa a noilro propo-
sto, notando che cosa sia quella, che per su a natura faccia le cose belle. Sia-
mo avertiti da buon Maellri antichi, & lo abbiamo detto altrove, che Io edifì-
cio è quasi come uno animale; si che nel finirlo, & determinarlo bisogna im-
mirare la natura . Andiamo dunque invelìigando onde nasea che ne' corpi pro-
dotti da la natura , alcuni sono bellissimi, & alcuni men belli , & alcuni brut-
ti, & deformi. Egli è cosa manifella, che in tutti quelli che sono tenuti belli,
non son tutti i membri fatti a un modo, talmente che e' non siano punto in-
fra loro differenti ; anzi conoseiamo che egli è imprelTb , & infuso in quella
parte maisimo nella quale non si somigliano , un certo che , per il che sé bene
e' sono dilsimili, nondimeno noi gli tenghiamo l'uno & l'altro per gratio-
si . Sarà alcuno che delidererà di havere una fanciulla , che sia di corpora-
tura dilicata, & magretta, & colui appresso di Terentio anteponeva alle al-
tre fanciulle quella che era di carnagione più soda , & più compressa : a te
forsè piacerà di havere una moglie che non paia strutta, come gli ammalati ,
né anche talmente compressa di membra , che paia un contadinaccio tozzo da
fare alle pugna. Ma vorresti che si trovalTe in lei una convenevole forma,
secondo che convenientemente si potrebbe fare , sé si arrogerle alla prima quel
che si potria levare, o torre alla seconda. Che dunque? per quella cagione
che ti piacerà più quella che quell'altra, giudicherai tu però che V altre non
sieno belle, o gentili? No. Ma che quella ti piaccia più che l'altre, lo po-
tette causare alcuna cosa, la quale non vò ricercare come ella si Mia : ma il
giudicare che tu farai, che alcuna cosa sia bella, non naseerà da la oppenione ,
ma da uno diseorsò, & da una ragione che harai dentro nata insieme con l'a-
nima , il che si vede esser cosi ; conciosia che ei non è nelTuno che guardando
le cose brutte & malfatte , non si senta da esse subito offendere , & non le hab-
bia in odio. Donde ancora si delti, & onde venga quello conoseimento de lo
animo, non ricerco io cosi profondamente . Ma consideriamo , & esaminiama
quel tanto che faccia a noilro proposiro da le cose che per loro ilesse ci si of-
feriseono. Conciosia certamente che nelle figure & nelle forme de gli edifitii,
è un certo che di eccellente, & ben fatto naturalmente che in un subito sve-
glia gli animi, & si fa conoseere. Io credo certamente che la maiessà , la bel-
lezza, & la dignità, & qual ti voglia Ornili altre cose, consida in quelle co-
se, che sé tu le levassi , o le mutalsi, dìvenrerebbono in un subito brutte, &
mancherebbono . Se noi ci pervaderemo quello , non ci parrà cosa lunga trat-
tare di quelle cose che si pollino levar via, accreseere , o mutare; & massimo
nelle figure, & forme : conciosia che ogni corpo è compollo di certe parti
sue , & determinare; de le quali certamente sé ne leverai alcuna, o la ridurrai
che sia maggiore, o minore, o la tramuterai di luogo a luoghi non conve-
nienti , ti avverrà, che auel che era bello, o llava bene in si fatto cor-
po , vi (tara male, & sarà guaito. Per la qual cosa noi polliamo deliberare,
accioche io non sia più prolillb nelle altre simili cose, che tre sono le cose
principali, nelle quali consille il rutto di quel che noi andiamo cercando. Il
numero cioè, & quello che io chiamo il sinimento, & la collocatone . Ma e"
ci è di più uno altro certo che , che nasee da tutte quelle cose congiunte , &
collcgate insieme, per il quale tutta la faccia de la bellezza risplende miraco-
losamente, il che appresso di noi si chiamerà leggiadria ; la quale certamente
noi diciamo che è la nutrice d'ogni grafia, & d'ogni bellezza, & è l'offi-
cio de la leggiadria, & sé li appartiene il mettere insieme i membri, che ordi-
nariamente lana di natura infra loro differenti, di maniera che corrispondino

scam-






loading ...