Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 231
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LIBRO NONO.

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di qua > & uno di là, duoi occhi, & due nare del naso ugualmente, ma nel
mezo poi collocò un vano solo, & largo : & quello fu la bocca. Ma insra
quelli numeri o pari, o cassi, ce ne sono alcuni che alla natura sono più fami-
gliari che gli altri , & più celebrati apprelTo de savi, che gli altri : I quali
iono flati ulurpati da gli Architettori come loro peculiari, per quello conto,
malsimo che e' par che gli habbino in loro un certo che, per il quale sono iti—
màti degnissimi . Conciosia che tutti i Filosofi asfermano che la natura da prin-
cipio consiile in numero ternario ; & il numero quinario quando io vò eiami-
nando le tante cose, tanto varie, & tanto ammirabili, che olservano in loro
il numero del cinque , o che sono discel'e dal numero quinario , come sono le
mani de gli huomini, non senza ragione acconsento di dire, che sia cosa divi-
na, & consegrata alli Dii de le arti, & a Mercurio principalmente: & è cosa
manifesta , che Dio ottimo grandissimo si diletta grandissimamente del numero
del sette , havendo egli polle in Cielo sette (Ielle erranti, & havendo voluto
che dell' huomo l'uà ricchezza & delitie, il crearli, il farsi , il crescere, & il
confermarli, & surali altre cose, si riduchino tutte, & habbino riguardo a que-
llo numero settenario . Aristotile dice che gli Antichi non imponevano nome al
figliuolo , che fusse lor nato sé non in capo al settimo giorno, quasi che inlìno
a quel giorno non fussc deslinaro alla salute. Conciosia che il seme nella matri-
ce , & il fanciullo poi che è nato, portano grandissimo pericolo, sino al settimo
giorno . De numeri in casfo celebrano ancora il nove , secondo il qual nume-
ro l'artifitiosa natura fece le spere del Cielo, & i Medici dicono ch'egli è co-
sa manifesta, che la natura si è contentata di usare, & di servirsi di una nona
parte d'un tutto nelle cose grandi . Conciosia che il quaranta sia circa la nona
parte di tutti i dì dell'anno secondo il corso del Sole; & Hippocrate dice
che in quaranta giorni la creatura piglia la forma nel ventre de la gravida. Ol-
tra di quello noi veggiamo che quasi in tutte le malattie gravi si torna alla sani-
tà in capo a quaranta giorni. In simil tempo restano di purgarsi quelle che li
sono ingravidate , sé sono gravide di putto maschio , & poi ancora eh' elle ha-
ranno partorito un putto maschio , in capo a quaranta giorni cominciano a pur-
garsi di nuovo ; & dicono che il putto da che egli è nato , mentre llarà dello
non riderà mai, ne mai gitterà lagrime sé non in capo a quaranta giorni, ma
che bene dormendo si è villo che sanno l'uno, & l'altro. Et quetto baiti de
numeri in casfo. De numeri pari ci sono slati alcuni insra i Filosofi che dissb-
no che il numero quaternario era consecrato alla divinità, & per quello hanno
voluto che sé gli prelli , & aggiusti grandissima fede, & dicono che il numero
del sei infra i Tarissimi è molto perfetto, come quello che si fa di tutte le sue
parti intere.



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Et è cosa chiara, che lo otto ha una grandissima sorza nella natura de le cose.
Noi non veggiamo salvo che in Egitto, che chi nasee nello ottavo mele viva ,
anzi la madre che vi partorisee neìl' ottavo mese , & sé le muoia il parto, di-
cono che ha a morire ancor' elsa, & che sé il padre userà con la moglie nell'
ottavo mese, diventerà il sanciullo pieno di scabbia, & harà la cotenna brutta,
& scabrosa & molto schisa . Credeva Aristotile che il numero del X. susse più
perfetto di tutti gli altri forsè per quello che e' dicono che il quadrato suo si a-
dempie dal ragunare insieme quattro continovati cubi. Si che da quelle cose si
mosfono gli Architettori a servirsi di quelli numeri, ma non hanno già partita

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