Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 237
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LIBRO NONO

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quali son quelli, da quello laro l'uno, & da quello altro il dna, che congiun-
ti inlleme fanno 3. Divido dipoi tutto quello intervallo, che hi infra il nume-
ro maggiore, che fu selsanta , & il minore che fu trenta, in tre parti; sarà
dunque qual si è 1' una di quelle parti, dieci, & perciò ne aggiugnerò una di
quelle che farà dieci, alla parte minore, & diventeranno quaranta, & quelta sa-
rà la mediocrità musicale che si ricerca.



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60



30.


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40. 60.

La quale sarà lontana dal numero maggiore per il doppio di quello intervallo,
per il quale elso numero de la mediocrità è lontano dal numero minore ; &
havevamo presuppolto che il numero maggiore dovelse corrispondere al minore
con quelta proportione. Con quelle mediocrità gli Architettori & circa tutto
lo edificio, & circa le membra di quello, hanno trovato molte cose eccellen-
ti , che sarieno lunghe a raccontarle, & si sono molto serviti di quelte siniili
.mediocrità per diametri de la altezza.

Del modo del yor le colonne ; de la mìsnra & de la collocatone loro.

C A P. VII.

SArà certo cosa bella intendere la regola del porre le colonne , & la misu-
ra loro , le quali cose e' divisono in tre maniere secondo le tre varietà de
tempi: considerando adunque le fatrezze del huomo, andorno ghiribizando di
far le colonne à similitudini di quelli, & coli cominciando à mi surare le mem-
bra de gli huomini , trovarono che da 1' un fianco à 1' altro vi era per il sello
de la lunghezza, & che dal Bellico alle Rene vi era il decimo de la lunghez-
za : il che considerando i noltri l'acri Teologi dhsono che la Arca di Noe,
per conto del diluvio, fu fatta secondo quelta misura del huomo . Con quelle
milure adunque forsè feciono le colonne, che fulsino alcune per sei tanti de la
basa , & alcune per dieci tanti. Ma da uno inllinto di natura, & da un senso,
che naturalmente è ne gli animi, mediante il quale noi dicemmo , che si co-
nosceva le cose gradate & leggiadre, conobbono , che in quello luogo non (la-
va bene tanta grolsezza , & che per il contrario in quello altro non llava bene
tanta sottigliezza , & pero avertiti levarono via 1' una, h l'altra, & pensarono
finalmente , che da quelli duoi termini troppo vitiosi , si havelse à cavarne uno
mediocre & buono , & però andando inanzi tratto dietro alli Aritmetici con-
giunsono quei duoi numeri insieme, & dipoi divisono quella malia in due par-
ti, per il che quella cosa, che (lava con numeri uguali, infra il sei, & il die-
ci , trovorno che era 1' otto , & piacque loro , & per quello diedero alla lun-
ghezza de la colonna otto diametri de la basa, & la chiamarono Ionica. Ma
l'ordine de le colonne Doriche, il quale è quello che si aspetta à gli edificii
più massicci, feciono elsi con le medesime regole, che le Ioniche, conciosia che
e'raccolsono il numero minore che fu il sei, insieme con lo otto, che fu la me-
diocrità Ionica, & ne resultò la somma di quattordici, la qual somma divi-
sono in parti uguali, & rimase il sette, secondo il qual numero feciono la
colonna Dorica, che fussì lunga per sette Diametri de la colonna da ballo.
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