Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 241
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LIBRO NONO.

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]e polTeva ammattonare di Ambra . Et non è gran fatto sé quelli pazzi osten-
ntori, per dir coli, di si fatti lavori, anzi piu rollo di tale pazzia, sono da
elsere vituperati; gittando elsi via le fatiche de mortali, & i sudori de gli huo-
mini, in quelle cole, che non si tisano, ne sono convenienti alla principiata mu-
ra-dia ; & in quelle ancora, nelle quali non si vegga cola alcuna che ne faccia
maravigliare di ingegno, ne dove si habbia à lodare la inventione. Io dunque
avertisco di nuovo, & da capo, che si schifino limili difetti, & inanzi che tu
ti metta à far opera alcuna , considerà , & esamina teco molto bene il tutto ,
& insieme conferiscilo alli intendenti ; fattine ancora i modelli. Da quali io
vorrei che tu riandassi con tempo continovato , & tal volta mettendo tempo in
mezo, due, tre, quattro, sette, & dieci volte, tutte le parti, & membra del
futuro edifitio, fino a tanto che dal balso sino alla cima dell' ultimo tegolo ,
non vi sia cola alcuna coperta, o scoperta, grande , o piccola in tutta la opera
da farsi , che tu non la habbia pensata molto, & lungo tempo, & ordinatala,
& desinato di che cose, in che luoghi, con che ordine, con che numero e'su
conveniente , & ilia bene haverla collocata, congiunta insieme, & datoli fine .

Qual Jìa lo officio di un lno«o Architettore, is quali Jìcn le cofe che saccino gli
adornamenti eccellenti.

CAP. 'IX.

IN quello modo adunque fari un buono Architettore : cominciera à dar
principio alle cose ordinatamente, & accuratamente. Imparerà le forze & la
natura del terreno , dove harà a fabricare , & avertirà si da li edifitii de li
Antichi, si da la usanza , & consuetudine de gli habitatori quel che sotto quel
cielo dove egli harà da murare , vaglia qual si voglia sorte di pietra, come sia
buona la rena, come la calcina, come i legnami presi di quelli luoghi : &
quel che vagliano le cose condottevi da altrove , contro alle ingiurie de tempi.
Terminerà la larghezza , & la altezza de fondamenti & de primi principii , &
dipoi andrà esaminando, che cosa , ò ouale si convenga alle mura , alle cortec-
cie, & a ripieni, & a legamenti , & alli olsami , & riandrà ancora quel che li
aspetti à vani, quel che al tetro, quel che alli intonichi, quel che a un am-
mattonato seoperto, & quel che al lavoro di dentro, & andrà terminando i
luoghi, le vie, & i modi, per i quali si levino, si forzino, & si mandino via
]e superssuità , le cose nocive & le puzzolenti, come sono le fogne, da man-
dar via le pioggie , & le fogne per raseiugare gli ammattonati de le ilanze,
ordini, & preparamenti da farle aseiutte, & prohibire le humiditati : & co-
me sono quelle cose che ne defendino, & vinchino il peso d'una mole, che
sia per doverti venire addolso, ò da una ingiuria di rovinosi venti, ò di im-
petuose acque. AlTegnerà finalmente termine ad ogni cosa. Non lascerà cosa
alcuna indietro, alla quale non assegni la sua legge, & il suo ordine. Tutte
quasi quelle cose, ancor che principalmente paia che elle si appartengano alla
«abilita , & allo uso , nondimeno preferiscono di sé quello, che a'.trui sé ne fa
beffe, si arrecano dietro un difetto grandisfimo di contrafatto. Quelle cose che
fanno gli ornamenti eccellenti, sono quelle . Risogna, che lo ordine , & la re-
gola de lo addornare le muraglie sia terminatilTima , & libera, & espedita del
tutto ; che le cose illustri, & eccellenti non vi sieno melse insieme troppo fol-
te , non calcate , & ammontate quasi in una malsa , ma dillribuite , & collo-
cate talmente, & con tal determinatione, che chi le volede mutare altri-
menti , conosea che si guaita tutta la gioia de la leggiadria , & bellezza. Oltra di
quello non li ha à lasciare cosa alcuna indietro dà banda nell'una, che il Maellro
non 1'habbia addornata: ma non bisogna anco però, che tutte sieno addornate
ugualmente con ornamento grandilsimo ; ne le vorrei anco tutte piene di ric-

H h chez-


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