Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 243
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Chi

LIBRO NONO. j4J

Ght cofe Jìeut quelle che principalmente hahhia Infogno di canjìderare uno Archita*
(ore , (? che cofe Jìa di nccesjìtà che ei sappia.

C A P. X.

MA acciò che lo Architettore nel procurare , ordinare, & mandare a ef-
fetto quelle cole, si polla portare egregiamente, & secondo sé li aspet-
ta, ci sono alcune cose da non sé ne far besfe. Egli ha da esaminar bene che
pelo e' si piglia sopra le spalle , che profelsione e' taccia , che huomo e' voglia
elser tenuto, à che impresa e'si metta, & quanto di lode, quanto di gua-
dagno, quanto di gratia, quanto di fama apprelso a poileri e' si sarà guada-
gnato ogni volta che egli habbia ben fatto 1' officio suo : Et per il contrario sé
egli haverà incominciato cosa alcuna ignorantemente senza conliglio , o inconsi-
deratamente, a quanto vituperio, a quanto odio e' si sottometta, quanto e' dia
che dire, quanto si mostri aperto, manifelìo, continuo il tellimonio de la
uà pazzia apprelso alla generatione humana . Gran cosa certo è la Architettu-
ra , ne Uà bene che ogn' uno si metta a tanta impresa : bisogna che sia di gran-
dissimo ingegno , studiosisfimo, habbia ottima dottrina. Et è di necelsità che sia
esperimentato assai, & sopra tutto che habbia purgato giudicio , & maturo con-
siglio , colui che ardisea di far profelsione di Architettore. Appartiensi alla Ar-
chitettura & è sua prima lode il giudicare quel che ad ogni cosa si convenga .
Conciosia che lo edificare è cosa necelTaria, ma lo edificare commodamente £
cavato & da la necelsità , & da la utilità : Ma Io havere edificato di manie-
ra, che gli splendidi te ne lodino, & che i miseri ancora non te lo rinfaccino^
non può nalcere sé non dal sapere d' un considerato & valente, & dotto Ar-
chitettore . Oltre di quello, il fare quelle cose che sieno commode secondo
il bisogno, & de le quali non Ci habbia a Mare in dubbio , che, & in quanto
a quel che si era deliberato, & in quanto alla facilità de le ricchezze e' si pos-
sa dar loro perfettione, è officio non tanto d'uno Architettore, quanto di uno
Muratore. Ma 1'havere preveduto, & deliberato con la mente, & con il giu-
dicio quel che per ogni conto debbe elsere perfettamente finito , & terminato ,
s'appartiene a quello vario, & solo ingegno che noi ricerchiamo. Da lo inge-
gno adunque la inventione; Da la esperientia la cognitione ; Dal giudicio la
elettione; Dal consiglio la compositione è di necelsità che proceda; & con
la arte poi si rechi a fine quel che altri si mette a fare . 11 fondamento de le
quai tutte cose , credo che sia la prudentia &' un maturo consiglio : Conciosia
che le altre vintiti, come è la humanità , la benignità, la modellia , la bon-
tà , non le desidero più in coslui, che io mi faccia nelli altri huomini, dediti
a qual si voglia sorte d' arti. Conciosia che quelle son cose che chi non le ha,
non credo io, non che altro, che sia da reputare per huomo. Ma sopra tutto
bisogna che egli schifi la leggierezza , la ostinatione , la boria , la intempcran-
tia ; & sé alcune altre cose ci sono che apprelso de' Cittadini gli possino dimi-
nuire la sua buona gratia, o accrescerli lo odio. Ultimamente vorrei che si
portalse come fanno coloro che danno opera alli studii de le buone lettere.
Conciosia che e' non è nelsuno che pensi d' havere studiato tanto che gli balli.
Se e' non harà letto & veduti tutti gli Autori , & di quei che non son ancor
buoni, i quali trattino, o habbino scritto alcuna cola di quella facultà, nella
quale ei si esercita . Cosi in quello luogo considerei diligentissimaniente tutti
gli edifici! che communemente saranno lodati, & approvati da gli huomini,
tiilegneralli con linee, & numeri, vorrà farne modelli, & esempii, & riaverli
apprelso di sé, & cosi conoseerà , & esaminerà lo ordine, i luoghi, i generi,
& i numeri di ciaseuna de le cose, de le quali coloro si saranno serviti; &
massimo di chi harà fitto cose grandisiime, & eccellentilsime ; de quali si può
iare coniettura che fussino huomini egregii, elsendo ilati moderatori di si grandi

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