Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 246
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/alberti1782/0388
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
146

DELLA ARCHITETTURA

eonGglio , & disegni lodatissimi a chi te ne ricerca ; che sé per aventuta tu tjk,
glicrai il lavoro Copra di te, & che tu vogli esserne sopraslante , & quello che ne
dia fine , durerai grandiilìma fatica a schifare , che tutti i difetti di altri, &
tutti gli errori, o per ignoraptia, o per negligentia commessi, non sieno a te fa.
lo imputati. Quelle sono cole da commetterle a sopraslanti diligenti, accurati, ti.
gidi, sevcri, che proccurino il modo , con il quale le cose si habbino a fare
con itudio , industria , & diligentia , & alsiduità . Vorrei ancora per quanto è pos.
sibile, che tu avertisea di non ti impacciare sé non con persqne splendide, 8t
con i Principi de le Cittadi, cupidimmi di quelle cose. Cpnciosia che le tue fa-
tiche date a chi si voglia, che non sieno persone qualificate , diventano vili. Quan-
to pensi tu che ti giovi la. autorità de gli huomini grandi, a' quali tu ti sia pre-
supposlo d' bavere a servire, inquanto alla gloria. Io sono uno di quelli, che
(oltre a che a la maggior parte de gli huomini non so perche alcuna volta pare,
che gli huomini grandi habbino miglior gusto, & miglior giudicio al parere del
vulgo, che in esfetto non hanno) io dico che sono uno di quelli che vorrei, che
allo Architettore fussino date prontamente, & in abbondanza tutte quelle cose, le
quali sono di bisogno a mettere ad effetto tale muraglia . Quelle cose gli huomini
di balsa mano, il più de le volte perche non polsono, non vogliono anco farle.
Aggiugnici, il che si può facilmente vedere, che ancora che e' sieno duoi maeltrì
di ingegno, & di induftria uguali, &che habbino a fare un' opera uguale, alcuni
volta t'\ arrecherà più grasia dietro l'uno di loro, & più abondantemente, mediante
la valuta, & la eccellentia de le cose, de le quali si harà a servire , che non far»
l'altro . Ultimamente, ti avvertiseo che per delìderiq di gloria tu non ti metta seioc-
camente ad alcuna impresa in nessun luogo di cose inusitate, o non mai vedute:
fa di bavere esaminate, & considente mqlto bene infino ad ogni minima cosa,
le imprese, che tu metti inanzi. Il far dar fine con le mani d' altri alle tue
inventioni, & immaginationi, è cosa grande, & faticosa; & il volere farspen-
dere ad altri i danari, secondo il tuo parere. Chi è quello, che non sappia,
che è cosa sempre piena di cordogli, & di rammarichi? Oltre di quesio io
vorrei, che tu scacciassi molto lungi da te quel difetto commune , per il qua-
le spelso avviene, che il più de le volte non è nessuno edificio infra grandi,
che non habbia gravilsimi difetti, & da vituperarli grandemente ; percioche chi
sarà quello , che non desideri grandemente d' haver a elscre censore , correttore,
& emendatore de la vita tua, dell'arte, de'costumi, & de li ordini tuoi? Con-
dotta che a qual si voglia grandidima muraglia rare volte avviene, che gli sia
dato fine o per la brevità de la vita de gli huomini, o per la grandezza dell'
opera, da quel medesimo huomo, dal quale ella sarà siata principiata. Ma noi
che reiliamo invidiosi, & importuni, ci sforziamo, & ci vantiamo di riavervi
innovato alcuna cosa. Onde avviene, che le cose bene incominciate da altri si
depravino, & si guadino, & si finiseono male. Io giudico, che sia bene di do-
ver ilare a quelle dererminationi di coloro, che ne sono slati inventori, che le
hanno lungamente esaminate , & considerate . Percioche quei primi inventori poi-
settono edere modi da alcuna cagione , la quale forsè , sé tu eliminerai diligen-
temente il tutto, & la consedererai con attenrione, & cura, non ti sarà nascolla.
Nondimeno io ti avertiseo , che tutto quello , che tu ti delibererai di innovarvi,
non lo facci, sé non consigliato , & più torlo comandatoti dal consiglio di huo-
mini espertidìmi, & approvatidìmi. Imperoche in quello modo procederai bene
a' bisogni de la muraglia, & ti difenderai da'morsi de le male lingue. Habbiamo
trattato de le cose publiche, de le private, de gli edificii sacri , de secolari, d'
le cole , che servono a bisogni ; di quelle , che servono alla maiellà , & di quelle
che servono a diletti, & a piaceri . Hora diremo quel che ci resla , cioè , in qua'
modo si possino riparare, & correggere i difetti, i quali o per ignorantia de tempi 1
& de gli huomini, o per casi averli, o non pensati accaseono ne gli edificii. P"-
siate, o litterati, favore a qucsli lludii.

•' DEL-


loading ...