Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 276
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DELLA ARCHITETTURA



to , & aprasi quella di Copra , ma (e ella harà a seendere per il contrario semT
quella di sopra, & aprasi quella di sotto. Et cosi lasciata andare la nave con
quella parte del fiume, sarà portata dal fiume a seconda. Et il resto de la acqUi
sarà mantenuta da la cateratta di sopra. Non lascerò in dietro quel che s'appar.
tiene alle vie per non replicare queste. Fararti la stfada ben netta , & ben pul
lita nelle Città non la alzando di pezzami, ilche è mal fatto , ma più tolta
levandone, & spianando per tutto allo intorno, & portando via, acciocché glj
spazzi, & il piano de la Città non venga sotterrato da lo alzarvisi de le strade.

Del rimediare ad alcune coft, eb" del rajsatarle generalmente .

C A P. XIII.

HOra andremo dierro a trattare de le altre cose più minute che si possbno
rassettare, con più brevità che noi potremo . In alcuni luoghi per esservisi
condotta 1* acqua, il paese vi è diventato più caldo, & in alcuni per il
contrario più freddo. Predo à Larissa in Tessagli'a vi era la campagna coper-
ta di acqua morta , & tarda, & perciò vi era s aria grassa , & caldiccia ; Di-
poi cavatone 1* acqua & raseiutta la campagna diventò la regione più fredda,
di maniera , che gli ulivi da quivi inanzi , che prima vi erano in abondantia
tutti allo intorno vi si seccavano. Per il contrario appresso a Filippici per esser-
visi , come dice Teofrasto , cavato l'acqua, & raseiutto il lago, avvenne che
hebbono manco stridori. Et si crede che la causa di queste cose venga da la
aria che vi spira pura, o non pura : percioche e' dicono che 1' aere grasso si
muove più tardi, ma che mantiene più le impressioni calde, o fredde. Ma
l'aria sonile è più atta al freddarli, & presìo ancora si riscalda da raggi del So-
le , & dicono che una campagna non coltivata, & abbandonata , causa 1' aria
più grassa, & meno benigna. Dove le selve cresehino ancora folte talmente che
e' non vi entri Sole, ne vi penetrino i venti, vi sarà certo l'aere più crudo.
Al lago Averno erano le spelonche de le selve ranto folte che il zolfo esalando per
quei luoghi Areni ammazzava gli uccelli, che vi volavano sopra : Cesare tagliate le
selve fece che di una aria pestilente divenne benigna & amena . Presso a Livor-
no CaAello maritimo di Toscana erano gli huomini sempre ne giorni caniculari
oppressati da gravissime febbri, ma fatto gli abitanti un muro riseontro al Ma-
le si mantennono poi sani, ma dipoi messa 1' acqua ne fossi per far 1' edifitio più
sicuro son tornati di nuovo ad ammalarvi!]. Scrive Varrone che havendo lo es-
serato presso à Corfù & morendosi quali tutto di peste, serrò tutte le fine-
Are che verso Austro erano aperte , & a quelto modo campò lo esercito . A
Murano patiseono rare volte di peste, sé ben Venetia lor Città principale ne è
molestata assai, & gravemente, & pensano che quello accaggia per la grande
abbondanza de le fornaci de vetri , percioche egli è cosa mar.ifesta che l'aria
si purga maravigliosamente da fuochi ; & che i veneni habbino in odio il fuo-
co , ne è inditio, che egli hanno avvertito che i corpi morti de gli animali
velenosi non generano vermini come gli altri, per quello che la natura del
veneno è di ammazzare, & estinguere del tutto ogni forza di vita ; ma sé i
medesimi sono tocchi da la saetta, allliora generano vermi, percioche il veneno
loro è spento dal fuoco. Et che i vermi son generati ne corpi morti de gli »"
ninnali , non da altro, che da una certa potentia ignea de la natura, che muove
quello humido, che è in quelli, atto à spiriti vitali, lo spegnere de quali si s>"
pena proprio al veleno dove egli sia superiore, ma dove egli è superato dal
fuoco , non vi può nienre. Se tu sverrai herbe velenose , & massimo la squilw»
ti avverrà che quel cattivo nutrimento de la terra sarà attratto a sé da le pi»n*
te buone, & preso tal nutrimento si guaderanno. Gioverà piantare una kWi
& massimo di frutti verso i venti nocivi; perche egli importa grandemente da

qua!
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