Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

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occhio
rac-

piu

LIBRO PRIMO.

Xi)l

di maniera, che gli angoli uguali da amendue le parti rispondino a gli an-
goli che son loro a canto : & veramente per quanto Ci appartiene a quello
raggio centrico , è cola verissìma che quelto di tutti i raggi e il più fiero , &
di tutti vivacissimo . Ne si può negare che nell'una quantità apparirà mai alla
viltà maggiore, sé non quando il raggio centrico sarà in esia. Potrebbcnsi rac-
contare più cose de la polTanza & dell' officio del raggio centrico. Ma quella
sola cosa non si lasci indietro , che quello raggio solo è fomentato da tutti gli
altri raggi che sé lo hanno melio in mezo, quasi che habbino fatta una certa
unita congregatione per favorirlo, talmente che si può a ragione chiamare il
capo & il principe de raggi. Lascinsi in dietro le altre cose che parrcbon più
tolto appartenerli alla oltentatione de lo ingegno, che convenienti a quelle
cose noi habbiamo ordinato di dire: molte cose ancora si diranno de raggi più
comodamente a luoghi loro. I raggi mezzani de lo ottangolo si possbn chiamare
una piramide di otto facce dentro ad una piramide di quattro facce . Fig. 7. Et
balli in quello luogo haver racconto quelle cose per quanto comporta la brevi-
tà de commentarli, per le quali non è alcuno che dubiti, che la cosa Ita in
quelto modo ; il che io credo si sia moiiro a ballanza, cioè che mutatosi di
intervallo , & mutatasi la positura del raggio centrico , subito appare che la su-
perficie si sia alterata . Imperoche ella apparirà o minore , o maggiore, o mutata
secondo lo ordine che havranno infra di loro le linee, o gli angoli. Adunque
la positura del raggio centrico, & la diilantia conferirono grandemente alla
vera certezza de la veduta. Ecci ancora una altra certa terza cosa, mediante
la quale le superficie apparirono a chi le risguarda , disformi & varie . Et que-
llo è il ricevimento de lumi. Imperoche ei si può veder nella superficie sferica &
nella concava, che sé ei vi sarà un lume solo , la superficie da una parte ap-
parirà alquanto oscura , & da la altra parte apparirà più chiara. Et dal mede-
simo intervallo primiero , & stando ferma la posituta del raggio centrico primie-
ra , pur che ella superficie venga sottoposla da un lume diverto dal primo , tu
vedrai che quelle parti de la superficie che al primo lume apparivano chiare,
hora mutatosi il lume appariranno scure , & le oscure appariranno chiare. Ut
oltre a quello sé vi saranno più lumi a torno, appariranno in cosi fatte super-
ficie diverse oscurità, & diverse chiarezze, & vaneranno secondo la quantità &
le forze de 1' armi. Quella cosa si pruova con la esperienza. 77ni. 2. Fig. r. » 2. Ma
quello luogo ne avertilce, che si debbino dire alcune cose de lumi, & de colori.
Che i colori si variino , mediante i lumi, è cosa manifelta ; conciosia che qual si
voglia colore non apparisce nell* ombra allo aspetto noilro, tale quale egli appa-
rile quando egli è pollo a raggi de lumi. Imperoche l'ombra mostra il colore of-
fuscato, & il lume lo fa chiaro & aperto. Dicono i Filosofi, che non si può ve-
tere cosa alcuna, sé ella non è veltita di lume, & di colore , & però è una
gran parentela infra i colori & i lumi, a far la veduta ; la quale quanto sia gran-
de si vede da quelto, che mancando il lume, elsi colori ancora diventando a po-
co a poco oscuri mancano ancor elsi , & ritornando la luce o il lume , ritor-
nano ancora insieme con quella i colori alla veduta noitra mediante le virtù
de lumi. La qual cosa elsendo cosi, sarà bene la prima cofa trattare de colori,
& dipoi andremo inveitigando in che modo i detti colori si variino mediante
i lumi . Lasciamo da parte quella disputa Filosofica , mediante la quale si van-
no invelligando i nascimenti & le prime origini de colori . Imperoche che im-
porta al Dipintore lo haver saputo, in che modo il colore si generi dal mesco-
lamento del raro & del denso, o da quel del caldo, & del secco, o da quel-
lo del freddo & del humido ? Ne disprezzo io però coloro che filosolando di-
sputano de colori in tal modo, che elsi affermano che le spctie de colori sono
sette, cioè, che il bianco & il nero sono i duoi cltremi, infra i quali ve n' è
uno nel mezo, & che infra ciascuno di quelli duoi ellremi, & quel del mezo,
da ogni parte ve ne sono duoi altri : & perche 1' uno di quelli duoi si acco-

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