Alberti, Leon Battista  ; Bartoli, Cosimo   [Übers.]
Della architettura, della pittura e della statua — Bologna, 1782

Seite: 308
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DELLA PITTURA

panni, o con /rondi , o con le mani. Apelle dipigneva solamente quella pmt
de la faccia di Antigono, da la quale non appariva il difetto de lo occhio. Et
Ho'iiero quando delta Ulisse nel naufragio dal sonno, per non fare che egli an-
dune ignudo per la setva dietro alla voce de le donne, si legge, che diede a
quel liuo-no una de le fronde de gli arbori, accio che si coprilse le vergole.
Raccontano che Pericle haveva un capo lungo & brutto, & però da Pittori '
& da gli Scultori non fu fatto mai a capo lcoperto, come gli altri, ma sem-
pre con la celata in tetta . Oltra di quarto Plutarco racconta che i Pittori an-
tichi tisavano nel dipignere i Re, sé egli havevano difetto alcuno quanto alla
forma loro , non volevano che ei parelse che etti lo havelsmo lasciato in dia-
tro, ma salvata la somiglianza lo emendavano quanto più potevano. Quella
modestia & quella reverenda, deriderò io che in tutta la historia si osservi, a
ciò che le cose oscene o si lattino da parte, o si emendino . Finalmente come
io ditti penso che sia da afsaticare che in nessuna immagine si vegga il mede-
simo getto , o la medesima attitudine. Farà oltra di quello la historia Ilare gli
spettarori con gli animi artenti, quando quegli huomini che vi saranno quie-
ti , rappresenteranno grandittimamente i moti degli animi loro . Imperoche ei av-
viene da la natura, de la quale non si truova cosa alcuna che sia più rapace,
ne che ci tiri più de le cole limili , che noi piangiamo con chi piange, ri-
diamo con chi ride, & ci condogliamo con chi si rammarica . Ma quelli mo-
ti de lo animo si conoscono , mediante i moti del corpo. Imperoche noi veg-
giamo, come i melanconici, perche ei sono afflitti da i pensieri & straccrnda
la infermità, come ei sono per modo di dire agranchiati di tutti i lenii &
forze loro, & come ei si ttanno lenti lenti con le membra pallide & che
quali cascano loro. Imperoche coloro che si rammaricano, hanno veramente la
fronte batta, il capo languido, & tutte le altre membra finalmente come strac-
che, & abbandonate gli cascano. Ma gli ttizzosi perche gli animi sé gli ac-
cendono perla stizza , & la faccia & gli occhi gli gonfiano, & gli diventano
rolli , & i moti di tutti i membri, mediante il furore de la (lizza, sono velo-
cilsimi & fieri. Ma quando noi siamo lieti & allegri, allhora riabbiamo i
moti sciolti & grati mediante alcune attitudini. E1 lodato Eufranore , che in
Aledandro egli dipinse talmente il volto di Paride, & la faccia , nella
quale tu facilmente potevi riconoscerlo & Giudice de le Dee, & innamorata
di Elena, & insieme ammazzatore di Achille. Maravigliosa lode è an-
cora quella di Daemone Pittore , che nelle sue tavole potevi riconoscere enervi
lo iracondo, lo iniuilo, lo inconstanre , & insieme ancora lo elorabile & il
clemente & il misericordioso & il glorioso & 1* humile, & il feroce. Ma in-
fra gli altri raccontano che Aristide Thebano pari ad Apelle, esprelse grande-
mente quelli moti de lo animo : i quali è cosa certa che noi ancora porre-
mo molto ben fire quando noi porremo sn quella cosa quello iludio & quella
diligentia che ci si conviene. Bisogna adunque che il Pittor sappia eccellente-
mente le attitudini & i moti del corpo, i quali io giudico che si habbino a
cavare dal naturale con infinita diligentia. Imperoche la cosa è difKcilissima me-
diante gli infiniti moti de Io animo, per i quali si variano ancora i moti dal
corpo. Oltre di quello chi crederia, sé non chi ne ha fatto la esperientia,
che egli è diiÌKiIittimo quando tu vorrai dipignere uno viso che rida, schirar
quello p;r il quale egli parrà più tetto piangere che ridere? Oltra di quello
chi sarà quello che polla senza grandittimo iludio & diligenria esprimere i vol-
ti , ne quali & la bocca , & il mento , h gli occhi & le guance & la fronte
& le ciglia, si confrontano & uniseono insieme & al pianto & al riso ? Et per-
ciò bisogna' diligentittimamente andarle ritrovando dal naturale , & immitar tem-
pre le cose più pronte. Et principalmente si debbon dipignere quelle cose (e
quali lascino agli animi più da pensare , che ciucile che si veghon da gli occhi'
Ma raccontiamo noi alcune cpse, che noi habbiamo fabricate con il nollro inge-
gno
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